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Diario di viaggio |
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Venerdì 12 luglio ‘02, primo giorno (aereo, 10 ore)
Roma – Milano – Johannesburg
Riparto per la Namibia, solo tre mesi dopo il mio ritorno da questo bellissimo paese.
Sono dubbioso, chissà se riuscirò a riprovare quelle forti emozioni donatemi dalle sterminate pianure africane.
Appuntamento alle 17.30 all'aeroporto di Malpensa, c/o banco SAA/Lufthansa, il gruppo è già arrivato e si è aggregato con i partiti da Roma, da ore in attesa all'aeroporto.
Veloce presentazione, inizio a valutare i miei prossimi compagni di viaggio, mi sembra un buon gruppo, così sarà.
Check-in, solito imbarco degli zaini alla porta dei bagagli fuori misura, ci ritroviamo al gate d'imbarco con un po' d'anticipo per il briefing d'inizio viaggio. Spiego l'itinerario, già spedito via e-mail, le solite raccomandazioni circa puntualità, collaborazione in cucina e rispetto.
Affrontiamo subito il discorso del noleggio, faccio l'elenco di tutti gli autisti disponibili (donne comprese), mi raccomando vivamente per una guida prudente, velocità moderata, massima attenzione ad ogni minimo ostacolo sulla strada. Metto subito in chiaro che l'eventuale pagamento di cauzione per danni al veicolo sarà in cassa comune, così come multe o rotture del mezzo. Mi riprometto di far firmare la dichiarazione di condivisione della responsabilità, mi scorderò.
Controllo le ricevute di pagamento, bene o male me le fanno vedere o consegnano tutte.
Istruzioni sul cambio in Namibia, convertibilità univoca con Rand e la necessita di cambiare buona parte del fabbisogno di cassa comune in aeroporto.
Lista del materiale da campeggio da noleggiare, anche per uso personale (tende, sacchi a pelo, materassini), spiego che sarà poi fatto pagare singolarmente.
Imbarco regolare e decollo con un po' di ritardo, tranquillo volo notturno, aereo pieno.
Sabato 13 luglio, secondo giorno (aereo, 3 ore) strade << B6 >>
Johannesburg - Windhoek
Nonostante il ritardo al decollo atterriamo puntuali, i romani devono ritirare i bagagli (probabilmente il personale di Fiumicino non sapeva che potevano spedirli a destinazione finale), sdoganare e poi fare nuovamente il check-in.
I milanesi, invece, passano dai transiti e ci aspettano nell'area duty free, un'immensa zona piena di negozi, dall'artigianato africano ai cd.
Mentre i romani espletano le varie formalità, riconfermo i voli presso il banco SAA e Crossair. Raccolgo 300 Euro o USD della cassa comune (in questi giorni sono pari valore), e alle 11.00 ci imbarchiamo.
Arrivo alle 12.00 a Windhoek, (due ore di volo - 1 ora di fuso), lenta dogana e ritiro bagagli.
Per iniziare bene manca una borsa, denuncia presso l'ufficio Lost e Found dove lascio l'itinerario dei primi tre giorni, speriamo di ritrovarlo.
Cambio buona parte della cassa comune (9.53 N$ x USD comprese tasse e commissioni, cambiati 300 USD pax).
Tra cambiare e ritirare le jeep si perdono almeno due ore, facciamo le pratiche di noleggio una macchina alla volta per non confondere l’impiegata addetta (vanno in tilt facilmente, in Africa far sempre le cose semplici).
Controlliamo le macchine se hanno eventuali ammaccature (attenzione al parabrezza scheggiato), prendiamo la B6 e in 40’ siamo in hotel prenotato.
Andiamo direttamente al Farida per prendere le stanze. Anche in questa occasione Farida mi ha fatto un piccolo bidone, non mi ha tenuto le stanze nel suo hotel e alcuni di noi si devono accontentare delle stanze presso una guest house di sua proprietà (home in town), di livello sicuramente inferiore.
Telefono alla Camping Hire per concordare il ritiro del materiale (già prenotato con e-mail) e chiamo Shelma alla NWR per l'appuntamento per cena e il ritiro dei permessi.
Andiamo a far la spesa in un supermercato del centro (colazioni, sale, pane, frutta, verdura), poi alla camping hire dove il materiale è già pronto, aggiungo solo i materassini richiesti dai partecipanti, un sacco a pelo per la Cristina che ha perso lo zaino.
A letto presto, per fortuna siamo riusciti a far tutto e domani potremmo partire subito.
Domenica 14 luglio, terzo giorno (jeep, 554 Km, 8 ore) << B1 >>
Windhoek – Okahandia – Etosha Park - Namutomi
Colazione in hotel e partenza comoda alle 08.00, sarà la prima e l'ultima del viaggio, da domani in poi si partirà sempre all'alba (06.30), a volte anche prima, per sfruttare appieno le poche ore di luce della giornata.
Prendiamo la B1 nord, un'oretta di autostrada e arriviamo al mercato del legno di Okahandia, 30' per gironzolare tra le bancarelle a contrattare i vari pezzi d'artigianato più o meno originali. Bisogna contrattare molto, non più di un terzo di quanto richiesto. Interessante, divertente. Al distributore Shell compro le cartine, una per macchina.
Lungo trasferimento intervallato solo da pipi-stop e benzina, primo pranzo pic nic con la cassa cucina, diamo fondo ai formaggi e salami portati dall'Italia, man mano che passeranno i giorni saranno sempre + scatolette che formaggi.
Primo piccolo imprevisto del viaggio, per fortuna anche l’ultimo: per un sorpasso + o meno azzardato (secondo gli standard, in Italia sarebbe stato + che normale), veniamo fermati e multati da un integerrimo poliziotto (abbiamo sorpassato proprio lui, ciò l’ha fatto tremendamente incazzare). Per una violazione a suo dire gravissima, multa di 300 N$, ci accompagna alla vicina stazione per il pagamento, obliamo con la cassa comune come da precedenti accordi, che ci serva da lezione………..
Alle 16.00 siamo al gate dell'Etosha, registro le jeep, 10 km e deviamo verso la pozza più vicina al campo per cercare di vedere qualche animale. Solo delle zebre, tante giraffe e una iena, per il momento un po' deludente ma so che domani saremo soddisfatti.
Entriamo nel campo prima del tramonto per vederlo dalla torre, sempre molto suggestivo.
Interessante il guest book alla reception dove vengono segnalati gli avvistamenti degli animali, utilissimo per saper dove dirigersi per la visita dell’Etosha.
Mentre i ragazzi fanno rifornimento di benzina prendo i bungalows, ho la prenotazione per una stanza dentro il forte ma è sporca, ce la facciamo cambiare con un altro bungalows, cena a buffet nell'ottimo ristorante del parco. Dopo cena alla pozza dove vediamo solo qualche paperella e niente di più. I più arditi si alzano alle 04 del mattino per cercare di vedere altri animali alla pozza, anche loro rimarranno delusi.
Solo dopo apprenderemo che l'ora migliore per gli avvistamenti alla pozza è subito dopo il tramonto, le ore in cui noi, inconsapevolmente, eravamo a farci la doccia.
Lunedì 15 luglio, quarto giorno (jeep, 80 Km – 2 ore)
Namutomi – Etosha Park – Andoni - Halali
Sveglia alle 05.00, prima colazione in cassa cucina in uno dei bungalow, carichiamo le auto e per le 06.30 siamo fuori del campo.
In ordine sparso visitiamo le varie pozze e percorriamo l'itinerario a nord-est di Namutomi.
Primi avvistamenti di elefanti, gnu, branchi di zebre, giraffe e anche qualche leone. La zona è molto bella, specialmente il giro intorno al piccolo lago ad est del campo, dove ricordo che a maggio era verdissimo e pieno di animali. In questa stagione, invece, è più secco e vi sono molti meno animali.
Ci ritroviamo al campo per le 11.30, pranzo nell'aerea pic-nic. Ancora in ordine sparso ci dirigiamo verso Halali, bellissime e ricche di animali le pozze di Goas e Noniams.
Molto suggestiva la strada che porta qualche chilometro all’interno del pan, segnalata appunto come "pan".
Entriamo nel campo di Halali poco prima della chiusura, allo sfornito spaccio faccio un po' di spesa e prepariamo cena, questa sera spaghetti.
Nel frattempo alcuni di noi vanno alla pozza, rialzata lungo il costone di una montagna, riescono a vedere alcuni rinoceronti e un branco di elefanti.
Dopo cena torniamo alla pozza, nulla da vedere, solo chi rimarrà sino a tardi riuscirà a vedere dei rinoceronti.
Martedì 16 luglio, quinto giorno (jeep 80 km – 2 h)
Halali – Etosha Park – Okaukuejo
Stesso programma di ieri, sveglia alle 05.00, colazione e partenza alle 6.30.
Gironzoliamo intono da Halali sino alle 11.00, ancora tanti animali. Pranziamo al campo e poi diretti sino alla zona della foresta degli spiriti, molto bella per le sue caratteristiche piante con le radici "all'insù". La pista per Okaukuejo è meno interessante e con pochi punti di vista, consigliata la pista che porta al Pan, alle 16.00 siamo al campo
Tramonto dalla torre, bei bungalows (Luxori) di fronte alla pozza, sino l’ora di cena ad ammirare il susseguirsi d’elefanti e rinoceronti mentre si abbeverano.
Ottimo buffet al ristorante, da provare la carne cotta all'istante stile "cinese".
Durante il rifornimento di carburante rubano dall'auto la macchina fotografica di un partecipante, attenzione.
Mercoledì 17 luglio, sesto giorno (410 km – 9 H) << C38, C40, C35, C41 >>
Okaukuejo – Kamanjab – Opowu
Lasciamo il campo di Okaukuejo alle 07.30, purtroppo non sono riuscito ad ottenere il permesso per il Galton Gate. Usciamo a malincuore dall'Etosha, comunque soddisfatti per i tanti animali visti. Sinceramente a maggio c'era + abbondanza di mandrie + numerose, molti i leoni avvistati.
Tre ore di asfalto sino a Kamanjab, mega spesa al supermercato vicino al distributore Shell, a Opowu e oltre possono mancare i generi alimentari.
Prendiamo la C40, iniziano le mitiche piste namibiane, ritroveremo l'asfalto solo a Swakopmund; la strada è in buone condizioni, larga e rettilinea, verrebbe da correre ma limito la velocità, gli autisti devono ancora prendere la mano con le jeep e con le tante insidie di queste strade.
Oltre alle mie tante raccomandazioni, il gruppo è stato molto colpito nel sapere dell'incidente occorso al gruppo partito la settimana prima di noi, con due persone all'ospedale, che ha reso ancora più prudenti i guidatori.
Inoltre, partendo molto presto, si ha tutto il tempo necessario per raggiungere la destinazione evitando di dover inutilmente correre, potendo concedersi le doverose tappe di riposo, foto e quant'altro.
Pranzo a pic nic al gate d'ingresso della Red Cross, la linea di separazione sanitaria per gli animali, si entra nella zona tipicamente africana, più povera, meno "tedesca" e ordinata del resto della Namibia, ancor 3 ore di bella pista e alle 16.00 siamo arrivati ad Opowu.
Mentre vado a cercare la guest house il gruppo visita il mercato himba: solito trambusto, gente nei costumi tradizionali, tante persone visibilmente ubriache e petulanti; alcuni di noi non sono abituati a queste scene e si spaventano un poco, il gruppo rimane particolarmente unito.
Non c'è nulla da temere, le solite raccomandazioni, se chiedono soldi meglio evitare le foto, attenzione ai marsupi e zainetti, chiudere le auto. Così sarà per tutta la zona himba.
Shelma ha sbagliato la prenotazione, per fortuna ieri ho telefonato alla guest house per conferma, ci sistemano in un appartamento con 3 stanze (8 letti) e un'altra stanza da quattro posti, tre persone dovranno dormire nell'ampio salone sui materassini.
Cena in cassa cucina, serata tranquilla in casa, meglio evitare di uscire.
Giovedì 18 luglio, settimo giorno (210 Km – 6 H) <<D3700, C43 >>
Opowu – Epembe - Okanwati – Epupa Falls
Usciamo all’alba dalla città, imbocchiamo la D3700 verso nord-est, direzione Epembe, strada non bella, parecchi insidiosi avvallamenti e buche.
Dopo il villaggio di Okanwati (2 ore da Opowu), inizia la zona Himba. Ci fermiamo in un primo villaggio, contratto la visita per tutto il gruppo, entriamo e cautamente iniziamo a prendere contatto con questa gente. Vivono ancora in estremo isolamento, povere capanne di paglia e fango, con il bestiame che circola liberamente tra le case. Le bellissime donne sono le più fotografate ed ammirate. In tutto un’oretta scarsa per la visita, proseguiamo e ci fermiamo in un secondo villaggio, quello segnalato come Tourist Village, questa volta costa 5 N$ pax, il villaggio è comunque ancora originale.
Poco dopo ci fermiamo alla scuola Himba, segnalata nel capitolo “usi e costumi”, purtroppo le lezioni iniziano solo alle 13.00. Chiacchieriamo un po’ con le maestre che ci mostrano le aule, 130 bambini per 4 insegnanti. Il governo fornisce poco materiale e pertanto ci chiedono di aiutarli con del materiale didattico. Ci ripromettiamo di spedirgli qualcosa dall’Italia, a fine viaggio decidiamo di devolvere il rimborso della cassa comune per loro, provvederò io stesso a comperare matite e quaderni e farglieli avere attraverso qualche altro gruppo in partenza.
Consigliate, quindi, ai vostri partecipanti di portare queste cose utili, non distribuirli a casaccio ma fermarsi alla scuola e darlo alle maestre. Molto ben accettate anche le medicine come aspirine, aulin, ect… Sicuramente loro sapranno distribuirle attentamente facendone capire la posologia.
Il viaggio prosegue, pic nic nella foresta, alle 14.30 siamo all’Epupa, posto meraviglioso, il campo è situato lungo il fiume, le cascate sono poco distanti.
Dopo aver montato le tende andiamo alla cascata principale, saliamo lungo il sentiero che costeggia il fiume (direzione valle) dove ci si può fermare a contemplare l’immenso scenario dell’Epupa.
Molti pensano che la cascata sia una sola, quella più vicina e profonda che è sicuramente molto bella, invece l’Epupa è un complesso formato da una decina di cascate per una zona di oltre 1 km, con tre cascate principali e altre piccole diramazioni e cascatelle, il tutto incastonato in un verde lussureggiante e rocce rosse.
Niente bagno, le pozze sono secche ed è sconsigliato fare il bagno nel fiume (corrente e coccodrilli).
Questa sera è prevista la grigliata by Enrico (portarsi la legna), allo spaccio del piccolo villaggio compro qualche birra per accompagnare l’ottimo pollo alla brace.
Notte di luna piena, dopo il caffè decidiamo di tornare al punto panoramico sull’Epupa per ammirare le cascate di notte, si cammina senza lumino, altra fantastico scenario.
L’acqua riflette la luce lunare e il rosso delle rocce emerge dall’oscurità. Non fa freddo, restiamo a lungo a goderci lo spettacolo. Notte in tenda, la prima per il mio gruppo.
Venerdì 19 luglio, ottavo giorno (350 km - 9 ore) << D3700, D3704, D3706 >>
Epupa fall – Opowu - Sesfontein
Tappa di trasferimento, normalmente tutti i gruppi arrivano sino a Palmwag, viste le poche ore di luce e per non appesantire la tappa, decido di fermarmi a Sesfontein, 90 km. prima di Palmwag. Conosco questo campo, è molto bello e suggestivo così come l’intera zona.
Dopo Opowu la strada è molto panoramica e piacevole, anche se la pista non è molto scorrevole.
Solita partenza all’alba, il gruppo reagisce bene alla vita da campeggio sebbene ci siano parecchi novizi. Quattro ore per arrivare a Opowu senza fermarci per visitare altri villaggi, benzina e spesa, prendiamo la D3704 per Sesfontein.
Dall’Epupa si potrebbe prendere una pista più lunga, verso ovest, per arrivare a Opowu, occorre però avere della benzina supplementare e diventerebbe difficoltoso raggiungere Sesfontein in giornata.
La pista che porta a sud non è molto trafficata ed è abbastanza ben tenuta, bisogna però mantenere una velocità moderata. Si attraversa un bellissimo altopiano con uno scenario di colori indimenticabili: prati verdi, rocce rosse e l’azzurro del cielo. Forse il più bel tratto di strada (solo la strada per Solitarie è all’altezza), bellissima la parte del canyon con discesa mozzafiato verso la piana di Sesfontein.
Arrivo a Sesfontein per le 16.00, rifornimento, giusto il tempo di prendere posto per la tenda e cucinare la cena. Il campeggio è ben attrezzato, alcune piazzole hanno anche delle palafitte (uso libero), piscina e bar, le stanze devono essere molto eleganti e care. Dopo cena assistiamo ad uno spettacolo di danze e canti locali offerto dai bambini del villaggio.
Sabato 20 luglio, nono giorno (380 km - 8 h) << D3706, C39, D2612 >>
Sesfontein – Palmwag – Pietrified Forest - Twifelfontein – Abu Huab
Colazione e partenza all’alba, facciamo rifornimento a Palmwag, ancora bei paesaggi sino alla C39, 2 ore di viaggio. Grazie all’esperienza fatta con il Namibia 1 non ci fermiamo alla prima indicazione di “foresta pietrificata” perché sono siti non ufficiali e poco interessanti.
Andiamo direttamente verso Khorixas e arriviamo al sito ufficiale, quello segnalato come Wooden???? (sulla sinistra dir Khorixas).
Visita guidata di circa 40’, 50 N$ per tutto il gruppo + altrettanti di mancia per la guida, facciamo pranzo nella zona ristoro del sito.
Torniamo verso Abu Huab, circa 1 ora di strada, arriviamo al campo per il primo pomeriggio; bel posto, campeggio nel mezzo della savana con la possibilità che gli elefanti ti scorazzino tra le tende (esistono davvero), scarsi servizi igienici, bar ed alcune stanze con bagno.
Per fortuna a Twifelfontein c’è la benzina (anche se non segnalata).
Prenoto la cena (avevo già telefonato in precedenza), dopo aver montato il campo visitiamo liberamente le pitture rupestri (40’, bisogna camminare), le Organ Pipes (vicino alle pitture), Burnt Montains; molto bella l’intera zona con le formazioni rocciose che al tramonto si tingono di un rosso intenso.
Discreta cena, fantastica stellata, di notte si inizia a sentire il freddo pungente. Assolutamente non dimenticarsi di far rifornimento a Twifelfontein.
Domenica 21 luglio, decimo giorno (420 km - 10 h) << C39, C34 >>
Abu Huab – Skeleton Coast – Henties Bay – Swakopmund
Sveglia alle 05.00, partiamo alle 6.30, lasciamo a malincuore l’entroterra, così ricco di colori, in 2 ore arriviamo allo Springbock Gate, ingresso della Skeleton Coast. Registro le auto, faccio il permesso (30 N$ pax, 30 N$ auto), dopo solo 30 km arriviamo al mare dove il sole è scomparso e spira un freddo vento.
La strada della Skeleton è in buone condizioni, per i primi 50 km non ci sono piazzole di sosta ed è vietato uscire dalla strada.
Prima tappa al vecchio oleodotto, nulla di particolare, carina la laguna con piccola passeggiata (in violazione delle regole), al relitto pranziamo e ci facciamo una camminata in spiaggia.
Ucab Gate, usciamo dalla Skeleton, ancora 1 ora di viaggio e per le 15.00 siamo a Cape cross, (Permesso 20 N$ pax) un promontorio con un’enorme colonia di rumoreggianti otarie, interessante a parte il fastidioso odore di guano.
La strada lungo la Skeleton è tutta semi-asfaltata e permette una buona velocità, benzina a Henties bay e ancora un’ora di auto per arrivare a Swakopmund.
Ci sistemiamo nei bungalows, esco per prenotare la cena, è domenica e non tutti i locali sono aperti, per fortuna riesco a trovare all’ottimo Lighthouse.
Swokopmund e la costa hanno un pessimo clima, durante l’inverno nel pomeriggio cala una densa foschia, umida e fredda.
Lunedì 22 luglio, undicesimo giorno (260 km – 6) << D1914 >>
Swakopmund – Walvitschia drive - volo sul Namib – duna 7 – Swakopmund
Mattinata libera, caffè e pasticcini nelle famose Konditorei, shopping nei tanti negozi. Un buon negozio di reperti, maschere e sedie è il “Peter’s Antiques” 24 Moltke Street, vicino al campo municipale; l’African Art Jewellers, Knobloch Street, è un sofisticato gioielliere che vende antichi bottoni d’avorio, pietre quali: tormaline, acquemarine, diamanti, agate, bracciali in pelo d’elefante e oro, collane. Nel centro altri negozi di abbigliamento sportivo e africano.
Conferma volo in agenzia viaggi, all’ufficio della NWR per il permesso del Welwitshia drive – parco del Namib (30 N$ pax), nei giorni festivi può essere richiesto al distributore della BP.
Organizziamo il volo presso la PLEASURE Flights, angolo via centrale, tel/fax 064-404500, 404749, 940 N$ pax per il volo di 2 ore e 30’. Si vola lungo la costa, il Namib, Sossuvlei, Walwis bay e ritorno; esistono anche voli + brevi ed economici, l’importante è riuscire a riempire l’aereo poiché si paga a volo. Partenza alle 11.00, tempo permettendo, garantiscono che sarà sereno. 10 persone su 15 del gruppo fanno il volo, gli altri liberi sino alle 14.00.
Tutti insieme partiamo per un veloce giro alla Welwitschia drive, arriviamo sino alla Welwitschia gigante e la Moon Valley, bel tour. Qui nel deserto del Namib ci sono molti percorsi, si può tranquillamente impegnare un’intera giornata e addirittura campeggiare la notte, in appositi campi segnalati, bisogna chiedere il permesso.
Cena al Kucki’s Pub, prenotato, passeggiata sino al campeggio, la città è deserta, alle 18.00 chiude tutto e la città si svuota completamente.
Martedì 23 luglio, dodicesimo giorno (250 km - 4 h) << B2, D1927, B2 >>
Swakopmund – Spitzkoppe Park –Swakopmund
Di nuovo tutti insieme, partiamo alle 7.30 per lo Spitzkoppe.
Prendiamo la veloce B2 e in due ore e mezzo arriviamo all’ingresso del parco, lasciata la costa si rivede il sole e torna il caldo, 10 N$ pax l’ingresso.
Il parco è gestito da una cooperativa di Damara, il posto è bellissimo ma mal tenuto e poco organizzato; con una misera cartina giriamo intorno alle tante formazioni rocciose e alla montagna dello Spitzkoppe. Bellissima escursione, qui si può liberamente scendere e scalare le rocce, interessante la salita al Buscman Garden, pranziamo e per le 14.00 ripartiamo per Swakopmund.
A gran richiesta riusciamo a rientrare a Swakopmund prima della chiusura dei negozi, ultimo shopping, faccio la spesa e rifornimento per i prossimi 3 giorni, a Sesriem si trova poco.
Cena all’ottimo Cape in Town, poco fuori dal campeggio.
Mercoledì 24 luglio, tredicesimo giorno (360 km – 8 h) <<B2, C14, C19 >>
Swakopmund – Walwis Bay – Huiseb Pass – Solitarie – Sesriem
Dobbiamo aspettare le 7.30 che apra la reception per il controllo dei bungalows e la restituzione della caparra (400 N$ cadauno). Lungo la B2 sino a Walwis Bay, attraversiamo la periferia in direzione sud ed arriviamo alla baia piena di fenicotteri rosa, niente saline poiché c’è una densa foschia e tira un vento freddo ed umido.
Torniamo a Walwis Bay, lungo la C14 alla duna 7 (appunto 7 km da Walwis), la foschia si è alzata e saliamo in cima alla duna, abbastanza faticosa, molto divertente scendere per il “dritto”.
Si attraversa il parco del namib lungo una pista sterrata fino a Solitarie; questo tratto di strada è definito uno dei più pericoloso, la carreggiata è molto largo e dritta, forse per questo qualcuno si è lasciato prendere la mano.
Dopo un paio d’ore c’è un’interessante deviazione sul canyon del Kuiseb con due punti panoramici, facciamo pranzo sul bordo del canyon.
Entriamo in una gola e valichiamo le montagne, l’altopiano di Solitarie è molto bello e pittoresco. Alle 15.00 rifornimento e l’immancabile torta. Ancora 80 km, arriviamo a Sesriem, preferiamo rilassarci invece di fare una corsa per il tramonto, ci sarà tempo domani.
Bellissimo campo, ottima grigliata (carne e legna comprata a Swakop), nottata di stelle, qui il freddo si fa sentire e cerchiamo di tenere il fuoco acceso per scaldarci un pochino.
Giovedì 25 luglio, quattordicesimo giorno (150 km - 4 h) <<
Sesriem – Duna 45 – Deadvlei - Sossuvlei – Hiddenvlei –Sesriem Canyon – Sesriem
Tutti d’accordo per vedere l’alba dalla duna 45, alle 5.45 siamo davanti al cancello, faremo colazione sotto la duna. Puntualità svizzera del guardiano nell’aprire, registra le macchine e via.
E’ ancora buio, percorriamo i 45 km abbastanza velocemente (strada asfaltata ma parecchie buche), parcheggiamo e saliamo per la seconda volta sulla mitica duna. Spettacolare alba, un po’ d’affollata ma pur sempre bella, quelli che sono rimasti sotto ci preparano il caffè, suggestiva colazione con lo stupendo scenario delle dune rosse.
Alle 08.00 partiamo per Deadvlei-Sossuvlei, ancora 10 km e arriviamo al parcheggio delle 2 x 4, inseriamo la trazione e proseguiamo. Questo è l’unico tratto di fuoristrada veramente difficile (5 km), ci insabbiamo più volte ma è stato comunque divertente, vera guida sahariana; con l’aiuto di alcuni autisti locali riusciamo ad arrivare al parcheggio di Deadvlei.
Venti minuti di facile camminata su un sentiero segnalato, arriviamo a Deadvlei, un laghetto prosciugato con alcuni alberelli rinsecchiti, carino. Alcuni si riposano e curano la tintarella, altri gironzolano per le dune e arrivano all’altro lago.
Per le 12.00 ci ritroviamo al parcheggio dove, nell’area attrezzata, facciamo pranzo tutti insieme. Fa molto caldo, aspettiamo che la calura si plachi, andiamo sino a Sossuvlei (1 km) e qualcuno trova ancora la forza di salire, raffica di foto, posto incredibile! Ritorniamo verso Sesriem, qualcuno si ferma ancora alla 45 per la foto al tramonto, altri sono già in campeggio a riposare, altri ancora s’allungano sino al Sesriem Canyon (10 km. dal campo), si scende nelle gole per una breve passeggiata.
Giornata veramente emozionante, l’ultima cena in campeggio, questo posto ci rimarrà nel cuore per molto tempo.
Venerdì 26 luglio, quindicesimo giorno (310 km – 5 h) << C19, D1275, C24, C26 >>
Sesriem – Solitarie – Windhoek
Partenza comoda, impacchettiamo per bene l’attrezzatura da campeggio, la cassa cucina, lasciamo agli addetti del campo i viveri avanzati. Alle 08.00 passiamo ancora a visitare velocemente il Canyon di Sesriem, pochi chilometri fuori dal parco. Ripartiamo in direzione di Solitarie dove, a grande richiesta, altra pausa torta.
Saliamo per un ripido passo, imbocchiamo la C24 e per le 15.00 siamo a Windhoek.
Prendiamo le stanza al Farida, la padrona ci tira l’ennesimo “bidone” (forse è ora di cambiare hotel, sinceramente ci ho provato ma non ho trovato nulla), e non ci tiene le stanze nel suo hotel, veniamo ospitati in un’altra guest house di sua proprietà poco lontana ma sicuramente di livello inferiore (Home in Town).
Liberi per gli ultimi acquisti in centro, vado alla Camping Hire per restituire il materiale, cambio i soldi necessari per arrivare sino a domani.
Ultima cena di nuovo al Canyon Spur, gruppo ancora tutto unito e gioioso, è stata per tutti una bella vacanza. Soliti discorsi di ringraziamento, prime lacrimucce.
Sabato 27 luglio, sedicesimo giorno (volo - 3 h)
Windhoek – Johannesburg
Sveglia comoda, l’unica della vacanza, alle 09.30 ci incamminiamo verso l’aeroporto, facciamo il pieno in un distributore fuori della città, in 40’ siamo in aeroporto.
All’’Europcar riconsegno le auto, un veloce controllo delle jeep (lasciarle al parcheggio autonoleggi), non hanno alcun danno.
Mi faccio rilasciare dalla gentile Natashia una dichiarazione che annulla la ricevuta della carta di credito, pago le tasse e il noleggio delle taniche (circa 820 N$ in tutto).
Cambiamo gli ultimi Dollari Namibiani in Euro o USD (con commissione), chi pensa di far acquisti in Sud Africa si fa cambiare l’equivalente in rand (senza commissione, ci si può anche rivolgere al bar o duty free).
Check-in dei bagagli sino a destinazione finale, dovremmo invece rifare le carte d’imbarco a Johannesburg ma avremo tempo a sufficienza.
Volo regolare, passiamo dai transiti e al banco della SAA facciamo il check-in. Abbiamo qualche ora per gironzolare in aeroporto facendo shopping nei tanti negozi e duty free. Qui si trova veramente di tutto: artigianato africano, vino sudafricano, cd, libri, elettronica, abbigliamento sportivo e da safari, ect..
Evitare di pagare in valuta estera (dollari/euro), applicano un tasso da strozzini. Io, invece, con la Cristina, vado all’ufficio lost e found per cercare di recuperare il suo zaino ovvero riuscire a compilare una denuncia formale. Dopo aver girato praticamente tutti gli uffici dell’aeroporto riusciamo a compilare il benedetto modello, necessario per il rimborso.
Alle 20.00 ci imbarchiamo per Zurigo, aereo praticamente vuoto, siamo fortunati.
Per me è quasi finita, riesco finalmente a rilassarmi, torno al mio solito aperitivo da volo, penso e rifletto sulle forti emozioni provate, sui fantastici compagni di viaggio che ho avuto la fortuna di accompagnare.
Domenica 28 luglio, diciasettesimo giorno (volo – 11 h)
Johannesburg – Zurigo – Italia
Volo notturno regolare, arrivo puntuale a Zurigo. Purtroppo i romani perdono la coincidenza e dovranno aspettare il volo delle 11.00, per gli altri rientro regolare.
Altre lacrime e saluti, sul volo per Milano mi rendo conto che è proprio finita. Purtroppo non lo è ancora, a Malpensa mancano due colli, ancora denunce, per fortuna arriveranno in pochi giorni.
Tornare al caos e al traffico delle nostre strade è un forte impatto, prime avvisaglie del mal d’Africa, vorremmo poter ripartire e tornare nelle silenziose pianure namibiane.