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Sommario
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INFORMAZIONI AI PARTECIPANTI, COSA PORTARE |
La Lonely Planet, tradotta dalla ADP di Torino, edizione 2000 (Lit. 39.000), utile per una conoscenza generale del paese, precisa ma poco utilizzata per la parte logistica del viaggio (hotel, ristoranti, mappe, itinerari, ecc.).
Unica altra guida disponibile sul Mali è la Routard in francese.
Cartina della I.G.N., in francese, 1:2.000.000, la migliore delle poche reperibili (Lit. 25.000, il Giramondo – Torino). Consigliata anche la Michelin nr.953 Africa Nord Ovest. Sono state poco utilizzate poiché gli autisti conoscono benissimo le poche strade del Mali.
Letture consigliate: M. Griaule – Dio d’acqua, M. Aime - Le radici nella sabbia, R. Caillie - Viaggio a Timbouctou
E’ mia abitudine stilare un elenco il più possibile completo delle cose da portare e delle informazioni necessarie ai miei compagni di viaggio prima della partenza.
Elencherò tutto quanto, penso di non aver scordato niente anche se qualche cosa non era poi così necessaria (es. la felpa ma le temperature possono essere inferiori):
passaporto, Certificato internazionale vaccinazione febbre gialla (obbligatorio), fotocopia passaporto, nr. 2 fototessere x visti (qualcuno non l’aveva ma andava bene ugualmente, C’est l’afrique), zaino o borsone (meglio zaino), zainetto per trekking, sacco a pelo non pesante (sconsigliato sacco lenzuolo), materassino/stuoia, tenda (solo chi assegnata), scarpe da ginnastica robuste o scarponcini, felpa/pile leggero (temperatura minima 20, usato pochissimo), camicia maniche lunghe x la sera contro zanzare, K way x pioggia e/o pinasse, costume, cappello, occhiali e creme solari, asciugamano, carta igienica, fazzoletti carta e/o salviette imbevute, giubbotto salvagente (chi lo ritiene necessario), sacco per coprire bagaglio, materiale fotografico – pellicole (non si trovano o scadenti), Autan o repellenti per zanzare, borraccia, pila/frontalino con batterie di riserva (indispensabile), piatto e/o gavetta + set posate + tazza/bicchiere (necessario), coltellino multiuso, Micropur o Steridrolo o amuchina per disinfettare o potabilizzare l’acqua, eventuale filtro per depurare acqua, farmacia da viaggio completa (infezioni intestinali, antidiarroici, disturbi apparato respiratorio, aspirina, tachipirina, antibiotici, profilassi antimalarica), eventuali integratori salini e alimentari o esigenze alimentari particolari, per le donne i pantaloni non devono essere aderenti, le bermuda al ginocchio sono tollerate.
Come sempre penne, caramelle, gessi, abiti dimessi ed altro da regalare ai bambini è usanza che personalmente non condivido ........ fate voi.
No lire, solo franchi francesi, carta credito poco usata, difficili da cambiare i dollari.
Vaccinazione febbre gialla obbligatoria, consigliatissima profilassi antimalarica, consigliate antitifica e epatite.
Consigliato di portarsi almeno 2000 FF per le spese personali.
Nessun visto da richiedere prima della partenza, si ottengono all’ingresso nel paese. Troverete l’incaricato della Chech Tour ad attendervi dentro gli arrivi in aeroporto, ritira tutti i passaporti per ottenere un primo visto provvisorio di 5 gg. Nei giorni successivi provvede ad ottenere un secondo visto per 30 gg., si paga insieme al noleggio 150 FF cadauno per il visto e 5 FF di commissione.
Occorrono due fototessere, a Mopti ci è stata richiesta per il visto di transito alla Polizia. Questo dovrebbe essere richiesto in ogni grande città visitata, sembra che la legge non venga fatta molto rispettare, solo a Gao e Mopti ho dovuto presentarmi alla Polizia con la lista del gruppo e tutti i passaporti che sono stati timbrati. Calcolate almeno 2 pagine del vostro passaporto che se ne andranno in timbri maliani.
In partenza da Bamako è dovuta una tassa d’imbarco di 100 FF o 10000 CFA, da pagare dopo il check-in all’apposito sportello. Conviene raccogliere tutte le carte d’imbarco e presentarsi uno per tutti. Anche qui coda interminabile all’africana (capirete cosa vuol dire).
P.S.- durante la stesura di questa relazione è arrivato l’ultimo numero del giornalino. Adesso per il Mali richiedono la trasmissione ad Avventure del passaporto, 4 foto e 30.000 Lire per la richiesta del visto dall’Italia…….. i tempi cambiano e noi invecchiamo, Sigh.
Tasso di cambio fisso con il franco francese (FF), 1 FF = 100 CFA (Communaitè Financière Africaine), difficili da utilizzare e cambiare dollari e traveller ceque, solo nei grandi alberghi sanno cosa voglia dire una carta di credito. Pertanto solo FF in contanti, possibilmente pezzi da 100 o 200 FF.
Tasso di conversione fisso con la Lira Italiana a 295 lit/FF; 1 CFA costa quindi +/- 3 Lit.
I CFA si dividono in banconote da 500, 1000, 2500, 5000 e 10.000; vi sono anche delle monete ma di scarsissimo valore ed utilizzo.
All’arrivo ho cambiato dal corrispondente una parte della cassa comune, senza commissione, ricordarsi di chiedere pezzi di piccolo taglio poiché per le spese di tutti i giorni difficilmente si trova da cambiare
A Mopti sono andato a cambiare presso un commerciante, in fondo alla via del distributore di fronte al mercato dell’artigianato (Amadou Tabo, tel 430477), che non mi ha applicato la commissione ma non ha accettato i tagli da 50 FF, diversamente applicano una commissione variabile dal 2 al 5%. Evitare le banche, sono care e si perde un sacco di tempo.
Ho consigliato ai partecipanti di cambiare presso il corrispondente almeno 500/1000 FF; durante il viaggio li cambiavo io con la cassa comune.
ho ordinato i viveri occorrenti per il viaggio; sulla base delle relazioni precedenti ho calcolato per 11 giorni a Lit. 7.000 giorno/persona. Veramente completa per colazioni pranzo e cena, comprendeva:
caffè, tea, latte condensato (forse troppo, tagliare), numerosi pezzi sotto vuoto di bresaola, speck (ottimi per i pranzi volanti), pasta, tortellini, sughi in scatola, passata di pomodoro, risi e minestre liofilizzate, formaggio e parmigiano in quantità, tonno, simmenthal e salmone in scatola, biscotti, crakers, olio, dadi, marmellata, miele, nutella, zucchero, prugne e macedonia in scatola. Più che sufficiente per 12 cene, 16 pranzi e quasi tutte le colazioni. Ho dovuto integrarla solo con pane fresco, verdura fresca (quando reperibile) e in scatola. Se comunque avanzasse qualcosa non andrà sprecato, troverete qualcuno cui offrirlo,
Nelle grandi città del Mali si trova facilmente caffè solubile, scatolame vario, zucchero, sale, pasta di scarsa qualità; conviene, quindi, portarsi dall’Italia più alimenti di qualità e sostanziosi come parmigiano, speck, tortellini, risi liofilizzati.
Grazie alla collaborazione di buona parte del gruppo abbiamo sempre cenato egregiamente con almeno un piatto caldo, colazione sempre abbondante e per pranzo mettevo da parte del formaggio o un pezzo di speck. Ottime le scamorze, sebbene patiscano un po’ il caldo sono state, veramente apprezzate.
Una delle voci più importanti nell’elenco dei viveri: non bisogna mai rimanerne senza. Il primo giorno ne ho ordinate da Aissa 20 casse, circa 6 litri a testa al giorno per il trekking, pagata 5000 CFA la cassa da 12 bottiglie da 1,5 Lt, poi si trova facilmente in tutte le grandi città ma il suo prezzo fluttua notevolmente.
All’inizio vi è stato un po’ di spreco e se ne consumava circa 6 litri al giorno persona, vi era però qualcuno che si lavava persino i piedi con l’acqua minerale. Dopo qualche giorno di trekking abbiamo iniziato ad usare le pastiglie di Micropur per potabilizzare l’acqua da usare “almeno” per lavarci i denti. Se presa dalle pompe l’acqua è abbastanza pulita e debitamente micropurata si può bere senza problemi; quella del pozzo è invece un po’ più torbida ma non si muore (sempre se micropurata). Tutti i giorni uno del gruppo andava sino al pozzo o alla pompa per riempire le taniche (o mandarla a prendere dal primo ragazzino per pochi CFA) e poi si micropurava.
In corso di viaggio provvedevo a tenere sotto controllo le scorte dell’acqua calcolandone una riserva. Portarsi sempre dietro almeno una bottiglia d’acqua a testa, il resto sui carretti o sul tetto del pulmino. Sulla pinassa e nei trasferimenti in jeep il consumo scende a 3 Litri/pax al giorno ma bisogna tener presente una tappa improvvisata in un villaggio sperduto (es. Bamba) o in mezzo al deserto dove non si trova nulla.
Attenzione a Mopti, le petulanti guide che stazionano di fronte al Campement ti propongono la cassa a 7500 CFA, nel negozio di fronte al mercato dell’artigianato in fondo alla via del distributore (Amadou Tabo, tel 430477), dove ho anche cambiato, l’ho pagata 4250 CFA cassa (C’est l’afrique, sono tutti ladri).
Anche nel più sperduto villaggio dogon si trovano bibite e birre, qualche volta addirittura fresche, con prezzi che oscillano dai 300 a 700 CFA.
Durante il viaggio si utilizzano diversi tipi di trasporto: pulmino, pinassa, jeep 4X4 (quatre-quatre detti cat-cat), trekking.
L’itinerario su strada prevede circa 2160 Km, buona parte su strade asfaltate in discrete condizioni (La RN da Bamako a Gao) con media 60 Km/h, altre su strade sterrate ben tenute (Mopti- Djiguibombo) con media 50 Km/h e piste sabbiose da Timbouctou a Gao lungo la sponda nord del Niger (media 40 Km/h).
I tempi di percorrenza vengono molto rallentati dai numerosi posto di blocco della Polizia, generalmente in entrata ed uscita di ogni villaggio attraversato.
Gli autisti provvedono alle formalità con la Polizia e, per sentito dire, devono lasciare un “obolo” a mo’ di tassa di transito, tutte a carico degli autisti.
I guasti meccanici e gli inconvenienti sono all’ordine del giorno e fanno perdere intere ore. Nulla di preoccupante, con la solita flemma africana gli autisti, sempre accompagnati da un meccanico, riparano il mezzo e si riparte. Non vi agitate, approfittate di queste pause forzate per far pranzo o leggervi un buon libro, C’est l’afrique.
La pinassa è molto rilassante, lenta, tutti i posti a sedere sono all’ombra di un bel tetto in paglia, di solito 8-10 ore di navigazione con alcune tappe per visitare i villaggi sul Niger. Sentire la guida dogon e poi il pinassiere per concordare orari di partenza la mattina e la durata delle varie visite.
Con le Jeep 4X4 abbiamo fatto il tratto di pista sabbiosa da Timbouctou a Gao, paesaggio quasi desertico, la classica brousse presahariana. E’ piaciuto a tutti, anche qui partenza all’alba e pausa pranzo nelle ore calde della giornata.
Non è un autentico trekking, sarebbe più giusto chiamarlo una passeggiata tra i villaggi dogon, su e giù per la falesia. Non si cammina più di 6 ore al giorno, quasi sempre in piano e su buone piste. Bisogna partire il più presto possibile alla mattina per sfruttare le ore fresche della giornata, generalmente si cammina 3 o 4 ore prima dell’obbligata pausa pranzo, nel pomeriggio ancora un’oretta per arrivare al campement e montare le tenda con la luce del sole, nel mentre si visitano gli affascinanti villaggi dogon.
Nulla di impossibile, solo quando si è dovuti salire sulla falesia qualcuno ha faticato un pochino. Possono farcela tutti, mal che vada qualcuno deciderà di smettere di fumare o iniziare a mangiare meno.
Servono un buon paio di scarpe, scarponcini da trekking leggeri oppure un paio di scarpe da ginnastica robuste alte alla caviglia. Alcuni tratti su pista sabbiosa si possono fare agevolmente con i sandali ma vi è sempre il pericolo di dover camminare negli arbusti.
Indispensabile uno zainetto, i viveri e i bagagli vengono caricati su dei carretti che non sempre seguono il gruppo e perciò bisogna portarsi dietro acqua a sufficienza (mai meno di una bottiglia da 1,5 Litro), qualcosa da stuzzicare, una maglietta di ricambio.
Avvisare subito i partecipanti che sarà molto difficile telefonare e si potrà rimanere più giorni senza chiamare casa.
Nelle grandi città si trovano schede telefoniche di varie pezzatura, 30-50-60 unità, anche negli uffici postali, ma più delle volte le cabine non funzionano. Più comodo telefonare nei vari Telephone center, con conteggio a minuti, i prezzi oscillano di 15 ai 30 FF al minuto. E’ molto caro, chiedere sempre prima e molto chiaramente la tariffa. In alcuni negozi usano tariffazione a scatti al prezzo di 150/200 CFA scatto. A volte non vi è linea. Impossibile chiamare dai Dogon e nel tratto da Timbouctou a Gao.
Per chiamare in Mali: 00223 + prefisso locale
Per chiamare l’Italia: 0039 + prefisso completo e numero
Fuso – 1 ore quando in Italia vige l’ora solare
Generalmente la stagione delle piogge finisce verso la fine di settembre, abbiamo trovato sempre bel tempo anche se il cielo era leggermente velato. Temperature molto alte, nei Dogon caldo secco, 34° di giorno e 25° la notte, leggermente più fresco sul Niger ma mai inferiore ai 21° la notte. Al massimo abbiamo usato una felpa, in qualche nottata più fresca serviva un sacco a pelo leggero. Ottimo periodo per visitare il Mali se non fosse per le numerose zanzare ed insetti dovute alla fine delle piogge (Dogon, Mopti, Timbouctou, Gao).
Sono eccezionali, l’essenza del viaggio, sono l’Africa, il cuore pulsante della società. Generalmente iniziano nella tarda mattinata ma è anche carino vedere la gente che arriva dai vari villaggi per preparare il mercato.
Assolutamente da non perdere i mercati di Djiennè, il lunedì, il più animato di tutto il viaggio, e quello del bestiame a Hombori, tutti i martedì.
A Bamako tutti i giorni, nulla di speciale, a Mopti il giovedì vicino alla zona porto ed alla moschea.
Nei paesi Dogon il mercato è ogni 5 gg., chiedere alla guida, seppur piccoli sono comunque molto suggestivi e coloratissimi.
Il Mali sicuramente deluderà molto i fanatici dello shopping ma si possono comunque trovare oggetti d’artigianato carini e singolari. A parte la solita paccottiglia offerta ad ogni angolo di strada come braccialetti in finto argento, coltelli tuareg, collane, statuette, nei villaggi dogon si trovano stupendi “Bogolan” (stuoie dipinte con colori naturali e fango), pezzi di artigianato in legno come porte, finestre intarsiate, monili e maschere.
Molto rinomate le coperte di lana peul, un giretto al mercato dell’artigianato di Mopti e Bamako vi renderà l’idea di cosa si può trovare. Contrattare sino alla morte, tanto vi fregano ugualmente.
A Dijennè sono famosi teli di stoffa tinti con il fango (bogolan) dell’artista Pama Sinatoa.
Nessun problema per quanto riguarda la sicurezza, anni fa si parlava di bande armate che scorazzavano tra Timbouctou e Gao ma ho avuto conferma che ormai è OK. E’ meglio, in ogni caso, informarsi della situazione con il corrispondente e con gli autisti. Nei Dogon il furto è un reato praticamente inesistente, se però dimenticate qualcosa in giro sicuramente sparirà in un batter d’occhio.
Nelle grandi città come Bamako, Mopti e Gao si sono verificati alcuni casi di piccoli borseggi e furti, niente di preoccupante ma occorre fare un po’ d’attenzione. Anche sul Niger e Timbouctou sono un pochino ladruncoli, non lasciare mai nulla incustodito e chiudere sempre la macchina e i finestrini.
Per quanto riguarda la salute, stendiamo un velo pietoso su questo capitolo. Prima settimana senza problemi, durante il trekking nei Dogon abbiamo preso le solite precauzioni contro le punture di zanzare.
Stagione sbagliata per le zanzare, in questo periodo tagliano il miglio alzando così nuvole d’insetti voracissimi. Pantaloni lunghi e camicia a manica lunga per la sera, abbondante Autan e zampironi intorno al tavolo (si trovano anche nel Mali, evitare di portarli dall’Italia).
Di malaria se ne parlava, quasi tutti avevano fatto la profilassi con il Lariam da iniziare una settimana prima di partire. L’ultimo giorno di trekking una partecipante inizia ad accusare febbre leggera e brividi; con la nostra bravissima dottoressa andiamo in un centro medico di Bandiagara dove, con un piccolo prelievo di sangue, diagnosticano malaria, in forma lieve.
Non sembrava nulla di preoccupante, il medico ha prescritto una cura che ha permesso alla nostra compagna di viaggio di continuare la sua vacanza.
Di ambulatori e ospedali ve ne sono in tutte le grandi città o villaggi più importanti, sebbene sembrino un po’ diroccati ti visitano in pochi minuti e sono specializzati nella cura della malaria. Si pagano cifre irrisorie per le visite, le medicine sono di solito reperibili; Nei dogon, invece, vi è solo un piccolo ambulatorio che apre un giorno alla settimana. Laggiù, nei dogon, è meglio non ammalarsi.
Sicuramente la malaria non è un problema da sottovalutare da queste parti, sono però convinto che non bisogna fissarsi e credersi già malati al primo accenno di febbre. Ho sentito moltissime altre persone che hanno fatto questo tour e sinceramente nessuno è stato così sfigato.
Per fortuna pochissimi casi di “mal di pancia”, bisogna però prestare attenzione a mangiare solo frutta e verdura fresca accuratamente lavata con Amuchina, bere acqua minerale o con Micropur; noi ci siamo comunque lanciati ad assaggiare tutto quanto si trovava in giro.
L’igiene è una parola sconosciuta in Africa ma non bisogna esagerare; i primi giorni qualcuno si faceva la doccia con più Amuchina che acqua, continuando con il viaggio queste precauzioni forse esagerate sono andate via via scemando. Personalmente non ho mai usato l’Amuchina per lavarmi, addirittura andavo direttamente al pozzo per farmi una bella doccia senza dover aspettare che mi portassero il solito secchio. E’ veramente piacevole e suggestivo ma è un privilegio per pochi (non spargere la voce, è impossibile farlo in 16).
Ho anche fatto più bagni nel Niger e nel lago, i piatti li abbiamo sempre lavati nel Niger, sono ancora qua vivo e vegeto a raccontare questa bellissima avventura.
Obbligatoria la vaccinazione contro la febbre gialla (presso U.S.L. almeno 15 gg prima della partenza), portarsi il certificato di vaccinazione richiesto all’arrivo in aeroporto. Vivamente consigliata la profilassi antimalarica con Lariam, portarsene una scatola di riserva per l’eventuale cura in caso d’infezione, nei villaggi si trovano comunque le medicine per la malaria.
Vista la scarsa igiene generale dell’Africa, consigliata la vaccinazione epatite A e antitifica. Solito kit di medicinali da viaggio, le medicine sono un bene prezioso nel Mali e molte persone vi avvicineranno chiedendovi qualche rimedio per loro e per un famigliare.
La nostra dottoressa ha avuto il suo da fare in viaggio a curare decine di locali colpiti dalle più svariate malattie. Da queste parti, per una spina nel dito, si può morire x l’infezione. Utilissimi i medicinali da lasciare a qualche presidio medico, richiestissimi antibiotici, antinfiammatori (aulin, nimesulid, ect.), pomate disinfettanti ed antibiotiche e garze sterili. Non riportare a casa le medicine, meglio questi regali (solo a persone esperte) che non qualche stupidissima penna bic regalata al primo bambino. Per quest’ultime, inutile comprarle in Italia, in qualsiasi emporio se ne possono comprare scatole intere per pochi soldi. Evitare di distribuirle senza senso, meglio donarle ai maestri nelle scuole, specialmente nei dogon. La visita di una di queste umili scuole è un’esperienza toccante che vi auguro di provare.
Per far contenti i numerosi bambini che ogni giorno ci circondavano, di comune accordo abbiamo comprato qualche scatola di biscotti locali che distribuivamo ai bambini; almeno questi andavano direttamente nelle loro pance.
Non esiste l’ambasciata d’Italia in Mali, lascio il recapito del console e dell’Ambasciata in Senegal per eventuali emergenze:
Console Onorario a Bamako: Sig.ra Loriana Riccarelli Dembelè,
Tel. 00223/771146 - Fax 00223/247854
Ambasciata Italiana a Dakar (Senegal) Tel. 00221/8216572 – 8220076 – 8220578
Fax. 00221/8217580 E-mail: ambitsen@telecomplus.sn
Ambasciata del Mali in Italia: Roma, Via Nomentana, 13 tel/fax 064404064.
Quando si parla di alberghi e ristoranti bisogna ricordarsi che siamo nel Mali, il terzo paese più povero al mondo.
Quindi, se volete dormire in lenzuola pulite, lavarvi in bagni decorosi con acqua calda, mangiare in ristoranti con tovaglia ricamata e servizio impeccabile, NON PARTITE, il mondo è grande e sicuramente troverete una destinazione più appropriata per le vostre vacanze.
Questo è da sottolineare e, a mio parere, bisogna subito avvertire tutti i partecipanti delle difficoltà logistiche di questo viaggio. Inutile illudere, meglio un partecipante in meno che portarsi dietro persone insoddisfatte e insofferenti.
Solo a Bamako e Mopti si possono trovare delle buone sistemazioni alberghiere (secondo lo standard europeo) ma sono un po’ care. Le sistemazioni medie, quando disponibili, sono comunque di scarso livello per noi europei anche se, dopo qualche settimana d’Africa, vi sembreranno più che dignitose.
La tenda è indispensabile, sebbene quasi tutti i campement abbiamo delle stanze disponibili, anche nei dogon, queste sono anguste, sporche, calde, senza arredamento. Meglio allora nella nostra tenda, montata generalmente sul tetto, con dei bellissimi panorami per godersi il tramonto al mattino.