|
|
Diario di viaggio |
|
Home page - Informazioni utili - Itinerario - Diario di viaggio - Il gruppo |
S. 17/7 LIVORNO – BASTIA (auto + traghetto)
Appuntamento alle 10.00 presso la sede di Viaggi nel Mondo (Circ. Gianicolense 41 – Roma – poco lontano dalla stazione ferroviaria di Trastevere – entrare dal retro) dove conosco i compagni di viaggio di Roma. Carico la cassa cucina e controllo che ci sia anche il fornello; mi faccio dare una bombola di gas (chiedere anche attacco adattatore).
La cassa cucina contiene: pentolone, una pentola + piccola, padella, forchettone, cucchiaio di legno, coltello, mestolo e scolapasta. Può essere sufficiente ma è meglio comprare in loco uno o due terrine in plastica (10 FF l’una).
Con Mauro andiamo a prendere il secondo pulmino all’Europcar di Via Cipro 83, 10 minuti di taxi, il sabato chiude alle 12.00. In colonna, si parte alla volta di Livorno, breve sosta a Tarquinia per caricare ancora un partecipante ed in 5 ore (pausa pranzo compresa) siamo a Livorno.
Appuntamento con il gruppo per le 18.00 dall’imbarco della Moby Lines, occorre fare il check-in presso il terminal della Moby, 1° piano; l’imbarco 19.15 e partenza puntuale alle 20.00.
4 ore di tranquilla navigazione dove nel mentre facciamo conoscenza tra di noi, distribuisco l’itinerario previsto, raccolgo la cassa viaggi e parte della cassa comune. Sembra un buon gruppo, omogeneo, giovane, con tanta voglia di divertirsi.
Avviso i ragazzi della mia impossibilità di prenotare un hotel o altra sistemazione in Bastia, dato che ho avuto l’orario del traghetto solo il mercoledì precedente e che, pertanto, dovremmo arrangiarci per la prima notte.
Consiglio di fare un fax all’ufficio del turismo di Bastia (fax. 0033495559600) per avere l’elenco degli Hotel e le varie disponibilità (non mi hanno risposto via fax ed ho trovato la busta al mia ritorno in Italia).
Arrivo puntuale alle 24.00, mezz’ora per le operazioni di sbarco. Ancora in porto ci appoggiamo all’ufficio del Turismo, aperto sino alle 01.00 circa, dove proviamo a contattare alcuni campeggi (chiusi la notte o completi). Ci dirottiamo allora sulla più economica sistemazione del momento, l’Hotel Mulino Rosso, fuori Bastia verso l’aeroporto. In 20 minuti siamo in Hotel; bello, con piscina, sono in corso i festeggiamenti per un matrimonio.
E’ una festa alla francese con sbronza generale e litigi tra i commensali, tutto nella norma. Mentre ci sistemiamo, arriva un’ambulanza: sembra che un parente stretto della sposa stia per “lasciarci le penne” per il troppo bere: vacanza con il morto – “chi ben incomincia, è a metà dell’opera”.
Festa ovviamente finita, musica spenta, riusciamo ad andare a letto con la pace necessaria dopo un’intensa giornata di viaggio.
D. 18/7 BASTIA - CORTE – VIZZAVONA – CASC. ANGLAIS – CORTE (km. 120 + trek)
Pronti per le 09.00, partiamo in direzione di Corte lasciando la visita di Bastia per l’ultimo giorno. Per strada facciamo la prima spesa generale per la cassa cucina (pasta, olio, sale, zucchero, biscotti, marmellate, piatti carta, scottex, ect). In seguito, chi ha il compito di cucinare (di solito 2,3 persone a turno), provvederà anche a fare la spesa per la cena e la colazione.
Per mezzogiorno siamo a Corte, al campeggio Chez Bartho, dove montiamo le tende e partiamo subito alla volta di Vizzavona (1 ora scarsa). Qui ci cimentiamo con il primo trekking, meta le Cascate des Anglais.
La partenza è alla stazione ferroviaria di Vizzavona, facile, tutto all’ombra, meno di 1 ora di cammino su un sentiero largo e ben segnalato. Si arriva ad un punto ristoro dove il fiume crea larghe pozze, perfette per un bagno ristoratore e un po’ di sole (portare costume e asciugamano). C’è anche la possibilità di proseguire, ma per il primo giorno può bastare.
Gruppi precedenti hanno raggiunto Vizzavona in treno da Corte con la ferrovia panoramica, 2 partenze la mattina, 1 ora; può essere una valida alternativa ma tocca dormire a Corte.
Rientro a Corte per le 17.00, giro per la città, visita al Museo etnologico con la rocca/cittadella (25 FF pax – chiude alle 20.00 – tutti i giorni).
Dopo la cena in campeggio, ecco le prime critiche e commenti negativi di alcuni partecipanti sulla sistemazione in tenda ed ancor di più “a fare cassa cucina”. Spiego che questo è l’unico modo per contenere le spese e che comunque sono già previste alcune tappe in ostelli e/o alberghetti (Ota – Girolata). Altri mi fanno notare, giustamente, che l’uso della tenda non è indicato nel riepilogativo del redazionale.
Il tempo e la fermezza delle mie decisioni mi daranno ragione. Con il passare dei giorni ci siamo adattati alle sistemazione in tenda ed abbiamo trascorso piacevoli serate, cenando con piatti di pasta ed insalate varie, abbiamo avuto modo di assaggiare vari salumi corsi, tartine di patè ed altre specialità dell’isola.
Il risparmio che si ottiene è notevole e si aumenta lo spirito di gruppo. Consiglio quindi di mediare tra tenda ed alberghetti/Gite D’Etape. Lungo i vari sentieri (GR 20, Mare- monti e Mare a Mare) è meglio appoggiarsi ai Gite d’Etape dove con 170/180 FF si può avere mezza pensione (HB) in dormitorio, sempre puliti, con cena abbondante (prenotare). Nelle località turistiche e di villeggiatura, ciò non è possibile e gli alberghi sono + cari e non hai la possibilità di cucinare (cena al ristorante) più la colazione al bar; ovviamente se si trova posto. Nei campeggi, invece, un “buco” si rimedia sempre anche se, in alta stagione, è meglio arrivare presto.
Valida alternativa a tutto questo sarebbero i Bungalow nei campeggi che offrono l’uso cucina, ma sono sempre strapieni.
Altre possibili escursioni da Corte, non fatte, sono la Scala Della Regina, passo alpino con gole da fare in pulmino (Lontana) ed anche la VAL RESTONICA. Molto caratteristica per le sue gole ove è possibile fare il bagno in alcune pozze ma sempre molto affollata; alcuni sentieri segnalati partono dal campeggio.
L. 19/7 CORTE–PALOMBAGGIA – CASC. PISCIA GALLO – PORTOVECCHIO (Km.150+trek)
Partiamo un po’ tardi poiché non c’è ancora confidenza con i tempi e la tenda (all’ultimo saremo dei veri professionisti con tempi da record).
A nessuno interessa il sito romano di Aleria e così in due ore di trasferimento siamo a Portovecchio.
Montiamo le tende, 2 ore di mare sulla bella ma affollata spiaggia di Palombaggia. Alle 16.00 partiamo per la montagna, prendiamo la D 368 ed in 40’ siamo nella foresta di Ospedale (già il nome è un programma, dopo il morto di Bastia) punto di partenza per le Cascate di Piscia di Gallo.
Ci vogliono 30’ minuti di facile percorso per poter vedere la cascata da lontano. Altri 15 minuti di discesa per un ripido sentiero dove occorre aggrapparsi ai rami, per arrivare sotto la cascata, che si infrange sulle rocce dopo un salto di circa 20 metri. 1 ora per il rientro ai pulmini, è una piacevole passeggiata.
Campeggio, doccia e cena al ristorante di Portovecchio, tanto per assecondare un po’ tutte le richieste. Portovecchio è un bel centro con un’animata vita notturna ed è un piacere fare una passeggiata dopo la cena.
Parlo con il gruppo per avere la conferma dell’itinerario da me previsto così da poter effettuare con un certo anticipo le prenotazioni (OTA).
M. 20/7 PORTOVECCHIO–ISOLA LAVEZZI – BONIFACIO–PORTOVECCHIO (km.60+barca)
Partenza alle 07.30 per Bonifacio, 30 minuti scarsi per raggiungere il porto da dove partono le barche per Lavezzi. Mentre i ragazzi fanno colazione e la spesa per la giornata (sull’isola non c’è niente, bisogna portare cibo ed acqua, crema abbronzante, cappello, occhiali da sole), vado a fare i biglietti per l’escursione.
Contratto con un paio d’agenzie sul porto ed alla fine concludo con la VEDETTES THALASSA LE CORSAIRE – tel. 04-95730543 – 70 FF pax, TLF.
Il giro prevede il passaggio dalle Bocche di Bonifacio, la scala des Aragones e le bianche scogliere, stop all’isola di Lavezzi (1 ora andata), sul ritorno circunnavigazione dell’Isola di Cavallo, visita di due grotte naturali. Un bel Giro: partenza ore 09.15 o 10.30 ritorno da Lavezzi alle 12.30/15.00 o 16.30.
L’isola di Lavezzi è una grossa formazione rocciosa con 2 o 3 belle spiaggette; la migliore ma anche la più affollata e quella arrivando sulla sinistra 10’ a piedi. L’isolotto si gira tutto in 30’.
Per il ritorno, bisogna trovarsi al molo d’imbarco in anticipo sull’orario previsto poiché, specialmente alla partenza delle 15.00, c’è molto affollamento e si rischia di perdere il battello.
Rientrati a Bonifacio (1,15 ora di barca), con il trenino turistico (30 FF pax TLF), saliamo alla città vecchia. Giro per la cittadella veramente incantevole, la chiesa di St. Marie Majeure, discesa per la scalinata degli Aragonesi (10 FF pax – 187 scalini), una vera prova di resistenza dopo l’intensa giornata di mare: sicuramente molto più bella vista dal mare ma comunque interessante.
Decidiamo di fermarci qui per cena e trovo un ottimo ristorante/cantina corsa in cima alla strada centrale, il menu offre specialità corse ad un prezzo ragionevole (90 FF pax).
Completo per mangiare fuori, le ragazze non vogliono fermarsi nel locale interno; peggio per loro (ma anche per me – la trippa corsa doveva essere deliziosa). Ceniamo in un ristorante non degno di menzione vicino alla chiesa centrale.
Rientro a Portovecchio, con alcuni arditi andiamo a fare il bagno di mezzanotte a Palombaggia – indimenticabile.
Qui a Portovecchio ci si potrebbe fermare un giorno in più qualora il gruppo preferisca la vita di mare. Sicuramente in questa zona vi sono le migliori spiagge ma è anche il posto più affollato.
M. 21/7 PORTOVECCHIO – SANTA GIULIA – CAURIA-CUCCURUZZU–SARTENE (km.120)
Solita sveglia 07.00 – 7.30, sbaracchiamo, 2 ore da passare alla bianca spiaggia di Santa Giulia. Lungo la strada vediamo dall’alto la spiaggia di Tamariccio, 4 Km sud da Palombaggia, che sembra molto carina e poco frequentata (si scende a piedi). Verso le 11.00, quando inizia ad essere troppo affollata, ce n’andiamo da Santa Giulia in direzione Sartene. Breve pausa al supermercato, per le 13.00 siamo in campeggio e rimontiamo le tende.
Alle 14.00 scendiamo al sito archeologico di Cauria, 15 Km. a sud di Sartene lungo la D48, per una stretta strada poco segnalata (occorre fare molta attenzione ad un incrocio a sinistra – un solo cartello segnala il sito).
Il sito è caratterizzato da alcuni menhir e da dolmen preistorici. Ingresso libero, 1,30 ora per fare il giro partendo dal parcheggio (la visita è ben spiegata sulla Planet).
Riprendiamo i pulmini e, superata nuovamente Sartene, saliamo verso il sito di Cuccuruzzu. Bisogna prendere la D268 a nord di Sartene, uscendo dal campeggio di Olva a destra e poi al bivio a sinistra.
Imboccata la D
268 si passa vicino ad un ponte veneziano, si prosegue diritto in direzione St
Lucia di Tallamo. Strada molto panoramica, con bellissimi scorci sul predetto
paese e sull’incantevole paesino di Mela (sarebbe interessante trovare da
dormire). Si prosegue ancora per circa 2 km. sino alla
segnalazione del sito. Parcheggio, 15 FF pax TFL, alla biglietteria consegnano
un guida in italiano da leggersi in corrispondenza dei vari punti segnalati
lungo il percorso.
Giro di 1,30 ora ad anello, si sviluppa dentro un fitto bosco in piano, si visitano alcuni reperti di vita preistorica e, in ultimo, una chiesetta del XV secolo. Piacevolissima passeggiata piaciuta a tutti.
Scendendo a valle, ci fermiamo al tipico borgo montano di St. Lucia di Tallamo dove visitiamo il vecchio frantoio delle olive. Troviamo un ristorantino per la cena, specialità corse e buon vino. Rientra a Sartene disfatti ma appagati.
Forse era meglio programmare prima la visita di Cuccuruzzo, nelle ore calde visto che è quasi interamente all’ombra, e nel pomeriggio tardi Cauria. Facendo così, però, non si sarebbe potuto cenare in montagna (vedete voi).
G. 22/7 SARTENE –FILITOSA – AJACCIO – PIANA – PORTO – OTA (Km. 180)
Tende smontate e per le 08.30 siamo in centro Sartene per colazione. Giro per il paese, molto caratteristico, si passeggia per le sue strette vie e scale, come in un labirinto, con alcune cantine, negozi di artigianato e di prodotti tipici corsi. La chiesa di Sainte Marie domina la piazza centrale con i soliti bar e bistrot alla francese. Non a caso definito il tipico villaggio dell’entroterra corso.
Ripartiamo per Filitosa, considerato il più interessante sito archeologico della Corsica. 22 FF pax TLF, il bigliettaio accoglie i visitatori fornendo una breve e simpatica descrizione della sito. A suo dire ci vuole minimo un’ora per la vita, con tappa d’obbligo di almeno 5’ sotto l’ulivo millenario.
Anche Filitosa documenta la vita preistorica della Corsica, con il castelli di pietra, i Menhir, la cava. Sembra che questa popolazione sia stata sconfitta, durante le lotte per il controllo dei pascoli, proprio dalle genti del castello di Cuccuruzzu. E’ stata una piacevole visita anche se un po’ troppo accaldata (attenzione al solito problema delle ore calde della giornata).
Lungo trasferimento, arriviamo ad Ajaccio dove per la prima volta ci dividiamo in alcuni gruppetti: parte vanno a visitare la casa di Napoleone, altri fanno un giretto per il non bellissimo centro di Ajaccio, altri ancora si dedicano alle spese ed acquisti vari.
Da Ajaccio, breve deviazione al capo di Punta Parata, 10 km ovest dal centro, da dove si possono ammirare le Isole Sanguinaires.
Si ritorna verso Ajaccio e ripartiamo per Porto- Piana, altre 2 ore di furgone, breve tappa per il centro di Piana alla ricerca di un punto panoramico sulle Calanches (ci torneremo), saliamo ad Ota che è quasi notte.
Mezz’ora per sistemarci nell’accogliente Gite d’Etape di Ota, tutti a cena per la migliore abbuffata della vacanza (salumi, zuppa corsa da 10 e lode, cinghiale, formaggio o dessert, vino rosso).
Questa sera ho la forte convinzione di avere UN GRUPPO unito, felice e armonioso. OTA è veramente incantevole, con vista panoramica sulle montagne.
Parlando con i ragazzi, propongo un paio di varianti al programma da me prestabilito: altra notte a OTA, disponibilità permettendo, salire ai piedi del Monte Cinto, poi giù al mare per Girolata (da raggiungere a piedi) evitando il giro della riserva di Scandola in barca, troppo cara e per turisti “normali”.
Mi danno carta bianca, ormai ho conquistato la fiducia di tutti, mi attacco al telefono, con l’aiuto della Planet, per le prenotazioni. Sembra tutto O.K., dovrebbe funzionare.
V. 23/7 OTA–GOLE DELLA SPELUNCA –EVISA–SPIAGGIA FICAIOLA- OTA (Km.80+trek.)
Purtroppo Chez Marie ha solo 4 posti per un’altra notte e parte del gruppo deve quindi traslocare nella vicina casa della Fam. Duchaud.
Per le nove siamo ai ponti genovesi posti alle bocche delle gole della Spelonca. Il sentiero inizia direttamente dal ponte carrabile e sale regolarmente lungo la vallata. In 40’ di facile cammino si arriva all’incantevole ponte Zaglia, dove immancabile arriva la foto di gruppo.
In teoria l’escursione alle Gole della Spelunca finisce in questo punto, che la mattina presto è ancora poco affollato. Il gruppo decide di proseguire per il sentiero; in un altro paio d’ore di cammino, un po’ più impegnative, si arriva direttamente ad Evisa: un paesino di montagna sulla strada per Corte.
Tutto il gruppo è riuscito a salire e la passeggiata è piaciuta a tutti.
Per evitare di dover tornare indietro sullo stesso sentiero, insieme con un altro “autista” scendiamo velocemente ai pulmini, non prima di aver fatto un bagno ristoratore sotto il ponte Zaglia, e in un paio d’ore siamo di ritorno ad Evisa con i pulmini.
Il tempo peggiora improvvisamente e quindi saltiamo la breve escursione alla piscina naturale della foresta di Aitone, 6 Km oltre Evisa, 20’ a piedi dalla Strada.
Scendiamo al mare alla piccola ma bella baia di Ficaiola, raggiungibile per una strada panoramica mozzafiato. Spiaggia di ciottoli, mare blu intenso, abbastanza affollata, nel tardo pomeriggio il sole sparisce dietro le montagne.
Risaliamo verso Piana per goderci le Calanches al tramonto, raffica di foto ed al termine “gambe sotto il tavolo” in un buon ristorantino di Piana. Rientro a Ota, soddisfatti della faticosa giornata.
S. 24/7 PORTO – PIANA – LES CALANCHES – CALACUCCIA (km. 120 + trek.)
Colazione da Marie, un affettuoso saluto alla signora e dopo una brevissima tappa a Porto per comprare il pranzo al sacco, arriviamo alle Calanches dove abbiamo in programma di trascorrere l’intera mattinata lungo i suoi sentieri.
Dopo il trekking ad Evisa, ci sentiamo ormai tutti alpinisti e quindi scegliamo di salire per il sentiero Blu per Capo d’Ortu, partendo dal bar Les Roches Blues, indicato in 2,30 ore di cammino.
Una prima parte nel bosco per un ripido ed impervio sentiero seguita da una rilassante camminata in falso piano di 30’ e per l’ultima ora si sale rapidamente sulla roccia sino alla vetta del Capo d’Ortu.
L’ultimo tratto è forse un po’ troppo difficile per camminatori normali, ma da lassù si può ammirare il panorama di tutta la baia di Porto e delle Calanches. Tutti, seppur qualcuno imprecando, sono riusciti a salire ma è in ogni modo una gita adatta a camminatori preparati.
Nella zona delle Calanches vi sono comunque numerosi altri sentieri,da 30’ a 3 ore, tutti ben segnalati e descritti in una cartina reperibile all’Ufficio del Turismo di Piana o al Bar Les Roches Blue.
Un bel itinerario che consiglierei potrebbe essere: salire per il sentiero verde (circuit 6 – Sentier de capu Vittulu), agganciare il percorso blue (Capo d’Ortu) e scendere al bar les Roches Blues, 5 ore in tutto, la maggior parte nei boschi, fattibile a tutti.
Torniamo a Porto, veloce visita alla Torre genovese dichiarata Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’UNESCO e per le 16.00 partiamo in direzione di Calacuccia, dove tramite la Planet ho trovato una sistemazione al Gite d’Etape du Convent.
Saliamo nuovamente per la strada di Evisa, attraversiamo la foresta di Aitone e superiamo il passo del Col di Verghiu (bella vista). Siamo passati nel giro di 1 ora dal mare ad un paesaggio tipicamente alpino, con impianti di risalita, case con tetti spioventi, pini e laghetti alpini.
Calacuccia è un piccolo borgo di montagna lungo le rive di un lago artificiale, non è nulla di particolare, ma è una buona base per le escursioni al Monte Cinto.
Cena “fai da te” nel refettorio del convento che si conclude con una calda serata in compagnia.
D. 25/7 CALACUCCIA–MONTE CINTO-PORTO– COL ST. CROIX -GIROLATA (90 + trek.)
Mattinata nuvolosa, alcuni decidono di restare al convento per riposare mentre altri salgono sul Monte Cinto. Dalla strada principale si prende a sinistra (ben segnalata) e dopo alcuni chilometri inizia una lunga strada sterrata, percorribile in auto, che porta direttamente al bar/rifugio l’Estradell, punto di partenza per i vari sentieri sul Monte Cinto.
Viste le pessime condizioni meteo, decidiamo di arrivare solo al Rifugio Erco, 35’ di facile cammino da dove eventualmente si può però proseguire per la vetta del Monte Cinto (3,30 ore) o al lago Cinto (2 ore). Breve sosta, fa molto freddo, scendiamo ai pulmini e verso Calacuccia.
Alle 13.00 ripartiamo alla volta di Porto e con 2,30 ore di strada siamo in cima al Col di St. Croix; qui parcheggiamo i pulmini e prepariamo gli zainetti con il necessario per trascorrere una notte.
Dal Colle si imbocca un sentiero ben segnalato in discesa che, in meno di 2 ore, porta a Girolata. Al fondo della prima discesa, facile e nei boschi, si arriva ad una grande spiaggia di ciottoli, con un bel mare. Alcuni si fermano a fare un primo bagno, noi proseguiamo lungo il sentiero ora più esposto al sole, un sali e scendi lungo la costa che non sarebbe faticosissimo se non fosse per il caldo.
Si raggiunge ancora una piccola ed incantevole spiaggia prima di arrivare alla baia di Girolata, dove ci sono molte barche a vela attraccate ed alcuni bar sulla spiaggia di ghiaia, con molte alghe, deve aver fatto da poco una mareggiata.
Girolata è un posto incantevole, un piccolo borgo su una rocca dominata da un castello genovese e ci si arriva solo a piedi o via mare, grazioso paesino. Con stupore scopro che il Gite d’Etape Cormorano è una delle più belle costruzioni della baia, direttamente sul mare.
Il padrone è un tipo molto singolare, un vero pescatore con tanto di tatuaggi e mani callose, ci offre menu fisso di pesce con ottima la zuppa di pesce, citata anche dalla Planet.
Si cena sulla terrazza vista mare, posto romanticissimo, da non perdere.
Visto che alcuni ragazzi hanno fatto molta fatica per raggiungere a piedi Girolata, forse per la stanchezza accumulata nei giorni precedenti, mi informo sull’esistenza di un eventuale percorso o modo alternativo di rientro.
Vengo a sapere di una barca da/per Calvi. Orario di partenza da Girolata 12.30 con 4 ore di navigazione raggiunge Calvi, 100 FF, ma non c’è tutti i giorni, occorre informarsi facendosi dare il numero dal Cormorano. Telefono e per domani (lunedì), è prevista la barca.
Perfetto, veloce sondaggio nel gruppo, 8 persone decidono per il rientro in barca mentre gli altri prima a piedi e poi con i pulmini, ritrovo al campeggio di Calvi (ottimo – si accontenta tutti).
L. 26/7 GIROLATA – COL ST. CROIX – GALERIA – CALVI (Km. 60 + trek/barca)
Per le 08.30 bisogna lasciare il Gite d’Etape (sono tassativi), quelli che torneranno in barca si fermano alla spiaggetta poco dopo di Girolata, noi in 1 ora siamo alla prima spiaggia, una breve sosta, saliamo al Colle di St. Croix senza difficoltà.
Con i pulmini percorriamo il tratto di strada più impegnativo di tutta la costa, da Porto a Calvi. Non esiste un rettilineo, la strada è a picco sul mare, strettissima, ha solo un piccolo muretto come parapetto. Si procede con medie bassissime, è molto bella ma il percorso è molto faticoso per chi guida. In due ore siamo a Galeria, non ci fermiamo alla spiaggia nera quindi per le 14.00 siamo al campeggio di Calvi. Qui l’affluenza turistica si fa notare: famigliole, bambini, caos, rumore, tutto esaurito, la spiaggia è molto affollata e piena di alghe (per la solita mareggiata).
Rimpiangiamo subito la tranquillità di Girolata e Ota, ma la zona intorno a Calvi è comunque molto interessante e merita di essere visitata attentamente.
Con un pulmino vado al porto ad aspettare i “marinai”. Ne approfitto per un giretto della città: carina, molti negozi di souvenir, un bel centro storico, la cittadella, il porto turistico.
Accompagno tutti in campeggio, ognuno libero di andare alla vicina spiaggia. Cassa cucina in campeggio, previo spesa al supermercato, passeggiata sulla baia e un po’ di vita notturna nell’animato centro di Calvi.
M. 27/7 CALVI – ALGAJOLA/BONIFATU – STRADA ARTIGIANI - CALVI (km. 80)
Il mio programma originario prevedeva un giorno di riposo, ognuno libero di far ciò che vuole (ogni tanto ci vuole, per staccare un po’). Nessuno vuole però lasciare il gruppo e pertanto organizzo due differenti itinerari.
Un pulmino per gli appassionati del mare, con mattinata alla spiaggia di Algajola o San Giorgio (quella del Club Med.), pomeriggio a seguire la Strada degli Artigiani: un itinerario turistico che attraversa città e paesi della Balagne, sulle alture tra Calvi e Ile Rousse, caratteristici per le antiche botteghe artigiane quali rilegatori, liutai, viticoltori ect. Un interessante giro, passando tra i villaggi di Corbara, Pigna (ceramiche), Aragna, S. Antonino (bel paese abbarbiccato sulle rocce), Monte Grosso, Calenzara (convento di S. Restituta, immerso negli Ulivi).
Prima di rientrare al campeggio, passaggio dalla punta sud di Calvi, sulla strada costiera per Porto, a godersi il panorama dal promontorio di Notre Dame della Serra.
Con l’altro gruppetto andiamo alla foresta di Bonifatu, venti chilometri ad est di Calvi passando per la Dipartimentale che costeggia l’aeroporto. E’ un parco nazionale con una foresta di pini marittimi e larici. Per le 09.30 siamo all’ingresso del parco (15 FF per veicolo) e dobbiamo scegliere tra i vari sentieri che propone la cartina del parco.
Prendiamo quello per salire al Rifugio di Carrozzo, 1260 mt.s.l.m., 2 ore di cammino, descritto anche nel capitolo escursioni e passeggiate della Planet. Una bella passeggiata, il sentiero sale costante per 2 ore ma non è difficilissimo; prima di arrivare al rifugio si può fare un piccola deviazione per la passerella sospesa del lago di Murella, dove il torrente forma polle d’acqua ottime per un bagno ristoratore.
Pranzo al rifugio, posto tappa della mitica G.R.20, rientro per le 15.00 a Calvi. Un po’ di mare alla spiaggia di Algajola e giro veloce per la strada degli artigiani. Solita cena in campeggio e serata sulla spiaggia.
M. 28/7 CALVI – ILE ROUSSE – OLETTA – MURATO – ST. FLORENT (Km. 130)
Verso le 07.00 inizia una leggera pioggerellina che ci obbliga a saltare la sosta al mare prevista per la mattina. Smontiamo il campo e trascorriamo un paio d’ore in centro a Calvi per la colazione e lo shopping.
Dopo 30 minuti di pulmino arriviamo a Ile Rousse, il paese è caotico (con la giornata di pioggia tutti hanno avuto la nostra stessa idea). Giretto per questo bel paese molto turistico e passeggiata all’Isola della Pietra, dove si trova una torre genovese.
Alle 14.00 ci rimettiamo in marcia ed in un’ora scarsa si arriva a St. Florent attraverso il deserto degli Agriates.
Proviamo a cercare una sistemazione alternativa al campeggio (bungalow, stanze in affitto), ma è tutto completo. Optiamo per il bel campeggio d’Ulzo, 3 Km. dopo il centro di St. Florent sulla strada per Patrimonio.
Montate le tende, partiamo per i villaggi di Oletta e Murato, sulla strada per Bastia. Oletta è un bel paesino con alcune piccole botteghe artigiane, un’antica chiesa.
Murato, un piccolo borgo di montagna ad alcuni chilometri da Oletta, è famoso per la caratteristica chiesa bianca e verde di San Michele, situata lungo la strada; di qui si può ammirare il panorama della valle di St. Florent e del Deserto degli Agriates. E’ anche il paese natale di due personaggi corsi divenuti famosi nel mondo (un terrorista rivoluzionario francese e un presidente della repubblica del Venezuela).
Scendendo verso il mare, ci fermiamo per una veloce visita al convento oramai in rovina di San Francesco. Lungo la strada di Oletta vi è una “Poterie”, laboratorio artigiano di vasellame in argilla/creta (alcuni fanno degli acquisti, nulla di speciale).
Solita cena in cassa cucina, riesco a farmi dare dal boss del campeggio un tavolo e sedie per tutti, riusciamo a mangiare un po’ da “cristiani”.
G. 29/7 ST. FLORENT – LODO/SALECCIA – PATRIMONIO - ST FLORENT (barca + trek)
Per le 08.30 siamo al porto di St. Florent. Vado subito a fare i biglietti per l’escursione a Lodo dal POPEYE (Tel. 04-95371907 - 50 FF pax – TLF) orari di partenza 09.00 – 10.30 – 12.00.
Alla biglietteria bisogna già fissare l’ora di rientro e decido per la barca delle 14.00 (il gruppo non è così fanatico del mare).
Consiglio di arrivare presto per i biglietti, il battello può trasportare solo 50 persone e vi è sempre molta gente, specialmente per la partenza delle 09.00. Nel frattempo il gruppo fa la spesa per il pranzo (frutta, panini, acqua) anche se sia a Lodo che a Saleccia vi sono dei piccoli bar-ristoranti.
E’ meglio evitare l’acquisto dei biglietti il giorno prima per la possibilità di un peggioramento delle condizioni meteo e del mare. Bisogna però, come già detto, andare in biglietteria la mattina presto.
Dopo un ora di navigazione con mare un po’ mosso (onda lunga), arriviamo alla bianca spiaggia di Lodo, a quell’ora praticamente deserta. Proseguiamo a piedi per Saleccia, 45 minuti di facile cammino, altra bella spiaggia con un campeggio adiacente (ci si arriva per una strada sterrata malagevole di 12 Km. da Casta sulla D81). Mattinata di mare, relax, giornale, libro, bagno.
Alle 13.00 riprendiamo la via del ritorno, ancora un veloce bagno alla spiaggia di Lodo, forse migliore di Saleccia. Un ora di navigazione per St. Florent. Una bella escursione.
Mentre i ragazzi si danno una rinfrescata in campeggio, con il pulmino vado a prendere al paese di Casta due del gruppo che sono rientrati a piedi da Saleccia.
Per le 16.00 ci incamminiamo per la Poterie di Oletta, qualche piccolo acquisto e proseguiamo per Patrimonio, famoso per i suoi vigneti e annesse cantine. Veloce visita alla chiesa di Saint Martin, il vero obiettivo della visita sono le cantine e le relative degustazioni.
Incominciamo con la cantina Clos de Bernardi, raccomandata dalla Planet. Purtroppo stanno imbottigliando e quindi non ci può far visitare il piccolo stabilimento ma è possibile assaggiare il suo ottimo moscato (tipico della zona, 17°), tutto venduto e non ne ha per noi.
Vicino alla rotonda fuori paese, altra cantina, Clos Marfisi, è molto carina ed il proprietario è gentile ed accogliente.
La migliore da noi visitata sebbene non bisogna aspettarsi posti tipo le nostre enoteche. Non essendo un vino da invecchiamento, non sono cantine interrate con botti di rovere, tini e torchi, solo un’esposizione di bottiglie ed un angolo degustazione; sempre ottimo e da provare il moscato, diverso dal Moscato nostrano. E’ simile al vin Santo, ne abbiamo comprato una bottiglia per il dessert dopo la cena in campeggio con tanto di biscotti tipici corsi simili a cantuccini toscani (reperibili al supermercato).
Rientro in Campeggio, solita cena, ormai siamo dei veri professionisti del campeggio, tutto organizzatissimo. Ci mancherà questa vita.
V. 30/7 ST FLORENT–NONZA–CENTURI–BARCACCIO –MACINAGG–ST FLORENT (km.130)
Partenza per le 09.00 per il giro del dito con le sue numerose torri genovesi (c’è ne sono circa 60, alcune bellissime a picco sul mare), Capo Corso e qualche spiaggia.
Prendiamo la D.80 a nord, superiamo Patrimonio, prima tappa al bellissimo villaggio di Nonza, costruito su un torrione roccioso. Visitiamo la chiesa di Sainte Julie, il vecchio borgo, la torre genovese con all’interno una bella mostra fotografica, la fontana miracolata di Sainte Julia e la spiaggia nera (foto in copertina della Planet).
Per una tappa alternativa, valutare l’Auberge Patrizi (tel04-95378216), vicino alla chiesa centrale di Nonza, ha una bellissima terrazza sotto un pergolato, affitta camere e mezza pensione, un posto incantevole. Nonza è stata da tutti considerata uno dei più bei villaggi visitati.
Continuando per la Dipartimentale a nord, incontriamo il paese di Pino, che vediamo velocemente anche se meritava una visita al suo convento.
Arriviamo a Centuri famoso per il suo porto utilizzato dai pescatori di aragoste. E’ un caratteristico borgo intorno al piccolo porto, faccio conoscenza con il vecchio pescatore dalla barba bianca, citato dalle guide per la sua somiglianza con Babbo Natale, un bagno veloce e si riparte per il Capo Corso.
Tappa di un’ora alla spiaggia di Barcaggio, di fronte all’Ile de la Giraglia, mare pulito, spiaggia piena di alghe per la solita mareggiata.
Breve trasferimento, arriviamo a Macinaggio, alla spiaggia di Tamarone, punto di partenza per la breve escursione lungo il sentiero dei doganieri sino alla Torre di Santa Maria e l’Isole della Finacchiarola con la sua Riserva naturale.
E’ l’ultimo giorno, siamo tutti un po’ svogliati, nulla interessa più i ragazzi, ormai con la testa siamo ognuno alle rispettive case, al lavoro, alla routine che ci aspetta da lunedì.
Peccato, perché questa breve passeggiata lungo la costa è veramente piacevole, lungo il litorale caratterizzato da una verde macchia mediterranea (40’ per andare sino alla seconda torre posta su un piccolo isolotto poco lontano dalla costa). Il ritorno per il sentiero interno, la cappella di Santa Maria, altri 30’ minuti e siamo sulla spiaggia per l’ultimo bagno della vacanza.
Ripartiamo per la parte orientale del dito, meno scoscesa dell’occidentale, più armoniosa e con ampie spiagge.
Arriviamo ad Erbalunga, un affascinante colpo d’occhio provenendo da Nord sulla Dipartimentale, con stradine caratteristiche e strette che conduco al vecchio porto sul promontorio, da non perdere.
Rientro a St. Florent per il Col de Teghine, che offre un bel panorama sulla città di Bastia e le paludi circostanti.
Ultima cena in un ristorante del centro, il padrone del campeggio ci consiglia Le Cabestan (tel04-95370570). E’ in centro ed è un locale molto carino e ben curato, peccato che sia completo e forse troppo piccolo per 14 persone.
Ripieghiamo per l’unico posto disponibile per un gruppo di 14 persone un venerdì sera, U-Molu, pessimo, stile catena di montaggio, impersonale, va bene solo per sfamare una folta schiera di turisti, sconsigliatissimo. Passeggiata per il centro, ultima notte di campeggio.
S. 31/7 ST. FLORENT - BASTIA – ITALIA/LIVORNO – CASA (Km. 40 + Traghetto)
Per le 09.00 abbiamo sbaraccato, per raggiungere Bastia percorriamo la D82 per Olmeta e oltre, in cima prendiamo la D62 che scende lungo il Defile di Lancome, un profondo Canyon sino al mare.
Per le 10.30 siamo al porto di Bastia, qui abbiamo alcune ore per visitare la città e fare gli ultimi acquisti.
La piazza St. Nicolas, famosa per la sua vita notturna, la città vecchia di Bastia con l’Hotel de Ville e la piazza del mercato e la cittadella.
Ci ritroviamo tutti al porto per le 12.30, imbarco previsto alle 14.00. Sul traghetto iniziamo a salutarci visto che molti hanno il treno appena sbarcati. Il traghetto tarda di 30’ all’arrivo, corsa disperata alla stazione e in molti saltano sul primo treno senza i soliti baci ed abbracci.
Ci rifaremo al prossimo raduno.
Uno dei ragazzi di Roma si è offerto di riportare il pulmino alla sede di Avventure del Mondo in modo da evitarmi il dover andare sino a Roma (per poi tornare a Cuneo).
E’ una vera fortuna, stanchissimo ma soddisfatto, posso tornare a casa pure io.