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Dom. 03/10 TORINO/MILANO - ROMA - SAN’A
giornata di trasferimento con notte in volo. Partenza da vari aeroporti italiani e ritrovo alle 20.00 presso il banco della Yemenia di Fiumicino (Roma). L’incaricato di A.n.M. ci consegna i biglietti, i passaporti con il visto e la Guida Vissuta dello Yemen.
Lun. 04/10 SAN’A - WADI
DHAR - BAYT BAWS - SAN’A (Km.50)
arrivo a San’a alle
6.30, meno di un ora per le formalità doganali. Colazione nel mafraj dell’Hotel
con splendida veduta della città prima del riposino sino alle 12.00.
Alle 13.00 ci ritroviamo nella hall dell’hotel, cambio ancora ryal/dollari (50$ cadauno) dei vari partecipanti e partiamo subito per l’escursione al villaggio di Bayt Baws, 30’ minuti dal centro, un tipico villaggio fortezza, quasi disabitato ed arroccato su una collina.
Trenta minuti scarsi per salire, foto, quattro passi all’interno delle mura e le ragazze del gruppo vengono subito invitate da una donna a far visita alla tipica casa rurale Yemenita.
A loro dire è stato molto interessante sebbene il dialogo tra la padrona di casa e le ospiti è stato esiguo (arabo-inglese-italiano), ma le donne yemenite si sono subito dimostrate molto ospitali offrendo tè caldo ed incuriosite delle nostre realtà. Altri 45’ minuti per arrivare al belvedere sul Wady Dhar ed il suo famosissimo palazzo dell’Imam Dar al Hajar (la casa sulla roccia).
Entriamo per la visita (150 ryal/pp) accompagnati da Matari (la guida della Sheba) che ci illustrano sommariamente le varie stanze del palazzo; bellissima la vista della valle dalla terrazza al tramonto. Appena scende il sole, veloce visita al suq della città vecchia che ci offre subito alcuni dei suoi tipici scorci con le vetrate delle case in alabastro tutte illuminate. Incantevole, da non perdere.
Direttamente a cena nel Ristorante Sharzawan, primo assaggio della cucina Yemenita (per i neofiti); passeggiata sulla moderna ali Abdul Street con i suoi numerosi negozi, con possibilità di telefonare in Italia nei diversi International Calling Center, più economici dell’Hotel.
Mar. 05/10 SAN’A AMRAM - HUTH - SAD’A (Km.250)
pronti a partire per le 08.00, alle 09.00 abbiamo l’appuntamento al posto di polizia fuori città per incolonnarci con altre jeep di turisti diretti a nord accompagnati dalla scorta. Un’ora di strada ed iniziamo con la visita al villaggio di Amram, 50 km dalla capitale. Primo vero approccio con la vita rurale dello Yemen, rimaniamo tutti colpiti dalla quantità di rifiuti sulla strada che, nei primi giorni, distoglie lo sguardo e l’attenzione dalle reali bellezze di questo paese, dalle sue stupende case a torre fatte di argilla e pietra.
La vecchia Amram, cinta nelle sue mura di pietra, merita una visita sebbene il mercato settimanale si svolga di venerdì.
Dopo aver gustato il primo tè locale, caldissimo e dissetante (mai più di 10 ryal), proseguiamo per Huth dove gli autisti adorano fermarsi per la rituale pausa pranzo. Huth, oltre ai ristoranti ed un piccolissimo mercatino, non offre alcuna possibilità di escursione anche se l’APA cita di alcune case alquanto pittoresche da visitare.
Il mercato del villaggio è scarsamente fornito e pertanto facciamo pranzo a base di riso e omelette al ristorante degli autisti (2000 ry per tutti, caro).
Ancora due ore di jeep per arrivare a Sad’a, in tempo per fare il giro delle belle mura della città vecchia, buttarci nel suq, salire alla fortezza (è un presidio militare chiuso) e passare vicino alla Grande Moschea (vietato l’ingresso) prima che cali il sole. In una piazzetta, sfida calcistica Yemen-Italia lanciata da alcuni ragazzini: è stata una disfatta, non fa per noi. Cena buona con ottimo pane al Kanari.
Avverto il gruppo di preparare gli zainetti per la notte a Shahara in quanto i bagagli rimarranno nelle jeep a valle; raccomando di portare: una felpa (si sale a 2800), una torcia elettrica, il sacco a pelo e scarpe comode per il trekking.
Mer. 06/10 SAD’A - SUQ AL TALH - FARWA - SHAHARA (km.240)
prima levataccia, pronti per le 07.00, ci dirigiamo a est per il Wadi Abdin e salita in macchina per la fortezza di Sinnara, chiusa ma con splendida visuale della valle sottostante.
Scendiamo di nuovo a Sad’a per proseguire a nord verso il Suq Al Tahl. Non bisogna aspettarsi niente di speciale, vi è solo una serie di baracche ove si vendono tutti i tipi di armi. Rituali foto con kalashnikov e bandoliere insieme ai beduini che sembrano felicissimi di imprestarci quell’arsenale per le nostre foto.Fuori Sad’a, bisogna aspettare la scorta che ci accompagnerà sino a metà strada per Shahara. Lungo il percorso, visitiamo il villaggio rurale di Farwa in cima ad una collina con alcune bellissime case a torre.
A metà percorso, la scorta si ferma per aspettare il cambio proveniente da Amram. Il tempo passa e rischiamo di arrivare a Shahara con il buio e perderci quindi i bellissimi panorami delle montagne che offre la salita al villaggio.
Con Ahmed inizio a contrattare con la scorta per farli proseguire sino a quando non si incontra l’altra jeep di scorta.
Una prima richiesta di ulteriori 1000 ryal, poi 1.500 oltre alle 1000 già dovute. Sull’economia di gruppo 1.000 ryal (13.000 Lire) sono poca cosa e non incidono, ma queste persone mi sono sembrate degli autentici approfittatori. Se tutti accettiamo incondizionatamente le loro richieste, questi aumenteranno sempre più le loro pretese, quindi è dovere di ogni capogruppo cercare di "tirare" all’osso ogni elargizione di denaro.
Raggiunto l’accordo, partiamo e dopo 30’ minuti incontriamo il cambio che ci accompagna sino ad Huth. Veloce pranzo, altro cambio scorta per Shahara (ogni cambio si paga profumatamente!).
Altre 2 ore da Huth e
siamo ai piedi della montagna. Arrivano i beduini con i loro pick-up e scopro
che il costo della salita è notevolmente aumentato rispetto all’anno scorso.
La salita costa 5000 ryal per pick-up (ogni auto trasporta 4/5 persone in piedi sul cassone), 1500 ryal per la guida che sale già ad Huth, 500 ryal per parcheggio di ogni jeep valle. Rimando le contrattazioni al giorno dopo perché il sole sta tramontando.
La salita verso Shahara dura circa 2 ore e mezza e si percorrono tratti di mulattiera veramente incantevoli. Lo spettacolo offerto da queste montagne con i suoi villaggi arroccati su ogni vetta è unico. Il viaggio non è dei più confortevoli ed è meglio stare in piedi nel cassone. E’ comunque molto divertente e dona un tocco di avventura in più.
Arrivati a Shahara, chiedo del funduq Francisca, più volte segnalato da altre relazioni. Il funduq è abbastanza malconcio, manca la corrente elettrica per un guasto al generatore, non vi è acqua corrente nell’unico bagno ma accettiamo la sistemazione. Personalmente preferisco il Funduq Salè, provato l’anno precedente e forse un po’ più pulito anche se ancora abbastanza scarso.
A molti del gruppo il funduq di Francisca è comunque piaciuto molto anche se Lei, Francisca, era assente in quanto in ospedale a San’a per un’operazione.
A Shahara sembra di vivere nel tardo medioevo, la città è rimasta nel cuore di tutti noi. Cena scarsa nel funduq, quattro risate tutti insieme e a letto presto.
Gio. 07/10 SHAHARA - KUHLAN - WADI THULA - THULA (Km.220)
sveglia prestissimo, all’alba ci dobbiamo incamminare verso Al Gabaj passando per il mitico ponte.
Due ore e mezzo per scendere sino ad un villaggio a metà strada, dove ci aspettano i pick-up, passando tra terrazze coltivate a qat. Sicuramente non è un trek entusiasmante, si godono comunque bellissime visuali delle valli sottostanti ed è una piacevole passeggiata. E’ bene indossare scarpe idonee così da non scivolare sulle pietraie.
Solite doverose pause per il pranzo degli autisti e della scorta, proseguiamo per Kuhlan dove si dovrà visitare l’ex palazzo dell’Imam, con il famoso vecchio a mo’ di cicerone (parla solo arabo). Abbiamo però perso ore preziose, il tempo si sta annuvolando ed inizia a scendere una fitta nebbia. Decido di lasciar perdere il Palazzo di Khulan tanto con la nebbia non avremmo potuto godere del panorama sulla valle; rischio inoltre di far tardi e percorrere il Wadi Thula con il buio perdendo così il bellissimo spettacolo che offre quella strada.
Si ritorna indietro di qualche chilometro per iniziare il Wadi Thula: bellissimo percorso sterrato a quote elevate sul bordo del canyon corollato da montagne rosse, villaggi di case di pietra con i campi a terrazza coltivati a frumento e sorgo. Sicuramente da non perdere. Incantevole l’arrivo al tramonto a Thula.
Il nostro funduq è il più bel palazzo di Thula: i gestori ci offrono la vera ospitalità araba e dalla sua terrazza si ha una veduta mozzafiato del villaggio. Abbondante cena e prima passeggiata notturna per il paese dove si possono ammirare le splendide vetrate colorate delle case illuminate.
Ven. 08/10 THULA – SHIBAM – KAUKABAN – AT TAWILA– AL MAHWIT (km. 120)
un paio d’ore per visitare lo stupendo villaggio di Thula, le sue case di pietra, la famosa cisterna, il palazzo di Davide; evitiamo il museo del folklore anche se consigliato da altri gruppi. Primo shopping nei numerosi negozi di souvenir del paese.
Verso le 10.00 scendiamo
a Shibam passando prima a visitare la mitica cisterna del villaggio di Ha Baba.
Giro per il movimentato
mercato settimanale di Shibam dove possiamo respirare la vera vita del paese.
Dopo una ora partiamo per Kawkaban: paese arroccato, bellissima la vista
panoramica su Shiban, giretto per il villaggio, discesa a piedi (30 minuti)
verso Shibam dove consumiamo il pranzo "domenicale" in un tipico
ristorante consigliato dagli autisti (400 ry/pp).
Non più abituati a queste abbuffate, nel pomeriggio visitiamo At Tawilah che ci ha lasciati però tutti quanti un po’ delusi (bisogna vincere la pigrizia e salire all’edificio sopra la roccia).
Arriviamo ad Al Mahwit, dove trascorreremo la notte in un funduq abbastanza misero, anche questo villaggio si presenta sporchissimo e poco attraente. Vale comunque la pena passeggiare nella vecchia città, arroccata e cinta da mura da dove si può gustare un piacevole tramonto (tempo permettendo). Cena discreta ad un ristorantino locale.
Sab. 09/10 AL MAHWIT –WADI SHARA – MANAKA – HAJJARA – SAN’A (km. 200)
si parte alle 06.00, compriamo un po’ di frutta e dell’acqua, colazione nel ristorante della sera prima.
Appena usciti da Al Mahwit, imbocchiamo una strada sterrata che scende per circa 20 Km. sino al greto del Wadi. Quest’anno vi è poca acqua e possiamo pertanto percorrere tutto il Wadi abbastanza agevolmente. Si tratta di un percorso di 60 Km. nel greto del wadi che si trova interamente all’interno di un largo canyon, molto verde e coltivato a piantagioni di banane e palmeti. Un paesaggio completamente diverso da quello arido e brullo visto nei giorni scorsi.
Alle 14.00 siamo fuori dal Wadi, 30’ e ci fermiamo alle cascata di Shallah. Le cascate di per se sono piacevoli, acqua più che temperata e pulita ma tutt’intorno aleggia la solita sporcizia Yemenita. Purtroppo vi sono già alcuni ragazzi locali a fare il bagno e pertanto solo alcuni maschietti del gruppo possono, anche se molto osservati, rinfrescarsi in queste acque.
Riprendiamo la marcia per Manaka dove il paesaggio è più verde e le montagne sono disseminate di piccoli villaggi e di terrazze coltivate. Manaka si trova sulla cima di un monte, proseguendo si arriva, dopo 30’ di sterrato, al villaggio di Al Hajjarin.
A differenza degli anni scorsi e forse solo per un disguido, nessuno mi ha richiesto il pagamento del fatidico biglietto per visitare il paese. Molto caratteristico, costruito su un roccione a picco sulla valle, più pittoresco e affascinante esternamente che visitarlo nel suo interno.
Numerosi negozietti e bancarelle di souvenir e tantissimi bambini già fin troppo abituati a convivere con i turisti.
Ancora due lunghe ore di trasferimento, si sale sino a 3.000 metri per poi scendere sull’altopiano di San’a. Cena al Palestine, deludente. Avviso i ragazzi di preparare il necessario per la notte nel deserto (sacco a pelo, torcia elettrica ect).
Dom. 10/10 SAN’A - MARIB – DESERTO - SHABWA (Km.480)
partenza ore 08.00, alle 09.00 appuntamento al posto di polizia fuori città per essere incolonnati ad altre jeep di turisti con la relativa scorta (oramai amichevolmente chiamata "scorza").
La strada per Marib attraversa altipiani a 2000 metri con bellissimi scorci della valle dei wadi Al Jawf e wadi Al Jufrah. All’incrocio con Barraquish, sempre off-limit per i soliti problemi, altra oretta persa per organizzare la scorta che questa volta dobbiamo caricare sulla jeep (eravamo già stretti così).
Arriviamo a Marib verso le 13.00, il caldo si fa sentire, facciamo la spesa al mercato locale. Compro frutta, pane, formaggini e tonno sia per il pranzo che per la cena nel deserto. Non posso ancora sapere se potranno cucinarmi qualcosa e quindi debbo abbondare con le scorte. L’acqua viene subito riposta nel frigo portatile caricato dagli autisti a San’a (almeno 6 bottiglie a testa, anche per il giorno dopo).
Ci facciamo lasciare un’oretta e mezza al Land Hotel, dove consumiamo il nostro pranzo al sacco accompagnato da acqua fresca e tè. La nostra scorta di beduini/poliziotti (così definiti da Ahmed) consuma invece pranzo al ristorante pagato con i nostri soldi! (500 ry/pax contrattando).
Verso le 14.00 si parte per la visita ai Templi del Sole e della Luna. Entrambi si limitano a pochi ruderi che vengono apprezzati solo dagli autentici appassionati. Più imponenti sono le rovine della diga di Saba. Alle 16.30, dopo ultimo rifornimento, contattiamo la guida beduina e partiamo per il deserto.
30 km di asfalto, gli autisti ed il beduino con il suo potentissimo pick-up sgonfiano i pneumatici per poi iniziare la pista nel deserto. Un primo tratto a forte velocità sulle dune, ci arrampichiamo su una duna da dove ci godiamo uno splendido tramonto. Si riparte, con il calare del sole il deserto assume forme e colori diversissimi. Veramente affascinante anche il tratto percorso al buio sino a Shabwa.
Per le 21.30 arriviamo al villaggio beduino, situato dietro le rovine, formato da tende e capanne. Purtroppo è tardi e le donne ci possono preparare solo un piatto di riso e del tè. Ceniamo quindi al sacco, incantevole cielo stellato, quattro chiacchiere e tutti a letto, chi nella tenda, chi sotto le stelle. Una bella nottata, novità ’99 dei gruppi di avventure, ne vale sicuramente la pena.
Lun. 11/10 SHABWAH – DESERTO - SAYUM (Km.240)
Sveglia alle 07.00, il deserto ci appare totalmente differente da come la nostra immaginazione ci aveva suggerito la sera prima. Veloce colazione a base di the e frutta, per le 08.00 partiamo alla volta della valle dell’Hadramaut.
Prima tappa a Shabwa per vedere quello che resta di quest’antichissima capitale, visitiamo le miniere di sale, ultima fonte di reddito per gli abitanti del villaggio.
Ancora deserto, piste impolverate, talvolta Ahmed si preoccupa delle traiettorie percorse dalla jeep di Abdul perché vi è pericolo di mine; tutte le macchine devono procedere in fila indiana dietro il pick-up del beduino.
Breve sosta ad un punto di rifornimento in pieno deserto (tipo Mottagrill!!), per le 12.00 siamo sulla strada asfaltata che collega la valle dell’Hadramaut a Marib.
E’ stato molto faticoso, ma l’immensità del deserto ha sempre il suo fascino. Consiglio di mettere le borse nei sacchi anche se queste vengono caricate nel baule; la polvere è finissima e si infila dappertutto.
Un paio di posti di controllo della polizia, solita pausa pranzo al "ristorante per camionisti", passiamo per Shibam dove scattiamo le prime fotografie alla Mahnattan del deserto. Davvero originale ed incantevole.
Per le 14.00 siamo a Sayum, la piscina dell’Hotel non sarà agibile sino a sera, pomeriggio di relax per riprendersi dalla traversata nel deserto. Alle 18.00 andiamo a Sayum, telefonate in Italia, passeggiata notturna per la città vecchia, aperitivo a base di the in uno dei locali tipici sulla via centrale, ottima cena al Kenia (indimenticabile il pane).
Rientriamo a piedi in Hotel, comunque scortati a distanza dagli autisti, primo bagno nella piscina dell’albergo. Il sud cambia completamente, niente Jambiye, la popolazione ha caratteri somatici più negroidi ma l’ospitalità resta quella tipica Yemenita
Mar. 12/10 SAY’UN - TARIM - SHIBAM - SAY’UN (km. 160)
alle 08.00 riprendiamo la visita di Say’un, entriamo nella residenza del sultano (30 ryal/pp) con all’interno il museo e la vista del paese dalla terrazza. In giro per la verde valle del Hadramaut con i suoi numerosi palmeti, ci fermiamo a curiosare in una fabbrica di mattoni di fango, raffica di foto e partiamo in direzione Tarim. Il caldo regola e limita i ritmi di vita, Tarim è affascinante con i suoi palazzi in stile indonesiano. Anche qui visitiamo il Palazzo del sultano (50 ry/pp), simile a quello di Sayum ma mal conservato.
Meritata pausa the all’Hotel
Al Qabba, citato dall’Apa per il suo giardino verde con piscina. Spesa per il
pranzo che consumiamo poi in albergo. Dopo la calura del pomeriggio, siamo a
Shibam, "la Manhattan del deserto", dove girovaghiamo un’oretta tra
i suoi edifici di fango alti sette piani.
Tramonto sulla collina adiacente il paese, peccato per le nuvole che coprono il sole.
Torniamo nella piazza di Shibam al "circolo del paese" dove passiamo un paio d’ore a giocare a domino con alcuni arabi, a chiacchierare con loro, a fumare la ShiSha (Narghile).
E’ stata una pausa molto interessante che ci ha permesso di entrare più in confidenza con gli abitanti di questo paese, veramente splendide persone, sempre disponibili e cordiali.
A grande richiesta per la cena si torna al Kenia di Sayum.
Mer. 13/10 SAY’UN -
WADI DOAN - SIF - AL MUKALLA (km. 450)
partenza alle 07.00, ci
aspetta una lunga tappa verso il mare. Sino a Al Hajarayan per la strada
nazionale asfaltata di nuovissima costruzione che verrà asfaltata sino a Sif.
Entriamo nel Wadi per
iniziare la pista, lunga 60 km, di strada sterrata. Si attraversano numerosi e
incantevoli villaggi arroccati sul fianco della parete rocciosa scavata dal
fiume, immersi nel verde dei palmeti e dei campi coltivati.
Un giretto nel paese di Sif, Al Kurayban per il pranzo. Usciti dal Wadi, saliamo per una ultima vista dall’alto della valle e via a forte velocità verso il mare lungo una pista sterrata. Al tramonto arriviamo ad Al Mukalla, il caldo umido è schifoso e ci sistemiamo all’Hotel Al Mukalla, segnalato dalla Lonely Planet, sulla via centrale. Esternamente si presenta malissimo ma è stato ristrutturato da poco anche se le lenzuola lasciavano un po’ a desiderare. Cena al ristorante Al Kayyam, di fronte all’Hotel, un bel pescione alla brace e passeggiata sul lungo mare. Abbiamo conservato e riempito alcune bottiglie di acqua così da poterle utilizzare il giorno seguente al mare per lavarci.
Gio. 14/10 AL MUKALLA - BIR ALI (km. 130)
in mattinata giro veloce per Al Mukalla, ci perdiamo per i vicoli della città vecchia che però non ha entusiasmato nessuno. Già alle 09.00 il caldo umido si fa insopportabile e tutti noi non vediamo l’ora di rinfrescarci al mare. Facciamo spesa di acqua e frutta per la spiaggia e partiamo alla volta di Bir Ali, distante 120 Km. da percorrere in un paio d’ore.
Solito posto di blocco della polizia, si ricomincia con la "scorza", ci accodiamo ad alcune Jeep di spagnoli. Lungo il tragitto ci fermiamo a fotografare i pescatori che scaricano il pesce, seguiamo le varie contrattazioni con i mercanti che caricano il pescato per avviarlo al mercato. Vediamo anche un bel pescecane, contrattato duramente, che ci fa però pensare al bagno in mare che aspettiamo con ansia (è ora anche preoccupazione).
Bir Ali è un misero villaggio di pescatori dove sorge un presidio militare. Ci fermiamo all’unico ristorante per prenotare il pesce per la sera e fare scorta d’acqua. Arriviamo sulla spiaggia di sabbia finissima dove passeremo la notte ed in pochi minuti ci buttiamo in acqua per vincere la calura. Nel pomeriggio arriva il pescatore che ci porta fare il giro in barca dell’isola antistante (1000 ryal x 6 pax).
Nessuno vuole salire alle rovine di Qana (30’ per salire). Pomeriggio di grande relax tra nuotate nel verdissimo mare e giochi di spiaggia. essendo impegnati in una combattutissima sfida a biglie sulla sabbia. Appena fa notte, riprendiamo le jeep per andare al ristorante: ci aspettano due ottimi pesci con riso e fagioli.
Dopo l’abbuffata di pesce, si ritorna sulla spiaggia per passare la notte nei sacchi a pelo; non fa freddo ma il tempo e nuvolo e tira un forte vento.
Ven. 15/10 BIR ALI - AL MUKALLA - RYAN - SAN’A (Km. 110)
Verso le 07.00 arrivano i delfini, che nuotano a coppie nel tratto di mare antistante la nostra spiaggia. E’ nuvoloso, niente bagno e dopo un’oretta ripartiamo per andare a visitare il vulcano inattivo fuori Bir Ali. Una breve salita porta al bordo del cratere che ora è diventato un laghetto di acqua salata.
Inizia a piovere e rientriamo ad Al Mukalla, pranziamo ed alle 13.00 siamo all’aeroporto di Ryan per il volo su San’a. Salutiamo con affetto i nostri autisti che ci hanno accompagnato giorno e notte in questi 11 giorni.
Arriviamo puntuali nella capitale e troviamo ad attenderci il figlio del Boss, Celine, che ci accompagna in albergo dove passeremo la notte.
In hotel pensavo di trovare il gruppo del Kullo Yemen e invece ho saputo che si alloggiavano in uno dei funduq "storici" del centro di San’a. Credevo che fosse praticamente impossibile utilizzare altre sistemazioni oltre al Gundam.
Ho poi ritrovato il capogruppo che mi ha spiegato che ha dovuto insistere per poter cambiare la sistemazione, addirittura Mr. Alamari ha inventato dei problemi di sicurezza annunciando disordini di piazza in città (inesistenti naturalmente).
Il viaggio sta per finire e ci concediamo un po’ di mondanità cenando al Al Sham. Cucina libanese-siriana, un buon servizio con chef e seguito di camerieri (pur sempre in stile arabo). Il locale è strano, sembra più un oratorio o asilo per bambini, con calciobalilla, sala giochi per bambini. Si mangia comunque bene anche se le uniche avvisaglie di "mal di pancia" di tutto il viaggio, sono arrivate proprio dopo questa cena. Sarà stata una coincidenza.
Sab. 16/10 SAN’A – SAN’A
passiamo la mattinata a visitare la vecchia San’a con la luce del sole. I suq delle Jambiye, dell’argento, delle spezie, lasciandoci andare al doveroso seppur straziante shopping. Compriamo numerose Jambiye, le casette dipinte, spezie varie, collane e braccialetti.
Alle 09.00 iniziamo con il Museo, sistemato su più piani in una bellissima casa a torre situata nella piazza delle poste, molto interessante. Visitiamo il Centro Nazionale d’arte che espone tele di vari pittori Yemeniti. Bellissima la vista della vecchia città dalla terrazza del palazzo. Il suq è molto più animato della prima volta e riusciamo a scoprire nuovi edifici e suggestivi scorci di vita Yemenita. Nel pomeriggio, ognuno è libero di gestire il proprio tempo; appuntamento alle 16.00 dove ritroviamo gli autisti che sono già ritornati a San’a dopo 900 km di strada yemenita.
Per le 17.00 partiamo per l’Hammam (bagno turco), situato in periferia e consigliato da Matari. Bisogna portarsi ciabatte, sapone, asciugamano, shampoo.
Contratto per bagno e massaggio (400 ry/pp uomini – 200 ry donne), purtroppo per le ragazze (divise dagli uomini) non è possibile fare il massaggio.
L’Hamman per gli uomini è caratteristico, un addetto ci ha indicato le varie stanze calde, tiepide ect. Due brevi massaggi ed il rito del lavaggio del corpo. Forse un po’ troppo veloce, mancava la calma tipica di questi posti.
Le ragazze, invece, non sono rimaste soddisfatte. Nel bagno, non sono state minimamente considerate, si sono dovute lavare velocemente ed hanno persino litigato con il personale dell’Hamman. Posto sconsigliato. L’anno scorso siamo stati in un Hamman in centro, sicuramente migliore, chiedere a Al Gadri o Ahmed.
Ultima cena nuovamente al Al Sham, così avremo la conferma o meno se è stata la causa dei disturbi del giorno prima (sembra di si).
Dom. 17/10 SAN’A - ROMA -MILANO/TORINO
alle 7.00 partenza, destinazione aeroporto San’a, incontriamo nuovamente il gruppo del Kullo Yemen, lunga attesa al Check-in, poche formalità doganali e volo di rientro puntuale alle 09.00. Per le 14.00 atterraggio a Roma.
Ci salutiamo calorosamente ed ognuno parte per la propria città di destinazione, dandoci l’appuntamento per l’immancabile raduno.
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