Sahel - Golfo di Guinea

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Sahel - Golfo di Guinea

Niger - Burkina Faso

Benin - Togo - Ghana

 Home page - Informazioni - Itinerario - Diario del viaggio


Guide, mappe e letture

Internet e dintorni

Documenti, formalità doganali, tasse di imbarco

Piano voli e riconferme

Veicoli e strade

Valuta, cambio e soldi

Lingue utilizzate

Abbigliamento ed attrezzature

Salute

Clima e ore di luce

Fuso orario

Acquisti e mercati

Sicurezza

Usi e costumi, norme di comportamento

Mance

Elettricità

Telefono

alberghi e campeggi

Possibili alternative

 

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Guide, mappe e letture

Guide: EDT - Lonely Planet. edizione 2000 per il Niger, Burkina e Mali (€ 20.14), altro volume  EDT – Lonely Planet per Ghana, Togo e Benin, edizione 2000 (€ 25.31). Utile per una conoscenza generale dei paesi e per le piantine delle città ma poco affidabili per le sistemazioni alberghiere e ristoranti, spesso i locali erano già cambiati o chiusi. Meglio affidarsi ai consigli del corrispondente.

Mappa: Michelin nr. 953 Africa nord e ovest (€ 6.20), utilissima, precisa, completa.

Quaderno di viaggio: solita raccolta di articoli dei centri studi d’Avventure, molto retrodatata, utile solo per un approfondimento sulle varie culture incontrate.

Relazioni di viaggio: purtroppo è un viaggio che non parte spesso e quindi le relazioni fornitemi da Avventure (ancora in fotocopia e non via e-mail), partivano dal 92 al 2000, 6 relazioni di cui alcune per viaggi di un mese che comprendeva anche il Mali - dogon.

Poco utili, per fortuna attraverso il tam-tam via e-mail ed una ricerca sui giornalini precedenti, ho contattato due coordinatori partiti di recente. Mi hanno fornito le loro relazioni, sicuramente utilissime, devo ringraziarli.

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 Internet e dintorni

La ricerca sul web su questi paesi non ha dato grossi risultati, solo i soliti siti d’informazioni generali sui paesi. Del Ghana, Togo e Benin si trova pochissimo, del Niger si sprecano le citazioni sul deserto del Tenerè e null’altro, qualche racconto di viaggi in Burkina.

 In loco praticamente inutilizzabile le e-mail, pochissimi gli internet point, presenti solo nelle grandi città.

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Documenti, formalità doganali, tasse di imbarco

Avventure provvede a richiedere prima della partenza tutti i visti, occorre mandare il passaporto con 200 € (escluso il coordinatore) con almeno 20/30 giorni d’anticipo.

A noi non è stato fatto il visto del Togo (mancanza di tempo), mi hanno consegnato denaro sufficiente per ottenerlo in frontiera.

Viaggiando con l’ottimo MAHAMADOU si potrebbe anche partire senza alcun visto dall’Italia, in frontiera si possono avere tutti i visti d’ingresso e penso che le formalità e il costo siano + o – le stesse per entrare con già il visto (basta “ungere”)

Il certificato di febbre gialla è obbligatorio in tutti i paesi, solo casualmente viene richiesto e, in ogni caso, il corrispondente vi può far passare ugualmente. Personalmente mi hanno perso il libretto delle vaccinazioni alla frontiera con il Burkina, ho praticamente fatto tutto il viaggio senza e non ho avuto mai problemi.

Sicuramente senza l’ausilio di una guida locale, che sappia trattare con queste persone, si incontrerebbero seri problemi a passare le frontiere con un enorme dispendio di tempo e denaro.

In questo viaggio, con 6 paesi visitati, le frontiere sono una vera croce, si perde un sacco di tempo e denaro. A tutti i posti di frontiera, visto o non visto dall’Italia, bisognava compilare scrupolosamente il form d’ingresso (in francese e inglese), passare uno ad uno dal doganiere, sempre sorridere e mai farli incazzare. In Africa, chi porta una divisa si sente una persona importante e non bisogna mai contraddirla. Sono però persone sempre molto gentili e disponibili, forse un po’ troppo flemmatiche, di certo non gli pagano gli straordinari.

Altro problema del viaggio i numerosi posti di controllo lungo la strada che fanno perdere un sacco di tempo (e spesso doveva ungere).

 

Elenco il costo dei vari ingressi, non posso dire se sono soldi dovuti per gli ingressi o mance varie pagate ai poliziotti, di solito andava solo Mahamadou a contrattare e pagava di tasca sua, io successivamente rimborsavo

§         Frontiera Algeria aeroporto: nessun problema, si ottiene solo il transito, un funzionario dell’aeroporto passa a ritirare i passaporti + biglietti, meglio comunque sovrintendere le operazioni poiché sono parecchio pasticcioni.

§         Ingresso Niger aeroporto: visto dall’Italia, pratica veloce, richiesto febbre gialla

§         Frontiera Niger-Burkina: piccolo posto di frontiera, compilato il form d’ingresso, circa 1 h e 30’ per le formalità, io non avevo il visto e mi è stato concesso senza problemi (CFA 10.000), mancia CFA 1000 pax, richiesta febbre gialla.

§         Frontiera Burkina-Benin: prima in uscita dal Burkina, abbastanza veloce + compilazione form (CFA 5000 mancia), ingresso in Benin con il solito form e pratiche veloci (CFA 6000), non richiesta febbre gialla;

§         Frontiera Benin-Togo: posto di frontiera molto trafficato, 2 h per le formalità anche perché non avevamo il visto per il Togo, form da compilare + foto CFA15.000 pax x visto + mancia CAF 1000 pax, non richiesta febbre gialla;

§         Frontiera Togo-Ghana: nessun problema per uscire dal Togo, la frontiera con il Ghana è stata la più terribile da attraversare. Mahamadou era visibilmente nervoso ed ha dovuto pagare molto. Molta cura nella compilazione del form, ad uno ad uno dal funzionario di turno, lunga ed estenuante attesa per le contrattazioni (3 ore), pagato Euro 10 pax di mancia. Il posto è molto caratteristico, il solito casino Africano dei posti di frontiera: numerosi ristorantini e bancarelle, venditori, truffatori, cambiavalute al mercato nero. Per cambiare sentire molte persone prima di scegliere, farsi aiutare da Mahamadou.

§         Frontiera Ghana-Burkina: posto tranquillo, ancora il form da compilare per uscire dal Ghana ed altro per entrare in Burkina, pagato 1000 CFA pax, 2 ore.

§         Frontiera Burkina-Mali: anche nel Mali i funzionari sono terribili e corrotti, per velocizzare le pratiche abbiamo dovuto pagare CFA 3000 pax, 1 ora.

§         Frontiera Aeroporto Mali: nessun problema.

 

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Piano voli e riconferme

 Voli Air Algerie tranne l’ultima tratta con Alitalia, abbastanza puntuali per essere Africani, servizio discreto, il ritorno da Bamako prevede una sosta a Dakkar senza scendere dall’aereo.

A Bamako è prevista una tassa aeroportuale di 12000 CFA se per destinazioni Africane (Algeri come nel nostro caso) o 14.000 CFA per destinazioni extra-Africane. Si paga in un apposito sportello dopo aver fatto la carta d’imbarco, ricordarsi di tenere CFA sufficienti ovvero cambiare in aeroporto prima del Check in.

Estenuante attesa all’aeroporto di Algeri per il volo di rientro, 8 ore nell’aerea transiti, un misero e sfornito bar, ancora di + nel periodo del Ramadan, solo caffè ed aranciate. L’Air Algerie vi dovrebbe fornire un coupon pasto per quest’attesa, meglio richiederlo, prevede panino, caffè ed aranciata, se Ramadan solo caffè ed aranciata.

Solita raccomandazione di evitare di portare coltelli o oggetti contundenti nel bagaglio a mano, alcolici solo nel bagaglio in stiva. Il libretto della vaccinazione febbre gialla deve essere esibito in dogana e pertanto portarlo nel bagaglio a mano.

 

Riconferme:

telefonata di conferma chiamando l’Air Algerie da Bobo Dioulasso (B) presso l’agenzia di Ouagadou (tel. 312301). Non ho potuto confermare il volo Alitalia, siamo comunque tornati senza problemi.

 

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Veicoli e strade

Un Fiat Daily 4x4 diesel (praticamente il telaio delle camionette militari cabinato), sette posti stretti + autisti e bagagli, abbastanza affidabile, molto lento nelle piste di terra battuta anche perché guidato molto prudentemente per evitare inutili scossoni. Sull’asfalto tiene una buona andatura. Un Toyota Land Cruiser pick-up, macchina di 20 anni, 4 posti stretti + driver, perfetti per 4 persone solo parecchie forature, specialmente sull’asfalto (le gomme erano già “alla frutta” alla partenza).

Nel Niger e nell’est del Burkina solo le strade nazionali sono asfaltate e in buono stato, media oraria 60 Km/h, diversamente si circola su piste sterrate che a volte sono in pessime condizioni con notevole riduzione della velocità. Su queste piste, per evitare inutili scossoni ai passeggeri, il Daily manteneva una velocità di 20 Km/h. Penso che nel periodo delle piogge alcune di queste piste siano impraticabili ovvero difficili da percorrere, meglio informarsi in loco prima di partire.

Nel Benin e Togo si circola prevalentemente su strada asfaltate, tranne che per le visite dei villaggi, permetterebbero una buona scorrevolezza ma, specialmente lungo la costa, sono molto trafficate. Sulla strada c’è di tutto, carri, bambini, baracche, venditori ambulanti e pertanto bisogna adeguare la velocità.

Nel Ghana buone strade lungo la costa e sino a Kumasi, al nord sono ancora asfaltate ma letteralmente distrutte dalle piogge, enormi buche non permettono di mantenere una buona velocità. Da Kumasi alla frontiera ancora pista sterrata ma è in costruzione una nuova strada.

Nell’ovest del Burkina le strade sono ottime così come la pista di collegamento Bodo-Mali-Bamako.

In tutti i paesi visitati numerosi i posti di blocco della Polizia, generalmente all’entrata ed uscita d’ogni villaggio. A volte si risolve tutto con un veloce saluto, spesso controllo dei documenti, mancia sotto banco, si perde sempre un sacco di tempo.

 

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Valuta, cambio e soldi

1 Euro=  660 CFA a Niamey al mercato nero

1 Euro = 635 CFA in corso di viaggio presso banche (al netto commissioni)

1000 CFA = 1,515 Euro

1 CFA = +/- 3 LIRE

 

1 Euro = 8000 Cedis (Ghana), uguale per il dollaro.

1000 Cedis = 0.125 Euro

1000 Cedis = 242 Lire +/-

 

Il valore del CFA (utilizzato in Mali, Niger, Costa d’Avorio, Gabon, Burkina Faso, Togo, Benin ecc.) era ancorato al franco francese, ora lo è con l’Euro.

In banca è cambiato al tasso ufficiale (CFA 655 + 1 Euro) a cui vanno dedotte le commissioni, al nero si può trovare a 650/660 netto.

In Ghana esiste il Cedis che noi abbiamo cambiato tutto in frontiera, meglio accettati gli euro dei dollari.

I CFA si dividono in banconote da 500, 1000, 2500, 5000 e 10.000; le monete sono di scarsissimo valore ed utilizzo. Attenzione perché c’è sempre carenza di tagli piccoli; cercare, quando possibile, di farsi cambiare le banconote di grosso taglio.

Bancomat e carte di credito usate solo nelle grandi città.

 

In certe località non si trova veramente nulla di commestibile, solo qualche scatoletta e un po’ di pane,  salumi e formaggi portati dall’italia hanno  eliminato il problema del pranzo.

Ognuno ha portato provviste per circa 10 Euro, così suddivisi:

salumi, formaggi, scatole tonno e carne, 3 kg di pasta (3 cene), 2 cene di minestre o risotti (avanzate). In loco ho solo acquistato qualcosa per la colazione (caffè, tea, marmellata) e, di volta in volta, pane, frutta e verdura (quando si trovavano).

L’acqua minerale è sempre reperibile, conviene però farne una buona scorta a Niamey poiché nel nord del Burkina è difficilmente acquistabile e cara. Onde evitare che ognuno andasse a comprarsi la propria bottiglia, facevo scorta acquistandone alcuni cartoni (da 4500 CFA a 5500 CFA la scatola da 12 bottiglie 1,5 litri), e la lasciavo a disposizione per tutti. Si risparmia e si evita di perdere tempo, generalmente era lo stesso Mahamadou a comprarla.

Per notizia, sono partito da Niamey con 12 cartoni d’acqua, sufficiente per i primi giorni nel nord del Burkina dove fa un gran caldo (circa 3-4 litri al giorno/pax).

Meglio evitare di bere l’acqua dai rubinetti, seppur considerata potabile; personalmente mi sono sempre lavato i denti con acqua del rubinetto senza avere problemi, qualcuno preferiva con la minerale, si può tollerare lo spreco (come sempre i primi giorni tutti fanno molta attenzione alle precauzioni igieniche, poi piano piano si adeguano al posto e stanno bene uguale).

 

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Lingue utilizzate

Si parla il francese in tutti i paesi visitati tranne che nel Ghana, di lingua inglese. Solo nei villaggi rurali si può avere qualche problema con il francese e  l'inglese è praticamente sconosciuto.

 

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Abbigliamento ed attrezzature

CAMPEGGIO: Tenda con picchetti, sacco a pelo leggero (necessario), materassino, torcia frontalino, Piatto e/o gavetta + set posate + tazza/bicchiere, meglio tazza (obbligatorio), coltellino multiuso (non nel bagaglio a mano). La tenda potrebbe essere non necessaria ma, in questo caso, bisogna essere pronti all’evenienza di passare una notte sotto una semplice tettoia ovvero, nella peggiore delle ipotesi, alla “belle etoille”. Non esistono zone attrezzate per il campeggio, la tenda dà però la sicurezza di avere sempre un posto per dormire (magari nel cortile di un hotel). Utilizzata solo una notte (Terà), ne avevamo 5 doppie.

ABBIGLIAMENTO: temperature 25/40, robuste scarpe da ginnastica, non indispensabili scarponcini trekking (possono comunque andare bene), sandali, abiti leggeri consoni a paesi mussulmani, bermuda tollerati, magliette, camicie manica lunga per zanzare la sera, felpa, giacca a vento leggera o K-way in caso di pioggia, una federa, asciugamano, ciabatte, costume da bagno, cappello per sole, occhiali da sole, per chi ha il sonno leggero consigliati tappi per le orecchie. In tutti gli hotel c’è un servizio di lavanderia (meglio non chiedersi dove vadano a lavare i panni), si può in ogni caso abbondare con magliette e camicie “usa e getta”, sempre ben accettate dai tantissimi bambini per strada. Si suda molto, tantissima polvere, un gran caldo, abbondare con abiti leggeri e pantaloncini, nel nostro periodo temperatura minima 20 gradi, una felpa è stata + che sufficiente.

ACCESSORI VARI: evitare valigia rigida, meglio borsone o zaino, sacco coprizaino (sebbene vengano per la maggior parte caricati dentro il Daily prendono un sacco di polvere), zainetto (facoltativo ma utile), sveglia, carta igienica, crema solare, repellenti anti zanzare (gli zampironi si trovano in loco, l’autan italiano è migliore), la presa elettrica è quella italiana

-          MEDICINE: Amuchina o Micropur per disinfettare l’acqua, medicinali da viaggio (Bimixin, Imodium, Aspirina, antibiotico a largo spettro, dose d’attacco di Lariam nel caso si contragga la malattia);

-          ALTRO: delle foto tessera (per ulteriori visti), fotocopia passaporto.

 

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Salute

Necessarie le seguenti vaccinazioni: febbre gialla (obbligatoria), antitifica, epatite A. Il centro di prevenzione ed igiene pubblica dell’A.S.L. consiglia anche la vaccinazione contro la difterite e contro la meningite (alcuni focolai sono segnalati nel Burkina).

Ritengo necessaria la profilassi antimalarica con il Lariam; iniziarla una settimana prima e poi per le quattro settimane successive al rientro. Tutti abbiamo preso il Lariam, sinceramente meno zanzare di quelle che pensavo (vista la precedente esperienza del Mali), nessuno è stato male.

Sicuramente non è un paese igienicamente sicuro ma con minime precauzioni (non mangiare cibi freschi, attenzione alla carne, solo acqua minerale), nessuno ha lamentato malanni se non qualche sporadico attacco lieve di dissenteria. Tutto sommato, in considerazione della scarsa igiene generale, è andato tutto molto bene.

 

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Clima e ore di luce

Caldo secco 25 min 35 max, sulla costa un po' più fresco e umido, solo un pomeriggio di pioggia, sempre sereno.

Siamo quasi all'equatore e pertanto le giornate durano dalle 06.30 del mattino alle 18.30 della sera. Il sole tramonta velocissimo, in 20' diventa buio.

  

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Fuso orario

+ 1 rispetto all'Italia in Niger e Benin, gli altri paesi stessa ora italiana. Chiedere sempre in frontiera l'ora legale del paese, cambiano spesso.

 

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Acquisti e mercati

In questa regione i mercati iniziano sempre molto tardi la mattina (verso le 11.00), inutile arrivare prima.

L’unico mercato veramente da non perdere è quello di Gorom Gorom (BF), il giovedì. Si snoda lungo il villaggio è animato da una moltitudine d’etnie (Peul, Touareg, Bambarà, Bella ecc.) ognuna abbigliata secondo il proprio stile. Molto interessante anche il mercato delle bestie, 300 metri dal paese. Dedicare almeno una mattina. Solo prodotti della zona, pochissimi souvenir (meglio così).

Lungo il tragitto abbiamo avuto la fortuna di incontrare altri piccoli mercatini, pochi prodotti e molta gente, sempre molto colorati.

Altro bello scorcio di vita il Mercato di Elmina, lungo il canale.

I mercati permanenti (Niamey, Kumasi e Bodo Dioulasso) sono poco interessanti, file di bancarelle d’abiti, prodotti per la casa etc. Per i souvenir utile solo in una zona del mercato di Bodo Dioulasso e Bamako, le solite maschere, oggetti dogon, maschere in legno, bogolan e tessuti più o meno originali. Sicuramente non è il viaggio ideale per gli amanti dello shopping.

 

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Sicurezza

Sono tutti paesi relativamente sicuri, pochissimi i casi di furti e borseggi, chiaro che bisogna essere un po’ accorti. Noiosissimi i procacciatori di clienti nel Mali e nelle grandi città del Burkina, si offrono come guide, accompagnatori etc., a volte è necessario adottarne uno per tenere lontani gli altri (mercato di Bodo). Attenzione a Lomè e Cotonou dove le guide segnalano casi di furti e rapine sulla spiaggia e al mercato. Anche nelle grandi città del Ghana bisogna prestare un pochino in più d’attenzione. Tranquillo il Burkina, Bamako sta visibilmente peggiorando.

Uno dei problemi principali resta comunque il traffico caotico delle grandi città, si rischia veramente di essere falciati e, nelle migliori delle ipotesi, intossicati dai gas di scarico.

 

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Usi e costumi, norme di comportamento

Oramai anche questi paesi sono stati colonizzati dal turismo, tutti chiedono i soliti regali, il soldino per le foto, la mancia per visitare la casa. Sta a noi “turisti responsabili” valutare di volta in volta se è il caso di pagare per una foto ovvero abbandonare la macchina fotografica  e tenersi quell’immagine nel cuore.

In quasi tutti i villaggi del Nord Togo/Benin viene richiesta una mancia per entrare, generalmente cercavo di contrattare con il capo villaggio il costo della visita foto incluse. Spesso però, dopo aver pagato, il “fotografato” chiedeva ugualmente soldi. Dobbiamo ormai rassegnarci al fatto che, ai loro occhi, siamo solo turisti da spennare.

Attenzione ai rapporti con le varie autorità (polizia, dogana etc), sebbene siano molto gentili e disponibili è sempre meglio approcciarli con un umile sorriso, se li fai incazzare rischi di passare ore ad aspettare il loro nulla osta.

Regali ai bambini (personalmente non sono condivisi):  se proprio volete portare qualcosa di utile vanno benissimo matite e quaderni, medicinali ed anche abiti, da non consegnare per strada ma direttamente al direttore di una scuola, di un centro sanitario, specialmente nel Burkina. Molto interessante la visita di una scuola del Burkina.

 

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Mance

Ogni piccolo favore si paga, generalmente pochi CFA, ma si paga. Calcolate che in quel paese un euro (660 CFA) è già una cifra enorme, ci paghi 5 pranzi. Cercate di fare scorta di monetine e pezzi di piccolo taglio per le mance da distribuire in giro.

Negli Hotel e ristoranti generalmente non è abitudine lasciare mance.

 

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Elettricità

220 Volt con presa tipo europeo, nessun problema per caricabatterie dei telefonini o delle telecamere.

 

 

Telefono

Nessun problema per telefonare su quasi tutto l’itinerario, si possono utilizzare le cabine (non molto numerose) con schede prepagate o, meglio ancora, andare nei numerosi “call center” con telefoni a scatti. Attenzione ai prezzi, variano molto da posto a posto, chiedere sempre prima il costo per unità e controllare il contatore.

Può venir utile il telefonino, c’è copertura nei grossi centri del Burkina, Mali,Togo e Ghana.  Comodissimi gli SMS per tenere informati la famiglia e gli amici a casa, costano come in Italia.

Attenzione che dal 2002 è cambiata la numerazione telefonica nel Mali, la compagnia telefonica ha aggiunto il numero 2 davanti ai vecchi numeri telefonici di sei cifre.

Prefissi:

Niger: 00227

Burkina: 00226

Togo: 00228

Benin: 00229

Ghana: 00233

Mali: 00223

 

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Alberghi e campeggi

 

Utilizzato la tenda solo una notte, non esistono comunque grosse possibilità di scelta, specialmente nei piccoli paesi. Gli alberghi scelti sono gli stessi utilizzati dai gruppi precedenti, Mahamadou conosce personalmente i gestori di questi locali e riesce ad ottenere dei buoni prezzi. Prenotato solo Natitingou e Banfora.

Per essere in Africa abbiamo comunque trovato sistemazioni dignitose tranne: Terà, Bogande, Ouidah e Kumasi dove il sacco a pelo/lenzuolo era sicuramente necessario.

Tutte stanze doppie o triple, alcuni del mio gruppo (composto da 9 uomini e 1 donna) hanno preferito dormire in singola integrando la differenza. Generalmente i prezzi sono a stanza, la differenza può essere se con l’aria condizionato o meno. Colazioni sempre escluse dal prezzo della stanza.

Lo standard della pulizia delle stanze è comunque ancora abbastanza Africano, ma ci si abitua presto. A Bamako il vecchio Hotel Du Fleuve è stato ceduto ad un gestore locale (dopo che l’hotel ha preso fuoco), ora è una vera topaia e bisognerebbe cercare qualcosa di meglio e di più economico. Alcuni di noi si sono concessi l’ultima notte nel lussuoso hotel Salam di Bamako, ci voleva.

  

Tutti i ristoranti sono prettamente adibiti ai turisti e, pertanto, i prezzi adeguati. Alle bancarelle si potrebbe spendere molto meno ma assolutamente inadatte per servire 10 persone insieme e la sera sono chiuse. Abbiamo spesso utilizzato le bancarelle per colazioni e pranzi volanti (caffè, ottime omelette, riso con pollo).

Se si vuole evitare lunghe attese è meglio concordare in anticipo il menu, di solito una zuppa/insalata e un secondo di carne. Se si ordina alla carta (quando disponibile) si rischia di aspettare più di un’ora.

Ottimi e consigliati Natitingou e Banfora.

Nei ristoranti si trova acqua, bibite, birre e a volte vino (abbastanza caro). Il prezzo delle birre varia moltissimo da locale a locale, si passa dall’economicissima birra Beninoise alla carissima Flag.

 

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 Possibili alternative

Ribadisco la necessità di andare a Gorom Gorom, una delle cose + interessanti viste in questo viaggio. Se tutto il gruppo è d’accordo si potrebbe eliminare la parte costiera del viaggio, sola incasinata e poco interessante. I giorni recuperati si potrebbero sfruttare nella zona a Nord del Togo e Benin.

 

 

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