Gio. 13/07
ROMA/MILANO – SANTIAGO DE CUBA (volo trasf.)
Appuntamento a Milano Malpensa per le 09.00, volo Air Cubana e Air Europe
insieme. Subito un’ora di ritardo per l’imbarco, sulla pista scopro che voleremo
con un nuovo Boing della Air Europe invece che con i fatidici Antonov di
fabbricazione russa della Cubana de Aviacion. Peccato, già speravo in volo molto
più avventuroso.
Volo
tranquillo di 10 ore; sbarcati a Santiago, mentre si è in coda x l’immigrazione,
incontriamo il gruppo partito da Roma.
Onde
evitare di perderci già il primo giorno, mi ero premunito di spedire ad un
partecipante di Roma copia del fax di prenotazione dell’Hotel avvisandolo che,
in caso di forte ritardo del mio aereo, di radunare il gruppo e raggiungere in
taxi l’Hotel (+/- 5 $).
Lunghissima coda per l’immigrazione, tocchiamo subito con mano la flemma dei
lavoratori cubani, specie gli statali.
Nessun
problema anche per la dogana, usciti prendiamo un pulmino da 15 posti x 22 $ (2
$ pax), 15’ all’Hotel Las Americas, molto grande e moderno, piscina, caffetteria
e bar, il classico hotel per turisti.
Primo
briefing con il gruppo, oltre alle solite raccomandazione circa la puntualità,
il rispetto degli altri ect., è necessario parlare dell’itinerario poiché il
giorno dopo dovrò concordarlo e consegnarlo definitivamente all’autonoleggio;
raccolgo 200 $ pax tra cassa comune e cassa viaggi.
Spiego al
gruppo che sarà mia intenzione usufruire il più possibile delle case particular
e dei paladar per cenare in modo da poter risparmiare sulla cassa ed avere più
possibilità di contatto vero ed integrazione con i cubani. Per l’eventuale
visita a Cayo Largo si può aspettare a decidere fino all’arrivo a Trinidad, poi
bisognerà prendere una decisione.
Un’ora per
la doccia, usciamo a piedi per dirigersi verso il centro. Veniamo subito
contattati da vari ragazzi locali che, dopo un primo timido approccio, ci
offrono i loro servigi al fine di reperire Paladar, ristoranti, Case Particular
di loro fiducia (generalmente sono sempre di qualche amico degli amici o parente
di parenti, ma sono solo balle). Questa è l’unica nota dolente di Santiago, qui
sono tanto numerosi quanto noiosi. Purtroppo non ci si abitua mai, alla fine
della vacanza diventeranno veramente insopportabili.
Per strada
si possono invece vedere gli effetti disastrosi dell’embargo: poche automobili
di fabbricazione sovietica, motorette ed autocarri a pezzi che lasciano dietro
di sè scie di denso ed acre fumo nero.
Girovagando per la città non vediamo alcuna attività commerciale aperta né
vetrine o insegne che segnalino ristoranti e negozi. Forse non abbiamo ancora
l’occhio, speriamo di trovare qualcosa da mangiare.
Caldo
umido quasi insopportabile, dopo aver percorso 1,5 Km dall’hotel arriviamo alla
Plaza de Dolores, quasi in centro, dove prendiamo qualcosa da bere e un panino
in un self service sulla piazza.
Subito a
vedere la mitica casa della Trova (1 $ pax), primo assaggio di musica son,
salsa, ect. nonché dei mitici Mojito (2 $).
Ven. 14/07
SANTIAGO DE CUBA
Ricca
colazione a buffet, appuntamento colazionati alle 09.00, dovrò lasciare soli i
miei compagni di viaggio per tutta la mattinata poiché devo definire per il
pulmino e trovare un ristorantino per la cena.
Appuntamento quindi in Plaza Cespedes con il gruppo per le 13.00, vado alla
Paradiso Artex a cui avevo precedentemente telefonato in mattinata per
appuntamento.
Studio
l’itinerario preparato a casa con il sig. Reinaldo, sembra possa andare,
contratto un pochino sul prezzo e sul monte chilometri, sento per le condizioni
di noleggio e le spese dell’autista (a carico dell’agenzia). L’agenzia mi offre
anche le prenotazioni alberghiere ma preferisco il fai da te. Devo ritornare
alle 17.00 per conoscere il mio autista e concludere il contratto (e pagare
naturalmente).
In mia
assenza, il gruppo ha invece visitato le varie bellezze di Santiago quali la
Cattedrale, Casa Diego Velasquez con annesso museo (la più antica di cuba $ 1),
Palazzo Ayuntamento, Museo Emilio Bacardi con la famosa distilleria di rum.
Si
girovaga per la città a fare i primi acquisti (pochi) e commissioni (cambiare in
divisa nazionale al Cadeca), Santiago è una bella città, con gente sorridente e
disponibile ma forse, come detto, con troppi procacciatori.
Alle 13.00
ci ritroviamo, contratto con 3 taxi particular abusivi per il Morro (10 $ taxi –
forse caro), andata in 20’, aspetteranno là mentre visitiamo la fortezza,
rientro sino alla caserma Moncada.
Arriviamo
al Morro, (1,5 $ pax) importante fortezza sul mare molto ben conservata,
purtroppo il museo dei pirati è chiuso per restauri. Passiamo 1h e 30’ tra le
varie strutture della fortezza a picco sul mare, di nuovo in taxi sino alla
Moncada.
Entriamo
nella mitica Caserma oggetto del fallito assalto da parte di Fidel Castro e
compagni il 26 luglio 1953, ora celebrato come il giorno dell’inizio della
rivoluzione.
2 $ per
l’ingresso, chiediamo per una guida ufficiale. All’interno del museo non vi sono
in esposizione pezzi di particolare interesse storico o artistico, ma solo una
raccolta di oggetti e fotografie risalenti agli anni della rivoluzione, il tutto
un pochino strano.
La guida
ci spiega dettagliatamente tutte le fasi dell’attacco, la disfatta, l’orrenda
repressione del movimento rivoluzionario. Qui si respira la pressante propaganda
del regime, come al solito “la storia viene scritta dai vincitori”.
Torniamo
in Hotel, vado alla Paradiso per concludere il contratto di noleggio, alle 20.00
andiamo al paladar prenotato in mattino, abbondante cena.
Quattro
salti in una piccola discoteca dietro la cattedrale, troppe Jeneteras e ragazzi
noiosi per i nostri gusti. Meglio un bagno sotto le stelle nella piscina
dell’Hotel.
Sab. 15/07
SANTIAGO –SANT. COBRE –PLAYA VERDE -BARACOA (Km. 350)
Partenza
per le 09.00, in 30 km siamo al Santuario della Madonna del Cobre (Madonna del
Rame, dalle immense miniere di rame della zona). Si trova in cima ad una
collina, si visita in meno di un’ora. Singolari gli ex-voto che lasciano i
cubani per ringraziare la Madonna. Una raccolta dei più disparati oggetti, dalle
mostrine militari del figlio tornato dal fronte alla bicicletta.
Sulla
strada del ritorno verso Santiago, primo sospirato assaggio del mare. Proviamo
in una prima Playa, troppo affollata, ripieghiamo su Playa Verde. Non bella,
mare con ricci e scogli, un po’ d’ombra, solo un ristorantino statale sfornito.
Per le
13.00 siamo nuovamente in hotel, carichiamo i bagagli e ci dirigiamo verso
Baracoa.
Molto
interessante e pittoresco il tratto di strada che porta verso la costa nord, si
attraversano numerosi campi coltivati a canna da zucchero, poi la strada si
arrampica sulla sierra per la famosissima Favola, passo montano con buoni
mirador panoramici.
Arriviamo
a Baracoa, prendo contatti con la stravagante Lucy che ci sistema in 3 Case
Particular, vicine tra loro, in centro.
Baracoa è
un bel centro abitato, molto raccolto e tranquillo, poco turistico e di
conseguenza pochi procacciatori, sicuramente merita di essere visitata con una
rilassante passeggiata per il suo centro.
Cena a
base di pesce da Lucy, dopo il caffè ci svela il suo segreto cantandoci la
canzone che l’ha resa famosa. Poi tutti in piazza sul lungomare per la festa
popolare del sabato sera, moltissima gente, si balla in piazza, arriva
un’autocisterna di birra smesciata con recipienti di fortuna a prezzi popolari
(si paga di divisa national, pochi pesos cubani a bicchiere). Questa è la vera
fiesta popolare cubana.
Dom. 16/07
BARACOA – RIO YUMURI’ – BARACOA (km. 100)
Partiamo
abbastanza presto (8.30, per altri viaggi sarebbe già tardissimo) per Rio Yumuri,
30 km. ad est da Baracoa.
Questa
zona è molto verde, immense foreste di palme da cocco, bananeti ed altre
monocolture. Alla foce del Rio Yumuri troviamo ad attenderci parecchi locali
che subito ci circondano per offrirci i loro servigi.
Mi
propongono, insistendo, di fare l’escursione dentro il Canyon: barca x 100 mt,
poi a piedi nel canyon per un breve tratto sino ad un punto ove bagnarsi nel
fiume. Nel mentre si offrono di preparare pranzo a base di pesce e/o frutta.
Ho
preferito seguire però il consiglio d’alcune relazioni e mi impongo per fare il
trekking di 3 ore circa lungo la sponda del canyon. Sinteticamente: si sale sul
versante del promontorio per 45’, si cammina in piano per 30/40’ e poi una lunga
discesa sin dentro il canyon dove vi è una graziosa spiaggetta in cui si può
fare il bagno nelle fresche e pure acque del fiume.
Il trek
non è difficile né troppo faticoso, la salita è più che fattibile in mezzo alla
foresta, la parte in piano è senza problemi, solo la discesa è leggermente
impegnativa ed occorrerebbero scarpe adatte. Nessuno di noi indossava più di un
paio di scarpe da ginnastica, alcuni con sandali allacciati, abbiamo dovuto
rallentare l’andatura ma ce la l’abbiamo fatta tutti (a dire il vero due hanno
desistito in salita, ma non fanno testo).
Lungo
tutto il percorso siamo stati seguiti da una schiera di locali, alcuni ci
spiegano le varie piante medicinali che si trovano in zona, ancora utilizzate
per curare i loro malanni in mancanza di medicine moderne. Cuba è famosa per
l’erboristeria.
Arrivati
alla spiaggetta, ci servono abbondante frutta per tutti, un’ora di relax, ultima
ora di cammino sino al punto in cui bisogna imbarcarsi per percorrere gli ultimi
100 metri di fiume che ci separano dal pulmino.
Sicuramente una bellissima escursione, è veramente piaciuta a tutti, purtroppo
la gente che ci accompagna forzatamente può a volte dare fastidio, ma bisogna
anche dire che in questa zona c’è molta povertà ed i gruppi d’avventure sono gli
unici a raggiungere questa località.
Pago 7 $
per la frutta (0.50 $ pax), 5 $ alla guida. Sicuramente un’esagerazione, è
comunque un modo come un altro per aiutare questa gente. Alcuni del gruppo danno
appuntamento a Baracoa per regalare la roba dismessa portata dall’Italia. Sulla
strada per Baracoa ci fermiamo su un’ampia spiaggia isolata, bagnetto e
riposino.
Arriviamo
a Baracoa, ci facciamo un giretto per la bella città, all’appuntamento veniamo
assaliti per la distribuzione della roba.
Cena in un
Paladar di un amico di Lucy, tale Paolo, giusto dietro la cattedrale,
sconsigliatissimo. Ancora festa in piazza e poi tutti a letto
Lun. 17/07
BARACOA – PLAYA MAGUANA – HOLGUIN (km. 310)
Partiamo
da Baracoa per le 08.30, giornata di puro trasferimento attraverso una strada
non ben tenuta e molto lunga. 30 Km e arriviamo alla spiaggia Moguana,
segnalata da un cartello che indica l’omonimo ristorante della Rumba.
Bella
spiaggia, mare aperto, alcune incantevoli piccole baie, praticamente deserta,
palme sino al mare che garantisco l’ombra. La parte migliore della spiaggia è a
sinistra del ristorante, camminare per 200 mt.
2h 30’ in
spiaggia, alcuni locali ci offrono piatti di frutta fresca (ananas, mango, cocco
da bere e mangiare, 5 $ per tutto il gruppo).
Purtroppo
bisogna lasciare questa incantevole spiaggia, vi sono ancora molti chilometri
prima d’arrivare ad Holguin (+/-5 ore). Il viaggio scorre via velocemente,
alcuni begli scorci della campagna cubana, immense monocolture e campi
coltivati.
Prendiamo
posta da Lidia, bella casa quasi in centro. Dispone di 12 posti totali in triple
e quadruple. Liberi per un paio d’ore possiamo visitare la città, famosa per le
sue quattro piazze in successione.
Cena in un
paladar ufficiale consigliato da Lidia che si rivela molto buono. Quattro passi
in centro, è tardi e la vita notturna del lunedì sera non è un granché quindi a
letto senza discoteca.
Mar. 18/07
HOLGUIN – GUARDALAVACA – CAMAGUEY – MORON (Km. 410)
Come
sempre si parte per le 08.30, velocissimo giro per l’animato centro del paese,
qualche foto ad alcuni murales rivoluzionari, c’è la possibilità di lasciare i
bagagli da Lidia mentre si va a Guardalavaca. Decido di partire già al completo,
1h 30’ (60 Km) per raggiungere Guardalavaca. Qui la vera Cuba è lontana,
villaggi, hotel, negozi per turisti, spiaggia molto affollata.
Il mare è
però bellissimo, spiaggia con molta ombra, ristorante, musica e balli. A grande
richiesta concedo 3 ore pur sapendo che ciò vorrà dire arrivare molto tardi a
Moron.
Alle 17.00
siamo a Camaguey, facciamo l’itinerario nel paese consigliato dalla Planet che
prevede buona parte delle chiese e delle antiche case coloniali della città. E’
un bel centro anceh se forse c’è troppo traffico per essere a Cuba, le chiese
andrebbero tutte restaurate.
Sul Parque
de Agromonte, mentre alcuni di noi visitano la cattedrale, sentiamo le note
della mitica musica son. Nella vicina casa della Trova, in un bellissimo patio
all’interno di una casa coloniale, si sta esibendo il classico gruppetto di
musica cubana.
Dimentichiamo per un po’ la visita del paese, ci buttiamo a capofitto nel ritmo
cubano, questa è sicuramente la più bella e sincera Casa della Trova incontrata
sinora dove sarebbe bello passare l’intera serata. Per ringraziare pago da bere
ai musicanti, è ora di raggiungere il pulmino. Per le 21.00, quando è già notte,
arriviamo a Moron. L’hotel è molto bello, classico mega struttura per turisti,
mi informo subito per la cena visto l’ora tarda.
Sicuramente è sconsigliabile viaggiare di notte, lungo le strade si possono
incontrare molti ostacoli non segnalati quali dossi, buche, pedoni e biciclette.
E’ stata comunque un’eccezione anche perché il sig. Reynaldo della Paradiso si
era raccomandato di evitarlo.
Ceniamo in
un ristorante statale del centro, servizio flemmatico, poca disponibilità di
cose da mangiare, prezzi accettabili ma porzioni scarse.
Quattro
salti nella discoteca dell’Hotel, troppe Jeneteras e vecchi bavosi pronti ad
approfittarne, meglio la piscina per un bagno di mezzanotte.
Mer. 19/07
MORON – CAYO GULLERMO – CAYO COCO – MORON (Km. 220)
dopo una
lenta colazione alla carta (meglio compresa nel prezzo della stanza), si parte
per le 08.30 alla volta del mitico Cayo Coco. Arrivati sulla laguna, imbocchiamo
la strada costruita su un lungo terrapieno di 40 km che attraversa tutta questa
zona di mare a fondali bassissimi, costellato di isolette di mangrovie (4 $ a
veicolo per tratta).
Lungo la
strada ci fermiamo spesso a fotografare stormi di cicogne rosa, aironi,
pellicani. Questa zona è veramente incantevole e la sarà ancor di più al calare
del sole.
Decidiamo
di andare subito Playa Pilar sul Cayo Gullermo, la punta occidentale dell’isola.
In tutto 2 ore da Moron, ultimo tratto di strada sterrata, Playa Pillar è
veramente stupenda, semideserta, un mare stupendo color turchese, un piccolo
ristorante statale (caro). Purtroppo niente ombra, sarebbe stata perfetta.
Dopo un
primo lunghissimo bagno prendiamo accordi con un barcaiolo che per 3 $ pax con
un piccolo catamarano ci porta al largo sino alla barriera corallina (maschera
compresa), dopo ci lascia sull’isoletta di fronte, più ombrosa e con un
ristorante, rientro in spiaggia quando vogliamo. Sei di noi partono per la mini
escursione, in tutto 3 ore.
Pranzo
veloce, qualcuno si concede l’aragosta da 15 $, nel pomeriggio torniamo a Cayo
Coco dove vediamo Playa Prohibida, non bellissima, poca sabbia e fondale
roccioso. Non ci piace, finiamo la giornata di mare alla Playa Flamingo, una
bella baia con fondale un po’ troppo basso.
Con il
senno di poi la migliore è sicuramente Playa Pillar, un piccolo paradiso
caraibico da visitare al più presto prima che ci costruiscano qualche albergone.
Rincasiamo
tardi, proviamo da un paladar consigliato da uno sconosciuto all’autista, solito
passa parola prima di riuscire a contattare il posto. Sembra tutto OK, quando
arrivo con il gruppo per mangiare manca addirittura tavoli sufficienti per
tutti. Tocca andarcene, optiamo per il ristorante statale della Horizontes il
Centro della Casa, bellissimo locale, servizio come al solito lento e cibo
scarso (9 $ pax), vi è anche una discoteca all’aperto, deserta. Torniamo in
albergo, tuffo in piscina per concludere la serata.
Gio. 20
MORON–CAYO SANTA MARIA-REMEDIOS–SANTA CLARA (KM. 250)
Durante la
cena di ieri sera avevo anticipato la possibilità di far ancora una mezza
giornata di mare e poi eventualmente sacrificare un po’ di tempo alla visita di
Remedios e Santa Clara.
Subito
tutti un po’ titubanti vista la lunga giornata di mare appena trascorsa, spiego
che sarà l’ultima occasione in questo viaggio di vedere belle spiagge caraibiche
Ascoltano
i miei consigli, partiamo con destinazione Cayo Santa Maria, 110 km ad est di
Moron. La strada sino a Remedian è molto bella e panoramica, attraversiamo vaste
zone collinari coltivate a caffè
Arrivati
alle porte di Remedian si entra sulla strada sopraelevata, posto di blocco della
polizia con pedaggio di 5 $ persona per l’ingresso al Cayo. E’ caro ma ne varrà
la pena. Altri 40 Km di strada rialzata sul mare, il paesaggio è sicuramente
meno interessante di quello offertoci da Cayo Coco, non vi sono animali ne
isolette, solo mare aperto.
Sul Cayo
decidiamo per Playa Brujas, quella dell’omonimo villaggio vacanze. Spiaggia
incantevole, da foto, mare turchese, qualche riparo per il sole, pochissima
gente nonostante il vicino villaggio. Consigliabile.
Tre ore di
bagni e sole, tocca ritornare a Remedios raggiungibile in un ora.
Questo è
un vivace paesino coloniale, una gran cattedrale con il famoso altare in oro.
Sempre in piazza vi è il museo della musica e molti bar e locali. Girovaghiamo
per il paese, le ragazze salgono su un carro trainato da un cavallo e si fanno
scarrozzare per il paese.
Nella
caffetteria della piazza stanno facendo una festa privata, veniamo ovviamente
invitati; balli e canti locali a volontà. E’ certamente un altro mondo, la
musica e il ballo fanno parte integrante della vita quotidiana di questa gente.
In
un’atmosfera d’autentica allegria ed euforia, arriviamo a Santa Clara, il centro
sembra carino e prendo contatto con Isolina che ci sistema in diverse case
particular lì vicino.
Organizzo
per la cena al paladar Florida Center, chez Anjelito, consigliato da Isolina e
citato dalla Planet. Ottima cena, giretto in piazza, quasi tutti ci buttiamo in
una moderna discoteca sotto l’Hotel Santa Clara.
E’ stata
una giornata frizzante, ci siamo tutti molto divertiti ed è forse per questo che
abbiamo abbassato la guardia.
Qualche
attimo di disattenzione è, infatti, costato il furto dell’intero marsupio di una
delle ragazze che incoscientemente l’aveva lasciato su di una poltrona in
discoteca.
In un
attimo se ne sono andati in fumo centinaia di dollari, passaporto, biglietto
aereo e carta di credito.
Ora tocca
cozzare con la burocrazia cubana per le denuncie di rito, nottata passata in
Commissariato a ripetere cento volte ad altrettante persone le stesse cose.
Prima o poi, nella mia pur breve carriera di capogruppo, mi doveva succedere.
Ven. 21/07
SANTA CLARA – TOPES DE COLLANTES – TRINIDAD (km. 169)
In
mattinata il gruppo visita la città di Santa Clara, con il mitico treno blindato
distrutto da Che Guevara nel 1960 e l’annesso museo. Nel mentre vado a far
denuncia del furto del passaporto all’Ufficio Immigrazione, chiamo la Compagnia
Aerea e l’Ambasciata.
Partenza
per le 12.00, decidiamo di saltare Sancti Spiritus per raggiungere Trinidad nel
primo pomeriggio. Lunga strada attraverso le montagne, bei paesaggi con foreste
di conifere, saliamo sino al Topes de Collantes da dove si gode uno stupendo
panorama della baia di Trinidad.
Nel primo
pomeriggio siamo a destinazione, in questa ridente cittadina coloniale si
respira un atmosfera distesa e rilassata.
Prendo
contatto con Yolanda, la sua casa coloniale è immensa, piena d’arredi e oggetti
d’epoca, stanze molto grandi e voluminose. Sebbene si stia benissimo nel patio
della casa al riparo dalla calura pomeridiana, decidiamo di passare qualche ora
alla Playa d’Ancoon, 6 km da Trinidad.
Ancora con
nel cuore il ricordo delle spiagge di Cayo Coco e S. Maria, questa ci appare
poco carina, affollata e ci rendiamo conto che per questo viaggio il mare è
finito.
Buona cena
da Yolanda, usciamo alla scoperta della vita notturna del paese. Giro alla casa
della Musica, poi alla casa della Trova. Purtroppo entrambe i locali, seppur
molto carini e con buona musica, sono proibiti ai Cubani; i turisti però non
hanno la musica nel sangue e passano la serata seduti ad ascoltare la musica.
Quindi niente balli e serata noiosa. Andiamo ancora alla discoteca Ruinas (1 $
pax), c’è un divertente e simpatico show di danze afrocubane.
Sab. 22/07
TRINIDAD – PLAYA ANCOON – TRINIDAD (km. 50)
Giornata
libera, fisso l’appuntamento per il pulmino per le 13.00 x quelli che vorranno
andare al mare e per le 14.000 per andare a visitare le cascate di Topes de
Collante, su per la stessa strada percorsa ieri per arrivare a Trinidad.
Nella
mattinata ci perdiamo per le vie della città, un po’ di shopping tra i
mercatini, assaggio del mitico cocktail Canchachara, presso l’omonimo locale,
forse troppo turistico.
Trinidad è
molto bella per le sue calle con le antiche case coloniali, la sua atmosfera, i
vari musei all’interno di curatissime e antiche case coloniali. Già alla mattina
in moltissimi locali si suona buona musica cubana e si può bere qualcosa a
prezzi accessibili, visti poi quelli praticati all’Habana.
Buona
parte del gruppo parte per la montagna, strano vista la tendenza marinara che ha
questo gruppo. Saliamo sino all’ingresso del complesso turistico su in montagna,
ci chiedono 6.5 $ pax per l’ingresso, ci sembrano troppo per una cascata,
finiamo il pomeriggio al mare.
Cena da
Estrela, poi eletto il miglior ristorante del viaggio, ci informiamo per un
locale dove poter far fiesta cubana. Ci indirizzano alla casa della Cultura, 2
Peso Cubani a persona (200 Lit.), un cortile dove si suona dal vivo e tutti
ballano. Il locale è un po’ scarno, con un modesto bar ma è pieno di gente di
tutte l’età che balla senza sosta.
Le ragazze
vengono subito invitate in pista, qui sembrano tutti maestri di ballo, si
muovono con naturalezza. Sarà ricordata come una delle più belle serate cubane,
vera e sana integrazione, abbiamo modo di conoscere la vera vita cubana.
Dom. 23/07
TRINIDAD–VALLE DE LOS INGENIOS-CIENFUEGOS (KM. 150)
Nei giorni
precedenti avevamo concordato di restringere un pochino la permanenza a Trinidad
per avere più tempo da dedicare all’Avana. Pertanto oggi, dopo l’escursione alla
Valle de los Ingenios, partenza per Cienfuegos invece di restare tutto il giorno
a Trinidad.
Partiamo
alle 08.30, bagagli caricati, in 15 Km (20’) siamo alla valle.
E’ una
verdissima conca coltivata in prevalenza a canna da zucchero, famosissima ai
tempi della dominazione spagnola per la forte concentrazione di schiavi neri
impiegati nei lavori nei campi. La torre Iznaga, infatti, è una delle tante
torri che venivano utilizzate dai signorotti per controllare il lavoro dei
propri schiavi e da lassù si può ammirare uno bello scorcio della valle (5 $
tutto gruppo).
Ci
fermiamo ancora ad un mirador per l’ultimo panorama, 3 ore sono state più che
sufficienti per l’intera escursione da Trinidad.
Ci
incamminiamo per Cienfuegos, 2 ore di bella strada, prima di entrare in città ci
fermiamo al Giardino Botanico Soledad, 2,5 $ pax con guida, bella passeggiata
tra il verde con ampia spiegazione delle innumerevoli specie di piante (1 ora).
A
Cienfuegos ci sistemiamo in due discrete case particular, il caldo è opprimente
ed il gruppo, tanto per cambiare, vuole mare. Sebbene sia su una baia, questa
città non ha spiagge degne di essere così chiamate. Ha invece un bel centro,
vera meraviglia il teatro e la piazza centrale.
Cena
scarsa alla casa particular, alcuni instancabili vanno a ballare in una vicina
discoteca.
Lun. 24/07
CIENFUEGOS – PLAYA GIRON - L’AVANA (Km. 250)
Dritti
alla Baia dei Porci, in un’oretta visitiamo il museo che ricorda il fallito
sbarco dei controrivoluzionari appoggiati dagli americani. Anche qui la
propaganda si sente molto, è comunque un bel museo.
In questa
zona vi sono parecchie spiagge molto carine (caleta Buena, ect), parchi naturali
ed altre attrazioni sufficienti a passare una intera giornata, ma tiriamo
diritto per arrivare prima possibile all’Havana, così come avevamo programmato.
Alle 15.00
siamo in città, provo prima al Deuville e poi al vicino Lincon, entrambi non mi
avevano preso la prenotazione telefonica. 32 $ a testa per il primo, bello,
moderno, colazione a buffet, piscina, 23 $ nel secondo, vecchio edificio con
moderne stanze. Qualche indecisione, optiamo per il più economico.
Pomeriggio
libero per conoscere la città, primo giro per l’Avana Vieja. Nel mentre vado
alla Cubana de Aviacion per le conferme e per il biglietto rubato, coda
interminabile sin fuori dall’Ufficio, passerò domani.
Vado in
centro per cercare un ristorante, trovo un paladar che sembra un po’ più
economico dei vari ristoranti turistici del centro, prenoto per le 20.00.
Cena,
quattro passi per il centro dove veniamo letteralmente assaliti dai soliti
cubani che, a loro dire per esclusiva amicizia, ci offrono di accompagnarci in
giro per locali.
Beviamo
qualcosa in un locale del centro (ve ne sono moltissimi, tutti molto carini e
con musica dal vivo), alcune ragazze fanno un salto al Palermo disco, cabaret
disco a loro dire non bella.
Già i
cubani maschi sono degli autentici latin lover e di norma abbordano tutti alla
grande, il fatto di aver un gruppo prevalentemente femminile non ha certo
aiutato a tenerli lontani,
Inoltre,
alcune delle ragazze sembravano apprezzare la loro compagnia e pertanto, qui
all’Avana specialmente, siamo sempre stati attorniati da sti giovani.
A volte
simpatici, purtroppo hanno il solo scopo di estorcere denaro, parassitare al
turista e magari riuscire a fare innamorare qualche turista per potersi
garantire un futuro migliore.
Alla fine
del viaggio, sinceramente, non li sopporto più.
Mar. 25/07
L’AVANA- PUNTA DELL’ESTE L’AVANA (Km. 50)
Nessuno
vuole fare l’escursione a Pinar del Rio, siamo agli sgoccioli del viaggio ed
ognuno sta cercando di ritornare alla proprio solitudine, dopo 2 lunghe
settimane di convivenza in gruppo.
Organizzo
per le 13.00 il pulmino per la spiaggia più vicina, Playa Santa Maria, a Punta
dell’Este, 19 Km. dal centro.
Personalmente mi tocca una mattinata tra i vari uffici per confermare i voli
(Agenzia Distal Caribe c/o Hotel Habana Libre – 24° piano stanza 2401) e
risolvere il problema del biglietto rubato.
Nel mentre
il gruppo si è disperso per la città, chi a visitare musei, chi a farsi
accompagnare dai soliti ragazzi a visitare aspetti sconosciuti e poco turistici
di questa città.
Ci
ritroviamo in hotel per le 13.00, in 30’ raggiungiamo Playa Santa Maria, una
lunga e discreta spiaggia non molto affollata. Certo è che Cayo Coco è molto
lontana ma resta comunque una bella spiaggia. Alla fine nessuno ha infatti
voluto andare a Cayo Coco, il tempo a disposizione non avrebbe permesso di
visitare degnamente la città dell’Avana
Cena in un
Paladar sulla Neptuno vicino all’Hotel, salutiamo calorosamente il nostra
autista Armando che domani rientrerà a Santiago. Su consiglio del solito cubano
andiamo in una discoteca sul Malecon, musica moderna e cubana, locale
all’aperto, quasi deserto.
Domani ci
aspetta la mitica festa del 26 luglio, cerchiamo di sapere se ci sarà il
discorso di Fidel e la sfilata di carri allegorici di carnevale. Decidiamo di
andare a dormire presto, poter vedere e sentire il Leader Maximo sarà
un’esperienza unica.
Mer. 26/07
L’AVANA
Quarantasettesimo anniversario dell’attacco alla Caserma Moncada di Santiago e
l’Inizio della rivoluzione Castrista, per questa mattina è prevista una mega
manifestazione sul Malecon.
In ordine
sparso ci buttiamo in questo mare di folla, per chilometri il Malecon è invaso
da un milione di persone; toccante è vedere l’indottrinamento della gente,
specie i giovani e i bambini che vengono letteralmente schierati ed incitati a
ripetere in continuazione slogan rivoluzionari.
Pur
arrivando sino al palco, non si riesce a vedere il Presidente Fidel Castro, pare
che non abbia tenuto alcun discorso.
Fa molto
caldo, visitare la città nella calura del pomeriggio è impossibile, prendiamo
due taxi e torniamo al mare (18 $ l’uno), passiamo qualche ora in spiaggia, oggi
affollatissima.
Appuntamento in hotel per le 19.00, con 3 taxi si va alla Fortaleza de San
Carlos, dall’altra parte della baia, per vedere la cerimonia del cannone. (taxi
3,5 $ l’uno, ingresso 5 $). Il complesso della fortezza è molto imponente,
interessante e ben conservato con al suo interno parecchie sale d’esposizione,
un bar, la solita orchestrina.
Alle 21.00
parte il drappello di soldati che con movimenti cadenzati, carica e spara il
fatidico colpo di cannone che annunciava la chiusura delle porte cittadine.
Visita piacevole, consigliata.
Per cena
il gruppo vuole provare ad aggiustarsi alle bancarelle montate sul Malecon con
la speranza di vedere la sfilata dei carri. Solo qualche ristorantini sfornito,
niente carri, molti cubani già un po’ alticci e pertanto più noiosi del solito.
Ripieghiamo per un ristorante del centro, carissimo ma con un bel complessino di
musicanti al femminile, un autentica rarità. Qui alcune ragazze del gruppo, le
più incallite, fanno conoscenza con alcuni ballerini che si offrono, tanto per
cambiare, di accompagnarci in una discoteca fuori città. Basta nottate, è ora di
ripensare a casa e di riposarsi un pochino prima del lungo rientro.
Gio. 27/07
L’AVANA – VOLO
In
mattinata debbo tornare sia all’Hotel Habana Libre che alla Cubana de Aviacion,
per le 10.00 ho finalmente tutte le conferme dei voli nonché il duplicato del
biglietto rubato.
Ancora
quattro passi per il centro e l’Havana Vieja, la casa del Tabajo Partegas, il
Partenone, Castillo Real de la Fuerzas, la cattedrale, il Palacio de los
Capitanes.
Alle 17.00
ho il taxi prenotato, ho fatto chiamare dalla reception per un micro da 11 posti
(circa 16$). Veloce Check-in per i romani, il nostro volo per Milano è stato
rimandato alle 02.00. Lunga serata in aeroporto a sorseggiare gli ultimi Cuba
Libre e sigari cubani. Ricordarsi di pagare la tassa d’Imbarco, dopo il check-in
presentarsi con la carta d’imbarco allo sportello (20 $). Veloci formalità
doganali, un mediocre duty free per gli ultimi acquisti.
Ven. 28/07
VOLO – ITALIA
I romani
sono già quasi a casa, il nostro volo parte solo alle 3.30 cubane. Volo Air
Europe, aereo moderno quasi vuoto, ci possiamo distendere per dormire un po’.
Arrivo a Malpensa per le 18.30, oggi giorno di maxi esodo estivo con la chiusura
di tutte le maggiori fabbriche. Raggiungere la mia tranquilla Cuneo sarà
un’impresa …………… auguri.