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1 (sabato 03 nov.): MILANO\ROMA – NEW YORK - ATLANTA (volo)
Due gruppi separati: da Roma diretti per Atlanta, appuntamento per le 07.00 banco Delta, avranno volo regolare e passeranno la notte ad Atlanta in un Hotel che gli avevo prenotato via internet. Per noi “milanesi” appuntamento alle ore 9.00, veniamo subito ripagati della levataccia delle 04.00 con quattro ore di ritardo. Gilberto, l’incarico dell’assistenza a terra di Avventure, si deve dare il suo da fare per sistemarci tutti in un nuovo volo. A causa del ritardo non riusciremo a raggiungere Atlanta in serata, ci trova un nuovo volo per l’indomani in modo da ricongiungerci con i “romani” al gate d’imbarco per Lima.
Un casino, devo subito telefonare all’Hotel d’Atlanta per cancellare la prenotazione delle nostre stanze (garantite con la mia carta di credito), cercare di avvisare gli altri del nostro ritardo e del nuovo appuntamento per domani.
Scrocchiamo un pranzo alla Delta, volo regolare, arrivati a NY per le 20.00, nonostante a Milano ci avevano avvisato che l’hotel sarebbe stato a nostro carico, provo ugualmente a rivolgermi all’assistenza Delta per reclamare la notte in Hotel. No problem, voucher per l’hotel, cena e colazione.
Ci sistemiamo in Hotel, veloce cena a Buffet, prendiamo due taxi sino a Times Square (30/45 $ a taxi)
New York, New York, vale la pena di spendere qualche decina di dollari per vedere questa impressionante città. A spasso per Manhattan, panorama dalla terrazza dell’Empire State Building (9 $), non riusciamo a vedere il purtroppo famoso ground zero (Twins Tower) perché tutta la zona è chiusa (sicurezza + maratona dell’indomani).
CONSIGLIO: Assolutamente non lasciarsi vincere dalla stanchezza del viaggio e visitare New York, a qualsiasi ora e prezzo.
2. (domenica 04 nov.): NEW YORK – ATLANTA – LIMA (volo)
Con lo shuttle dell’hotel (gratuito) raggiungiamo l’aeroporto di La Guardia, lunghi controlli di sicurezza, volo regolare sino ad Atlanta (12.30 – 15.00).
Abbiamo solo 3 ore per la connessione, mangiamo qualcosa ed aspettiamo d’imbarcarci per Lima. Finalmente conosciamo i partenti da Roma. Per loro tutto OK, nella mattinata hanno potuto visitare il centro di Atlanta, il palazzo della CNN, la sede della Coca Cola ect.
Imbarco e volo senza problemi, lunga coda alla dogana in entrata in Perù, Hugo ci aspetta all’uscita del terminal. Trenta minuti per arrivare al Bombini Hotel, velocemente assegno le stanze, spiego il programma per l’indomani, tutti a letto.
3. (lunedì 05 nov.): LIMA – PISCO (bus 230 km)
Liberi sino alle 12.30 per visitare il centro città: Plaza de Armas, il monastero e la chiesa di S. Francesco, la cattedrale ect.
Qualcuno cambia nelle varie case di cambio nei pressi di Plaza Major, leggermente meno convenienti di quelli fuori dal centro. Far attenzione ai cambiavalute abusivi, specialmente il primo giorno quando non si conoscono ancora la moneta locale.
Il lunedì alcuni musei di stato sono chiusi, dopo aver cambiato parte della cassa comune ci dirigiamo verso il museo dell’Oro, fuori città, 2 ore per la visita di questa enorme collezione di armi antiche, uniformi di ogni epoca e oggetti in oro del periodo preincaico e inca.
Si parte subito per Pisco, 3 ore di bella strada, ci sistemiamo nell’hotel San Jorge, prezzi leggermente maggiori di quelli indicati nelle mie relazioni (vecchie di un anno), decido di non andare al solito San Manuel (caro) e ceniamo in un modesto ristorante sulla via pedonale di Pisco. Prima di cena passo a organizzare l’escursione per le isole Ballestas, spietata contrattazione, partiremo con la prima barca del mattino, mi assicuro che sia il giubbotto salvagente (cialecos) e la radio di bordo.
4. (martedì 06 nov.): PISCO – Isole BALLESTAS – Penisola PARACAS – HAUCACINA – NAZCA (barca 4 ore – bus 230 km)
Alle 08.00
siamo all’imbarcadero per le escursioni alle Ballestas (20’ dall’hotel) la
barca ci sta aspettando e partiamo subito. E’ una piccola lancia da 23 posti
compreso il capitano e una hostess per le spiegazioni.
Il cielo è coperto, l’aria fredda, vengono utili il K-way e la felpa che avevo consigliato di portare. In 15’ usciamo dalla baia, costeggiamo un promontorio sino ad arrivare davanti al famoso Candelabro, una figura di 150 mt x 60 scavata sul fianco di una collina. Ancora 30’ per raggiungere le Ballestas, un gruppo d’isolette disabitate interamente ricoperte dal guano lasciato dai tantissimi uccelli marini che vivono qui. Impressionante le spiagge delle foche e dei leoni marini, migliaia di animali che rumoreggiano nelle insenature, qualche esemplare si avvicina alla nostra barca facendo evoluzioni acquatiche per attirare la nostra attenzione e magari scroccare un po’ di cibo (abituati da altri turisti, usanza che personalmente non condivido).
Posto molto
bello, si prosegue girando intorno a questi isolotti, l’erosione dell’acqua
e del vento ha formato numerose grotte e cavità, molto spettacolari.
In tutto 2 ore
per la visita, piaciuta a tutti, assolutamente da non perdere. ATTENZIONE,
in determinati periodi non si fanno escursioni nel pomeriggio per il mare
mosso.
Caffè all’affollato molo, nel mentre, con l’aiuto di Hugo, contatto i corrispondenti di Arequipa e Puno. Col pulmino entriamo nel parco della Penisola di Paracas (5 NS pax), arriviamo al mirador che da su una bella baia, famosa per la sua grotta naturale. Foto panoramica di gruppo, scendiamo a spiaggia per entrare nella caverna, interessante, piacevole.
Una breve visita alla laguna dei fenicotteri rosa, torniamo in hotel a riprendere i bagagli (Hugo consigliava di non portarli con noi per pericolo furti). Partiamo per Nazca, veloce visita ad una cantina di Ica, famosa per la produzione di vino e pisco. Visita non bella, serve solo per assaggiare ed eventualmente acquistare vino e pisco a prezzi leggermente inferiori alla norma.
Rilassante tappa ad Huacacina, un oasi composta da un palmeto e un laghetto. Alcuni di noi si esibiscono in una discesa dalla collina di sabbia con tavola da surf da neve, gli altri assistono e incitano comodamente seduti in un bar a bordo lago.
Lungo trasferimento per la strada costiera, ad un ora da Nazca abbiamo un piccolo contrattempo meccanico. Mentre Hugo e Alberto riparano il bus ne approfittiamo per cenare divisi in due ristornati di Palpa Panamericana Sur km. 396 (i ristorantini non sono attrezzati per gruppi molto grossi con conseguenti lunghe attese).
Belle stanze al Nido del Condor, di fronte all’aeroporto, comodo per il volo di domani, piscina e giardino (consigliato)
CONSIGLIO: prenotare il primo volo della mattina, generalmente previsto per le 7.00-7.30, c/o reception dell’hotel. Evitare colazione prima del volo, prenotarla per la tarda mattinata.
5. (mercoledì 07 nov.): NAZCA – CHAUCILLA – CAMANA’ (bus 300 km)
Primo volo del mattino alle 07.30, siamo fortunati ad avere un limpidissimo cielo azzurro.
L’Aerocondor dispone di 4 aerei, da 3 o 5 posti per un totale di 16 persone, per le 09.30 tutti abbiamo volato sulle linee. La gita dura 40’, i piloti devono compiere brusche virate per permettere la visuale delle figure da ambo i lati dell’aereo, le prime linee sono un po’ difficili da trovare ma una volta che ci si fa l’occhio è più facile apprezzare queste meraviglie ancora avvolta dal mistero.
Tassa turistica/imbarco di 5 NS pax, dopo il volo facciamo colazione, solo un partecipante ha sofferto il mal d’aria.
Alle 10.30 ripartiamo, visitiamo il museo di Nazca (5 NS pax + guida 20 NS), bella ed interessante la visita all’antico acquedotto ben spiegato dall’anziano guardiano (3 NS + 10 NS mancia). Torniamo in centro per un breve giro al mercato rurale dove compriamo qualcosa per pranzo, 30 km per arrivare al cimitero di Chauchilla, monotono e tutto sotto un sole cocente (3 NS pax, non c’è la guida).
Lunghissimo trasferimento lunga la strada costiera che attraversa vaste zone desertiche, arrivo in serata all’Hotel di Camanà, discreto e mal tenuto. Decidiamo di cenare al ristorante cinese sotto l’Hotel, i Cifa sono famosi in Perù ed è giusto provarne uno. Qualcuno ha ancora l’energie per fare un giretto in paese, questa sera c’è la fiera, numerose bancarelle e balli in piazza, molti loschi figuri in giro.
Avviso i ragazzi di preparare un piccolo bagaglio per i 2 gg al Colca, abiti pesanti, sacco lenzuolo, costume e asciugamano per un eventuale bagno alle terme.
CONSIGLIO: è possibile accelerare i tempi e cercare di arrivare direttamente ad Arequipa, Camanà è solo una tappa tecnica evitabile.
6. (giovedì 08 nov.): CAMANA’ – AREQUIPA – CHIVAY (bus 300 km)
Circa 200 Km di strada, lasciamo il livello del mare per salire sino ai 2350 mt. s.l.m. di Arequipa dove arriviamo per le 10.30. Passo al Terminal dei bus per prenotare e pagare il bus notturno per Puno (Destino Express, servizio Imperial, partenza 18.30 arrivo (previsto) 05.30, 40 NS pax). Mentre scarichiamo le valigie alla Casa del Melgar, arriva la ragazza dell’agenzia con la quale contratto e concordo l’escursione al Colca, solito giro di 2 giorni con guida.
Partenza immediata, la guida consiglia di mangiare dolci e cioccolata per alleviare i sintomi dell’altitudine, 4-5 ore per salire sino a Chivay con alcune tappe per ammirare la pampa e i nostri primi lama, alpaca e Vigogne allo stato bravo. Veramente un bellissimo posto questo parco nazionale dove questi animali sono tenacemente protetti. Sosta al “solito” rifugio, finalmente riusciamo a provare il famoso Mate di coca, breve passeggiata in cima al passo a 4880 mt. S.l.m.. Arriviamo a Chivay che è già notte, abbiamo ancora il tempo per un piacevole bagno nelle calde piscine di acqua termale di Agua Caliente (5 NS pax, consigliato). Tutto sommato è andata bene, nonostante l’enorme dislivello della tappa odierna ci sono solo 3-4 casi di soroche tra di noi, più o meno forti, qualcuno preferisce saltare la cena e stare a letto per riprendersi. Chivay è un paesino molto ameno, semplice, con un ricco mercato artigianale con prezzi più cari di altre località, comunque interessante e variopinto. Di giorno, nonostante l’altitudine, la temperatura è gradevole ma l’aria è fredda, di notte è particolarmente freddo, +/- 3 °.
Passo al ristorante “il nido”, consigliato/segnalato dalla nostra guida, una quadra dalla piazza, localino anonimo per turisti, buona cucina e servizio veloce, musica dal vivo a tutto volume (lo spettacolo “folcloristico” è compreso nel prezzo dell’escursione). Peccato che siamo tutti più o meno storditi dall’altitudine e non riusciamo ad apprezzare la serata.
CONSIGLIO: ricordare di portarsi costume e asciugamano, il bagno alle terme è veramente piacevole e rilassante.
7. (venerdì 09 nov.): CHIVAY–COLCA CANYON–AREQUIPA (bus 150 km)
Sveglia alle 05.00, partenza all’alba, 2 ore per arrivare al Colca Canyon, alla Cruz de Condor c’è già parecchia gente intenta a scrutare l’orizzonte alla ricerca dei condor.
Pare che c’è ne siano alcuni in giro, 30’ minuti per vedere questi enormi rapaci e ammirare il paesaggio. Ci incamminiamo lungo il bordo del Canyon per un trekking di un’ora (facile): il colca è immenso, la nostra guida Ivan ci spiega dettagliatamente le usanze delle popolazioni preincaiche che vivevano su queste montagne, l’architettura delle terrazze costruite dagli inca e, ancor oggi, intensamente coltivate.
Siamo veramente fortunati, mentre al mirador non siamo riusciti a vedere nitidamente i condor, durante la passeggiata riusciamo ad ammirare parecchi uccelli in volo, addirittura alcuni volano a pochi metri sopra le nostre teste, un esperienza unica.
Ritorno sino a Chivay con una breve tappa in un villaggio tipico, un paio d’ore per pranzare e lanciarsi nello shopping nel mercato rurale della città.
Lungo rientro sino ad Arequipa valicando nuovamente il passo a 4880 mt. s.l.m., ormai ci siamo acclimatati e non risentiamo di alcun malore.
Arriviamo alla bellissima casa del Melgar, un cortile interno con stanze sparse su vari terrazzi, assolutamente consigliato. Vado a prenotare il Bonanza, serata di follie al Forum con musica e balli, nella zona dei locali notturni (calle San Francesco), 2 quadre dall’hotel. Arequipa ha una vivace vita notturna con numerosi locali di musica dal vivo, pub, discoteche, quasi tutte nella stessa zona.
Il colca Canyon è stata un’esperienza entusiasmante, la zona e le montagne sono veramente belle, sarebbe valsa la pena della visita anche senza aver avuto la fortuna di vedere i condor.
8. (sabato 10 nov.): AREQUIPA – DESAGUADERO (bus 250 km)
Giornata libera sino alle 18.00 per visitare la caratteristica città di Arequipa, tranquillo centro coloniale con interessanti musei, chiese e tantissimi negozi di artigianato. Decidiamo comunque di visitare tutti insieme il Convento di Santa Catalina (25 NS pax + 50 NS guida), 3 ore per visita, passeggiando piacevolmente nelle viuzze di questa città nella città, la guida ci illustre le varie abitazioni ed i locali del convento.
Alle 12.00 tutti liberi, chi continua con la visita degli altri monumenti della città (cattedrale, La Compana, La Recoleta, musei), chi si lancia nello shopping nelle tante zone commerciali intorno a Plaza de Armas (molto carine le boutiques nel chiostro di La Compania).
Alle 17.00 appuntamento in Hotel, con 5 taxi raggiungiamo il terminal del Bus (attenzione che vi sono due scali: uno chiamato Terraporto e l’altro Terminal, sono comunque vicini), partenza puntuale con il bus Destino Express diretto per Puno. Appena in marcia i primi problemi meccanici, ci rilassiamo sui sedili reclinabili per far passare la notte, domani si vedrà. Avevo preso contatto con William (Colectur di Puno) per aspettarci alla stazione bus di Puno (arrivo previsto 5.30) per poi subito proseguire per La Paz (via copacabana) con l’autobus della Colectur.
CONSIGLIO: se si utilizza il servizio della Destino per Puno, comprare qualcosa per la cena e la notte poiché il bus non fa fermate intermedie (guasti meccanici a parte)
9. (domenica 11 nov.): DESAGUADERO – Bolivia - LA PAZ (bus 150 km)
Il programma del viaggio prevedeva di arrivare a Puno per le 05.30, a causa di vari guasti meccanici, abbiamo 4 ore di ritardo e alle 07.30 siamo solo a Desaguadero, città di confine tra Perù e Bolivia.
Sul bus mi informo della possibilità di proseguire direttamente per La Paz, sembra fattibile, scendiamo. Con 2 carrettini raccattati alla spicciolata ci facciamo portare i bagagli sino al confine, 300/500 dalla fermata. Al confine vedo un bus super lusso pronto a partire, siamo fortunati poiché è un bus di linea diretto per La Paz, 5 $ pax TLF, partenza per le 08.30, giusto il tempo di espletare le formalità doganali e fare una veloce colazione.
Ci liberiamo dei bagagli caricandoli sul bus, passiamo a timbrare il passaporto in uscita all’immigrazione peruviana (veloce), superiamo il ponte e ci presentiamo alla Polizia Boliviana dopo aver compilato il solito modello (coda). Dopodiché, ma anche prima, possiamo andare avanti ed indietro per la frontiera, l’autobus parte dalla Bolivia senza ulteriori controlli ma durante il tragitto vi sono numerosi controlli di Polizia.
Alle 12.00 siamo a La Paz, col taxi raggiungiamo l’Hotel, già prenotato, concordo con il corrispondente le varie escursioni di questi giorni (tutte facoltative). Alle 15.00 partiamo per il city tour, un giro in pulmino per la città, purtroppo è domenica e tutti i principali musei e chiese sono chiusi.
I monumenti più importanti sono in Plaza Mordillo, in cui domina la cattedrale, il palazzo governativo e il Parlamento boliviano. Dopo una breve visita alla chiesa di S.Pedro, scendiamo per le vie cittadine (la città è, infatti, costruita su di una specie d’imbuto circondata da altissime vette, di cui alcune coperte di neve) fino ad arrivare nella via delle banche e della finanza boliviana, vicino alla quale si trova l’interessante museo Tiahuanacu (chiuso).
Cena al Rodeo, bella churrascheria a 10’ di taxi dall’Hote (6 bol. Taxi). Passeggiata lungo il Paseo per tornare in hotel, 30’, piacevole, la città è molto animata, un sacco di gente per strada (attenzione al portafoglio).
10. (lunedì 12 nov.): LA PAZ – CHACALTAYA – VALLE DELLA LUNA – LA PAZ (bus 250 km)
Nessuno vuole perdersi l’escursione al ghiacciaio, partenza “comoda” per le 08.30, si sale sino Los Altos, la città costruita sull’altopiano di La Paz e crocevia di tutti i collegamenti con la capitale. Ci fermiamo in un mercatino per comprare qualcosa per pranzo e assaggiare le famose Salteňas, specie di calzoni ripieni di pollo e patate, deliziosi.
Percorriamo una
bella strada panoramica che attraversa la pampa e si arrampica lungo il versante
della montagna, la strada sembra un po’ pericolosa con profondi precipizi e
tratti senza protezioni, il pulmino è in buone condizioni e l’autista
prudente, sebbene inizi a nevicare non avremo problemi a raggiungere il rifugio
a mt. 5360 s.l.m.
Soffia un vento
freddo, nevischia, con qualche coraggioso montanaro saliamo sulla cima del
ghiacciaio, 40’ per arrivare a 5420 mt s.l.m..
In realtà è un pendio lungo non più di 200 mt ma, per l’altitudine, bisogna camminare lentamente e fermarsi spesso per riprendere fiato.
Durante le rare schiarite possiamo ammirare il panorama, si vedono tutte le valli sottostanti, il monte Illimani con le cime innevate e La Paz.
Un matè e una fetta di torta al rifugio, ritorniamo verso la capitale. Alle 14.00, questa volta sotto un sole cocente, partiamo per il sentiero nella Valle della Luna (40’ – 1 ora), zona di formazioni e guglie rocciose, graziosa passeggiata, stupendo scenario.
Alle 16.00 siamo in hotel, qualche ora per visitare la città, in special modo la zona intorno all’Hotel: mercato delle streghe, il museo della coca, Cattedrale San Francesco, shopping nei vari negozi di artigianato e souvenir (economici) o al mercato locale, molto variopinto e vivace (specialmente la mattina).
Cena a buffet al Gringo Limon, raggiungibile in taxi (6/8 bol a taxi), ritorno a piedi.
11. (martedì 13 nov.): LA PAZ – TIAHUANACO – LA PAZ (bus 180 km)
Escursione a Tiahuanaco, partenza alle 08.30, 2 ore per raggiungere il sito. S’inizia con il museo per conoscere e capire questa civiltà preincaica, 2 ore per la visita delle rovine.
Il sito è abbastanza spoglio, i vari edifici della vecchia città sono stati recuperati e restaurati solo in parte, grazia alla nostra guida della Diana riusciamo ad immaginare l'antico splendore di questa città. Non a tutti è piaciuto, specialmente a coloro che hanno vivo il ricordo dei siti Atzechi e Maya del Messico.
Alle 13.00 siamo fuori, nel rientrare in città possiamo ammirare le imponenti montagne della cordigliera intorno a La Paz. Pomeriggio libero per altro shopping e giretto per la città, cena in Hotel con Peňa (show musicale e danza locale).
12. (mer.14 nov.): LA PAZ – COPACABANA – Perù – PUNO (bus 340 km)
Pulmino privato pronto per le 08.30, in 3 ore siamo alle sponde del lago Huinaimarca, propaggine del lago Titicata, località San Pedro di Tequile. In 15 minuti traghettiamo su una piccola lancia, il pulmino utilizza un’altra chiatta. Al villaggio di San Pedro compriamo qualcosa ma mangiare (specialità trote, cotte al momento), altri 50 km e siamo a Copacabana. (12.00).
L’autobus si ferma di fronte all’ufficio della Colectur dove è già pronto un altro mezzo per proseguire sino a Puno, quest’ultimo diviso con altri turisti. Un paio d’ore liberi per visitare la cattedrale della Virgen Negra e pranzare in una delle bancarelle del mercato municipale. Copacabana è una ridente località turistica con bei localini frequentati dai molti turisti di passaggio da/per Puno.
Qualche chilometro sino alla frontiera, bisogna timbrare all’ufficio immigrazione Boliviano, poi, superando a piedi il confine, compilare il solito modulo e presentarlo alla Polizia Peruviana. In tutto circa 2 ore, altre 2 ore per arrivare al deposito della Colectur di Puno.
Il signor William ci sta aspettando, purtroppo non ha prenotato l’Hotel Taquile (leggermente migliore), tocca ripiegare sul più spartano e essenziale hotel Monterrey, in pieno centro.
Mentre ci sistemiamo nelle stanze, discuto con William il programma per la visita delle isole sul Titicaca ed il sito di Sillustani, prezzi fissi non contrattabili, provvederà anche a prendere il biglietto del treno per Cuzco e trasferimento sino alla stazione.
Vado a prenotare e concordare il menu al Casona Rest., fine serata a bere qualcosa al Positive Vibration, localino alternativo con musica rock a tutto volume. Mi raccomando di preparare uno zainetto con il necessario per due giorni alle isole, torcia elettrica e sacco pelo o sacco lenzuolo.
CONSIGLIO: alle Amantani c’è veramente poco, un buona idea è portarsi qualcosa di extra da mangiare, come bustine di tea o caffè, qualche dolcetto.
13. (giov. 15 nov.): PUNO – ISOLE UROS – IS. AMANTANI (barca 5 ore)
La via dell’hotel è chiusa al traffico, dobbiamo “allungarci” sino a Plaza de Armas per raggiungere il pulmino che ci porterà sino al molo. All’imbarcadero compriamo dell’acqua, io prendo dei generi alimentari da regalare alle famiglie che ci “ospiteranno” (con cassa comune: riso, pasta, olio, zucchero, un pezzo a partecipante).
Barca molto comoda, spaziosa, ha una parte chiusa e una scoperta, sul tetto si può prendere il sole; equipaggio composto dal capitano, un tuttofare e la guida (Alfonso), quest'ultimo bravo e preparato.
Un’ora di navigazione, attracchiamo alla prima isola galleggiante, strana la sensazione che si prova camminando su queste piccole isolotti artificiali costruiti con strati sovrapposti di canne e paglia.
Breve spiegazione di Alfonso sugli usi e costumi delle antiche popolazioni delle Uros, un giretto tra le bancarelle, qualcuno utilizza le barche locali per arrivare alla seconda isola da visitare (poco distante).
Complessivamente visitiamo Santa Maria e l’Isola Tapiri, quest’ultima un pochino più grande e con un piccolo museo. Sebbene molto turistiche, queste isole sono caratteristiche e valgono una visita.
Tre ore di
navigazione sino ad Amantani, al porto troviamo ad attenderci le varie signore
che “offrono” ospitalità. La guida stila un elenco, non so con quale
criterio sceglie le fortunate, ci dividiamo a gruppi di tre, appuntamento alle
16.00 in piazza.
La sistemazione
offerta è spartana, così come i pasti (pranzo, cena e colazione; zuppa, riso,
patate), personalmente non ho avuto alcun contatto con la famiglia che mi
ospitava mentre altri del gruppo hanno avuto modo di dialogare e conoscere
meglio la gente di quest’isola.
Alle 16.00 partiamo per una breve escursione sulla montagna dell’isola, in cima della quale vi è l’antico tempio di Pachatata (altra cima, più bassa, tempio Pachamama), circa un’ora di facile salita. Dopo una breve spiegazione, un po’ di tempo per meditare e aspettare il tramonto, molto suggestivo.
Dopo una frugale cena (ognuno nella propria casa), ci ritroviamo in piazza per vedere uno spettacolo musicale, organizzato ad hoc per noi, nulla di speciale, ci ripaghiamo con un indimenticabile stellata.
14. (ven. 16 nov.): Isola AMANTANI – Isola TAQUILE – SILLUSTANI – PUNO (barca 5 ore)
Sveglia all’alba, qualche ardito montanaro sale nuovamente al tempio di Pachatata per veder l’alba e “raccogliere” l’energia positiva di quel luogo. Alle 07.30 siamo al porto e ci imbarchiamo per le Taquile.
Un’ora di navigazione, si sbarca dietro la collina dell'isola di Taquile, 50’ di facile cammino per giungere alla piazza centrale del villaggio (la salita dal porto principale è una scalinata “allucinante”, evitare). Alfonso ci illustra gli usi degli abitanti dell’isola, ci mostra alcuni lavori di tessitura artigianale spiegandoci le simbologie delle diverse colorazioni degli abiti tradizionali. Un paio d’ore per gironzolare in paese e pranzare, il paese è molto piccolo con qualche negozio di artigianato, pare che in alta stagione sia affollatissimo di turisti (e sì vede….), scendiamo per la panoramica scalinata sino al porto principale, imbarco alle 13.30.
Arriviamo a Puno dopo tre ore e mezzo di navigazione, al porto troviamo ad attenderci William con il pulmino pronto per la visita di Sillustani. 40 km circa da Puno, 2 ore per la visita, Sillustani (5 NS pax TLF) è un importante sito preincaico famoso per le sue torri funerarie in pietra,. Un temporale in arrivo ci costringe ad accelerare la visita, niente museo e si ritorna in albergo.
Cena al buon Don Pedro, anche stasera ci tocca cenare accompagnati da orchestrina locale. E' inevitabile, questi gruppetti musicali girano di ristorante in ristorante e quando vedono tavolate di turisti iniziano a strimpellare.
15. (sabato 17 nov.): PUNO – CUZCO (treno 11 ore)
Treno previsto per le 08.00, con il pulmino di William arriviamo in stazione con largo anticipo, bisogna lasciare i bagagli al deposito per essere caricati in un carro merci. Ho prenotato posti in classe turistica (la più economica), 22 $, sedili contrapposti con tavolino nel mezzo e servizio bar ristorante, non economico, conviene fare scorta a terra. Il treno è ad uso esclusivamente turistico, su questa linea non esiste altro collegamento.
Il treno parte con un ora di ritardo, il vagone balla molto ed è quasi impossibile leggere.
La giornata scorre lentamente tra panorami di paesaggi andini, fermate in strane stazioncine gremite di gente e venditori (si può acquistare qualcosa da mangiare a prezzo contenuto, empananda, saltegnas), il gruppo manifesta tutta la sua vivacità facendosi conoscere dai viaggiatori sul vagone, qualcuno leggermente indispettito dal nostro esuberante rumoreggiare.
Partita a carte, bisca, battaglia navale, pennica, lettura di tarocchi ect, è stata veramente una giornata divertente e per nulla monotona, direi piuttosto rilassante.
Per le varie ed impreviste fermate non vi è alcun orario di ripartenza, generalmente il treno suona prima di partire, si può scendere tranquillamente senza però allontanarsi troppo.
Arrivo a Cuzco alle 19.30 (il viaggio è previsto dalle 10 alle 12 ore), alla stazione un po’ di caos per ritirare i bagagli, poi tutti in hotel con l’autobus della Panorama Tour pronto alla stazione.
Breve chiacchierata con Yovana della Panorama circa il programma dei prossimi giorni, già anticipato via fax dall’Italia e successivamente confermato per telefono da Puno.
Specialmente per l’inca Trail conviene prenotare con largo anticipo per trovare posto al rifugio e sul treno, per le altre escursioni non c’è problema. Riesco a strappare qualche dollaro di sconto sulle escursioni, Yovana mi consiglia il Pachamama Ristorant, locale carino in centro ma assolutamente inadatto per gruppi numerosi.
ATTENZIONE: per prenotare l’Inca Trail occorre la fotocopia del passaporto, portarla dall’Italia o farla fare durante il viaggio.
16. (dom. 17 nov.): CUZCO – CHINCHERO – VALLE SAGRADA – OLLANTAYTAMBO – PISAC – CUZCO (bus 180 km)
Tutti insieme per l’escursione alla Valle Sagrada, da fare assolutamente di domenica poiché gli altri giorni non ci sono i mercati tipici di Pisac e Chincero.
Conosciamo la nostra guida, Wilma, puntualità tedesca e stile autoritario, molto preparata e parla un buon italiano, consigliata. Partenza alle 08.00, meno di due ore per arrivare a Chincero dove, dopo aver comprato il Visitor Ticket da 10 $ (tutti i siti di Cuzco e dintorni, chiese x 4 giorni), visitiamo le rovine del sito Inca, l’antica chiesa e il mercato. Quest’ultimo, a dire di Wilma, dovrebbe ancora essere tipico ed originale caratterizzato da baratti di prodotti agricoli tra i locali.
In realtà, una piccola parte è ancora un vero mercato rurale, con donne in abiti tradizionali, ma una buona parte, sempre maggiore, è oramai affollato da venditori di souvenir e altri prodotti d'artigianato la cui vendita è sicuramente più remunerativa che i poveri baratti.
Anche questo
mercato, come quello di Pisac e in altre parti del mondo (Chichicastenango, ect),
è destinato a morire. Spunti
interessanti per il nostro album fotografico, Wilma ci “concede” due ore per
la visita. Altre due ore per arrivare a Ollayntambo, molto bello e ben
conservato il sito inca, 1 ora per salire e scendere da queste terrazze
ornamentali.
Per le 14.00
siamo a Pisac, l’intero paese è trasformato in mercato, lungo le vie
bancarelle di prodotti artigianali per turisti (maglie, tappeti, ceramiche,
abiti, stoffe ect), nella piazza una parte riservata al mercato locale. Wilma ci
porta in un forno tradizionale vicino alla piazza dove pranziamo delle
Impanandas, buone ed economiche. Un paio d’ore per giracchiare tra le tante
bancarelle, non c’è ressa ed è piacevole camminare in queste vie, caffè
sulla terrazza della piazza a contemplare la vita del paese.
Saliamo al sito
di Pisac, circa 30’ di strada dal paese moderno, molto interessante la
passeggiata lungo il versante della montagna alla scoperta dell’antica città,
arroccata e tutt’ora ben conservata, 2 ore e mezzo per la visita.
Stremati
ritorniamo a Cuzco, prenoto il Rist El Nevado, questa sera alcuni di noi voglio
assaggiare il Cuy (30 NS, buono, a chi piace, prenotare).
Fine serata all’animata discoteca Mama Africa, sulla Plaza de Armas, mitico locale di Cuzco, balliamo sino a tardi, peccato che alcuni di noi domani dovranno partire per l’Inca Trail di 4 gionri. Pazienza, cammineranno con il mal di testa…..
17. (lun. 19 nov.): CUZCO – 4 RUINAS - CUZCO (bus 6 ore) - I/4 gg. Inca Trail
E’ mio dovere di capogruppo alzarmi alle 04.30 con i montanari in partenza per l’Inca Trail, tutto ok, passa il pulmino a prenderli, saluti e auguri, torno a letto per qualche ora di sonno. 08.30 partenza per il giro delle 4 ruinas:
Tambo Machay con vasca cerimoniale detta anche el bano dell’inca;
Puca Picara, piccolo sito ben conservato, probabilmente una postazione militare inca;
Quenko, che significa ziz-zag, è costituita da una grossa roccia interamente scolpita nella quale sono tracciati dei cataletti che servivano per dei rituali;
Sacsayhuaman, la più grande e interessante, la testa del Puma che raffigurava la città, alti e lunghi bastioni di pietra.
Visita nel complesso abbastanza interessante, tutti i siti sono sulle colline intorno a Cuzco e si godono ottimi panorami della città. Questi sono i luoghi sacri degli Inca, Wilma è molto brava e ci coinvolge con le sue spiegazioni sui riti cerimoniali di queste antiche popolazioni, tutt’ora ancora praticati.
Per pranzo siamo di ritorno, pizza in centro, pomeriggio libero per visitare le molte bellezze della città.
A Cuzco la maggior parte delle chiese e dei conventi aprono dopo le 14.00, alcune alle 17.00, è veramente una bella città, pulita, ordinata, vivace.
I Giorno Inca Trail:
Il bus che deve portarci al Km 88 della ferrovia arriva alle 5, non c'è il tempo per fare colazione. Siamo i primi, giriamo mezzora per Cuzco, centro e periferia, cercando disperatamente alcuni partecipanti. Verso le 6 raccogliamo un italiano Luigi ed imbarchiamo un gruppo di 7 ragazzi "from USA", ma ben mimetizzati tra loro ci sono 2 ragazze e un ragazzo brasiliani. Una coppia di inglesi ci rincorrono per strada e salgono trafelati, erano quelli che non riuscivano a trovare.
Si parte. Le guide sono due: Willy (o almeno credo) e Ariel (l'assistente che lava più bianco). Non mi hanno fatto una grande impressione, voto 5.
La strada scavalca Sacsahuaman e si avvia verso il corso dell'Urubamba, supera Pisac e Ollantaytambo, diventa non asfaltata e si addentra nei floridi campi che costeggiano il fiume. Verso le 10 (non ho segnato bene gli orari) si arriva alla stazione del km 88. Ci studiamo un po’, gli americani sembrano terribili, grossi e palestrati, tecnologicissimi, cosi dovevano sembrare Pizzarro e i suoi agli Inca nel 1530 circa, i loro zaini fanno paura, hanno tutto, tende, piccozze, carbonio, kevlar, etc., ma per loro saranno piume, penso. Noi ci siamo portati giusto il necessario e litighiamo un pò con la guida per chi deve portare il materassino di 200 grammi. Secondo l'agenzia noi si portava solo il nostro. Comunque abbozziamo.
Al ritrovo si muovono tanti altri gruppi, noi dopo un ora e trenta circa e una piccola colazione, ci muoviamo. Attraversiamo il fiume Urubamba, che in questo punto è pieno di poderose rapide e viene chiamato dai locali Wildcayote (credo) e ci si avvia lungo un sentiero in un vallone laterale che costeggia il Rio Kusichaca.
Il sentiero è alquanto trafficato e ci si ferma spesso. Dopo un pò si vedono dall'alto le rovine di Llactapata, qualche spiegazione della guida e si riprende. Nel primo pomeriggio ci si ferma pranzo, ottima sopa e poi spaghetti al sugo, al dente e più che accettabili. Mentre mangiamo prima pioggia del trek, il tempo di indossare le mantelline pranzare e prima di ripartire è già finita. Osserviamo per la prima volta il nostro cuoco Martin, un vero maitre, e altri 4 portatori. Il tempo sarà piuttosto clemente, ne caldo ne freddo e relativamente poca pioggia.
Si riparte, la prima giornata non presenta particolari difficoltà e alle 15 e 30 noi quattro e Luigi siamo gia al primo campo a Wayllabamba (h.3000 m.). Luigi sembra arrivato li per caso, ha uno zainetto di tela militare beige in una mano, il bastone nell'altra, e il sacco a pelo appeso con un filo sulla spalla, porta scarpe inglesi da passeggio ed è un pelino sovrappeso. A suo dire sono mesi che fa vita sedentaria, eppure il buon Luigi si farà tutta questa camminata senza alcuna fatica, manco fosse a passeggio per il centro di Roma. Alla spicciolata arrivano gli altri, sembrano più stanchi di noi, proviamo a contrattare con la guida e con gli altri un'altra oretta di cammino per risparmiarci una parte della fatica del giorno dopo. Ma una ragazza americana si sente poco bene e il campo è gia pronto. Esploriamo la zona: è piena di casette sgarrupate di agricoltori, piccoli appezzamenti, con il loro galli nel cortile e i porcellini d'india in casa. Dovunque tende di trekkisti. La valle da un lato guarda il magnifico Nevado Salkantay ( 6271 m.) e con l'andare della sera le nubi di diradano e il biancore delle nevi rischiara tutto. Dall'altro lato le rampe della salita di 1200 m del giorno dopo. Alle 17 ora del tè o del matè di coca a seconda dei gusti, con quantità industriali di pop corn, una costante anche nei giorni seguenti. Alle 19 e 30 cena, sopa e secondo, ottima, sarà sempre così anche nei giorni seguenti.
Le tende sono piccole e ben fatte da 2 posti, dormo con Pietro, Sabina, la principessa è sola, Andrea con Luigi. Gli americani fanno tutto da soli, e si montano le loro fantascientifiche tende. La sera e fresco, ma non freddo, si sta bene.
18. (mar 20 nov): CUZCO–Km.104–HUINAY HUANAY (treno 4 h+trek 2 h) - II/4 gg. Inca Trail
Alle 06.30 saliamo sul pulmino che ci accompagna sino in stazione, tanti venditori di acqua, mantelle per la pioggia e caffè, il treno è più spartano di quello di Puno ma comunque resta sempre solo per turisti.
Partenza prevista per le 08.00, solito ritardo, è strano vedere come il treno supera le colline sopra Cuzco zizzagando avanti ed indietro sul versante della montagna, percorriamo parecchi chilometri dentro il canyon del fiume Urubamba.
Arriviamo al mitico Km 104, non c’è nulla, siamo nel mezzo della foresta fattasi più lussureggiante per la minore quota (siamo a 2000 mt. S.l.m.). un sacco di gente scende dal treno, attraversiamo un ponticello e ci fermiamo al primo posto di controllo. Pranzo al sacco, breve visita al vicino sito inca, iniziamo a salire.
Personalmente, calcolando che sono di Cuneo e che le montagne per me sono di casa ma comunque non sono un alpinista, questa passeggiata di 2- 3 ore non è stata faticosa, il sentiero sale in modo costante lungo il fianco della montagna, ben segnalato, nessuna rampa “ammazza cristiani”. Vi sono parecchi punti sosta, tutti siamo riusciti ad arrivare al sito di Huinay Huanay senza troppe difficoltà. Brevemente facciamo un giretto nel sito, le nostre guide (Maria Isabel e Marisol) non ci sembrano all’altezza e già rimpiangiamo la teutonica ma preparata Wilma (richiesta ma, a quanto pare, non disponibile).
Ancora dieci minuti di cammino e arriviamo al rifugio, un bel terrazzo con un ottima vista panoramica sulle montagna ma con, purtroppo, troppa gente e troppa musica rock ad alto volume (dimenticatevi la pace dei nostri rifugi alpini).
Un paio d’ore di relax, cena, inizia a piovere, stappiamo la bottiglia del pisco e facciamo la nostra offerta a Pachamama, preghierina con richiesta di bel tempo per domani. La Dea terra sembra ascoltarci, già dopo cena il cielo si apre offrendoci una bella stellata, a letto presto, domani levataccia.
II Giorno inca Trail:
Sveglia alle 6, in 15' siamo pronti. Alle 7 colazione e noi 4, Luigi e 2 americani partiamo. Gli altri stanno ancora smontando le tende. Andiamo piano ma senza fermarci, mi sento bene e dopo una mezz’oretta vado avanti un pò più veloce. Vado bene per un paio d'ore, senza fermarmi, gli altri 3 sono un centinaio di metri dietro di me, Luigi e i due americani si sono staccati. A 15' minuti dall'arrivo ho una piccola crisi, mi sono disidratato , mi fermo a mangiare la mela che ci hanno dato prima della partenza. Andrea, Sabina e Pietro poco più indietro vanno avanti. Finiranno la salita in 2 h e 45', Pietro dopo 5', io dopo altri 10', secondo la mappa ci volevano 5 ore e mezza. Ma noi siamo allenati, zaini scarichi e acclimatati. La salita non è cosi terribile come si dice, quello che mi dava fastidio a volte erano i gradoni che mi spezzavano il passo. Dopo un ora arrivano 2 americani e il solito fresco Luigi. Pian piano arrivano gli altri e l'ultimo, un americano di colore, grosso come un armadio, dopo un paio d'ore. Quando si arriva su sono abbracci, gimme five, e grandi pacche sulle spalle, foto di gruppo a iosa. Capiamo che gli americani sono li da poco e ancora devono ancora abituarsi ai 3000 di quota media, figuriamoci a portare quel popò di roba. Noi italiani si riparte verso le 12:30 e in poco più di un oretta di ripida discesa a gradoni si arriva alla zona di campeggio di Pacamayo (a circa 3000 m.). Toccherà fermarsi qui, anche se il nostro piccolo gruppo potrebbe fare ancora tanta strada e raggiungere l'accampamento successivo. Fa nulla, consumiamo il pranzo, qualche giro, poi il tè. L'accampamento è pieno di fango, brutto segno: infatti verso le 18 attacca a piovere. Ci si chiude in tenda e personalmente mi abbiocco. Veniamo svegliati alle 19:30 per cena, consumo un paio di ottime sopa alla minuta e rinuncio al secondo, continua a piovere, e credo smetta verso le nove, ma stavo già facendo ottimi sogni. La notte ho avuto un po’ freddo per l'umidità, è ho indossato il pile. La tenda comunque asciutta.
19. (merc. 21 nov.): HUINAY – MACHU PICCHU – AGUA CALIENTES – CUZCO ( trek 4 ore + treno 4 ore)
III/4 gg. Inca Trail
Sveglia alle 04.00, veloce colazione e partenza per le 05.00 quando è ancora buio, in un’ora di cammino lungo un sentiero di media pendenza si arriva alla mitica Porta dl Sol. Da qui si gode un panorama impagabile sulla valle del Machu Picchu e sul suo sito.
Aspettiamo l’arrivo dei primi raggi di sole, mitico e mistico momento seppur in luogo troppo affollato, un’altra ora per scendere sino al Machu Picchu.
Immancabile
foto di gruppo con sfondo delle rovine, due ore per la visita guidata purtroppo
mal spiegata dalle nostre guide. E’ comunque un posto fantastico, tra queste
montagne e profondi canyon si assapora una atmosfera di grandezza e di mistero.
Alle 10.00 siamo liberi, qualcuno sale sul Wayna Picchu, 2 ore andata e ritorno, difficile e faticoso; altri vanno al ponte levatoio (1 ora, facile), i più pigri o stanchi si concedono un po’ di relax sui prati della piazza centrale del sito. Discesa a piedi sino al fiume, 1 ora e mezza di scalini spacca ginocchia, c’è però la possibilità di raggiungere direttamente Agua Caliente con un autobus (4,5 $). A piedi, invece, superato il ponte sull'Urubanba si deve ancora camminare 3 chilometri sino al paese, molto cresciuto sotto la spinta del turismo, pieno di costosi ristoranti e tanti negozi di souvenir.
Nessuno ha voglia di camminare altri 20’ per andare alle terme, la stazione è poco fuori il paese, alle 16.30 partenza per Cuzco (posti sempre prenotati), arrivo a Cuzco alle 21.00. Ci buttiamo al Los Toldos Chicken per una veloce cena, buon ristorante con ottimi piatti di pollo.
III Giorno Inca Trail:
Sveglia e colazione, noi italiani veniamo accompagnati dalla seconda guida Ariel, gli americani restano molto più indietro, anche per le tende. Si parte con una salita facile di 400 m. fino al passo di Sayamarca (3580 m di h), poi si inizia a scendere velocemente fina al campo di Qonchamarca. Lungo la discesa ci sono rovine interessanti. Qui facciamo una delle comide più buone del viaggio, una sopa fatta con le erbe raccolte per strada e un secondo con un sughetto meraviglioso, facciamo tutti il bis. Propongo a Martin di aprire insieme un ristorante in Italia. Ripartiamo presto, sempre noi 5, mentre arriva il resto del gruppo. Il tratto successivo è secondo noi il più bello del trekking, in un percorso che si dondola dolcemente in una natura sempre più tropicale, procede senza strappi a ridosso delle montagne, dando una sensazione di pace meravigliosa a tutti noi. Il tempo è bello. Sul percorso ci sono varie chicche tra cui un tunnel nella roccia e punti panoramici e rovine. Alle 14:30 arriviamo all'ultimo campo di Winay Wayna (2650 m. di h.) tentiamo di passare alla biglietteria per Machu Picchu per vedere il sito al tramonto dalla Porta del Sole, ma veniamo respinti al mittente: ci dicono che non fanno più tornare gente alla porta dopo le 14:30 e che quindi non siamo più in tempo. Sembra poco convincente e la nostra viceguida non riesce a perorare adeguatamente la nostra causa. Ripieghiamo su un museo naturalistico situato presso il rifugio e sulle rovine locali, la cosiddetta piccola Machu Picchu: non male. In serata tè e cena serviti nel rifugio. Si compra un bel pò di birra per tutta la comitiva e partono le danze.
20. (giov. 22 nov.): CUZCO - IV/4 gg. Inca Trail
Intera giornata libera, l’ideale per riposarsi dalle fatiche dell’Inca Trail e per visitare con la dovuta calma la bellissima città di Cuzco. A piccoli gruppi vediamo le varie chiese (Cattedrale, La Compania, La Merceded, San Blas), i monumenti, girovaghiamo per gli antichi quartieri a scoprire incantevoli angoli e vicoli, spesso costruiti sulle mura della Cuzco Imperiale.
Ci ritroviamo per pranzare in un localino tipico (non per turisti) dove con 5 NS facciamo un pasto completo, passo ancora alla Aeroandina per avere ulteriore conferma dell'orario del volo, pomeriggio per riposare e preparare il voluminoso bagaglio, appesantito dai tanti acquisti.
Il gruppo è sempre stato molto unito e gioviale, la prova evidente l’abbiamo questa sera quando il gruppo vuole aspettare i 4 “alpinisti” dell’Inca Trail per poter cenare ancora una volta tutti insieme; Arrivano tardi, solo alle 21.30 riusciamo a sederci a tavola all’ottimo (e prenotato) el Folgon.
Fine serata al pub inglese di Plaza De Armas (perché andare in un pub in Perù???) e poi Mama Africa (un Cult di Cuzco), la vacanza è finita e già s’inizia a parlare di casa e lavoro, argomenti quasi del tutto dimenticato in queste passate tre settimane.
IV giorno Inca Trail:
L'indomani sveglia alle 4 per vedere Machu Picchu illuminata dall'alba. Pia illusione, inizia una pioggia insistente che non smetterà prima delle 8. Nella passeggiata dal campo a Machu Picchu ci rendiamo conto di come può essere brutto il trekking con la pioggia, sudati sotto le mantelline, in mezzo ad un sacco di gente in marcia: il percorso non è molto piacevole. Andiamo giù dritti perché tutta la valle è immersa nelle nuvole basse, e i contorni della città si vedono solo a 100 metri di distanza. Visitiamo con Ariel gli scavi: come le altre rovine Inca mi impressiona il modo di incastonare queste città nella roccia e di mimetizzarle nel paesaggio, qui inoltre la complessità e ricchezza del sito ne fanno sicuramente un santuario obbligatorio del turismo internazionale. Alle 8 abbiamo finito e ci arrampichiamo sullo Wayna Picchu: notevole, arriviamo tra i primi e su questo gnomone di energia "mistica" meditiamo sui destini del mondo. Nel frattempo le nuvole si alzano e la valle dell'Urubamba e Machu Picchu si svelano meravigliosamente.
Dopo un paio d'ore malvolentieri scendiamo, alle 14:30 dobbiamo essere giù ad Aguas Calientes per ritirare i biglietti del treno di ritorno.
Arriviamo giù per le 13:30 e ci fiondiamo verso le terme: non posso darne un giudizio oggettivo, dopo 4 giorni di sporcizia un bagno caldo non ha prezzo. Ad Aguas Calientes la guida ci fa mangiare nel ristorante Copacabana: dopo le magnifiche pietanze di Martin e soci, l'impressione è negativa, oltretutto mi sembra anche un pò caro. Sorge un problema con i biglietti, non siamo sul treno delle 16:20 ma su quello delle 17:20, inoltre non andremo fino a Cuzco, ma fino ad Ollantaytambo, dove un autobus ci riporterà a Cuzco comunque nei tempi previsti. Nell'oretta in più ci giriamo i numerosi negozietti del posto, poi si parte e tutto fila liscio fino a Cuzco dove riabbracciamo il resto del gruppo.
Nota del capogruppo: ringrazio l’amico Giacomo per la relazione, ho evitato di ritoccarla e aggiungo solo poche cose.
21. (ven. 23 nov.): CUZCO – LIMA (aereo - 1 ora)
Nonostante avessi prenotato il volo per le 10.30 (c’è ne uno anche alle 07.30), questo è stato spostato alle 12.30. Appuntamento quindi per le 10.00, 30’ di autobus (Panorama, compreso nelle escursioni) per arrivare all’aeroporto. Qualche problema al check-in, oggi è una giornata particolarmente calda e la maggiore rarefazione dell’aria non assicura portanza all’aereo, vogliono lasciare a terra i nostri bagagli.
Con un po’ di calma e poi con un po’ di polso spieghiamo il nostro problema di connessione con volo della Delta previsto per lo stesso giorno, riescono a darci l’OK con i bagagli, effettivamente ci è sembrato che l’aereo abbia leggermente faticato a prendere quota. A Lima Hugo ci aspetta con il pulmino, raggiungiamo il Bombini dove lasciamo i bagagli in un paio di stanze prenotate, utili anche per cambiarsi o farsi una veloce doccia.
Metà gruppo va a visitare il Museo della Nation (6 NS pax), gli altri si perdono per le affollate vie del centro (ora seriamente danneggiate dall’incendio di Natale).
Il centro città è praticamente paralizzato per la chiusura del traffico per una visita diplomatica di alcuni ministri sudamericani, singolare vedere Plaza de Armas senza auto, non pochi problemi per raggiungere l’elegante Rincon Cileno per cenare.
Quattro passi, un caffè, alle 23.00 partiamo per l’aeroporto, check-in e imbarco per Atlanta regolari.
22. (sabato 24 nov.): LIMA – ATLANTA – NEW YORK (volo 8 ore)
Notte di volo, solite formalità doganali statunitensi (ricordarsi di prendere il bagaglio, sdoganare e caricarlo su apposito nastro), è arrivato il momento di dividerci.
Baci, abbracci, pianti e promesse di rivederci, i romani escono dall’aeroporto per visitare ancora il centro di Atlanta (hanno 8 ore di connessione), noi di Milano ammazziamo le quattro ore che ci dividono dall’imbarco con un po’ di shopping in aeroporto.
Voli di ritorno senza problemi, aerei praticamente vuoti, molto spazio per distendersi e dormire comodamente.
23. (domenica 25 nov.): U.S.A. – MILANO/ROMA (volo 8 ore)
Atterraggio a Malpensa e Roma per le 08.00, non resta che salutarci ancora una volta e tornare ognuno alle proprie case non prima di aver fissato la data dell’immancabile raduno.